Il provvedimento era stato proposto dal presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone. Per il prefetto Tronca i fatti confermano «la spregiudicatezza con cui la società, in concreto, esegue i lavori, dando contezza che la stessa prosegue ancora con la sua azione con il medesimo modus operandi che già la ha caratterizzata in passato»
Il prefetto di Milano Francesco Paolo Tronca ha disposto, con decreto del 16 luglio 2014, il commissariamento per la «straordinaria e temporanea gestione dell’impresa di costruzioni Giuseppe Maltauro spa» relativamente ai lavori dell’appalto per le architetture di servizio del sito di Expo 2015, oggetto dell’inchiesta sugli appalti. Amministratore è stato nominato il professore Armando Brandolese, del Politecnico di Milano. Il commissariamento era stato chiesto il 10 luglio scorso dal presidente dell’AnticorruzioneRaffaele Cantone.
Il provvedimento è stato emanato in base al decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, che ha attribuito nuovi poteri all’Autorità nazionale anticorruzione. Le norme attribuiscono infatti al presidente dell’Anac, in caso di appalti finiti in inchieste giudiziarie, il potere di proporre al prefetto di adottare le misure per la straordinaria e temporanea gestione dell’impresa appaltatrice, limitatamente alla completa esecuzione del contratto oggetto del procedimento penale.
Tra i motivi per cui la richiesta di Cantone è stata «ritenuta fondata» dal prefetto, c’è la «la permanenza, negli asset societari, delle medesime figure, legate ad Enrico Maltauro, con ruoli direttivi decisionali e di rappresentanza e, quindi, con una potenziale capacità di incidere sulle scelte afferenti l'esecuzione dell'appalto oggetto di indagine, anche alla luce degli specifici poteri già attribuiti alle predette figure ancor prima dell'ultima modifica degli organi di amministrazione, effettuata dopo le recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto l'impresa».
Nel provvedimento il prefetto Tronca rileva che «anche i fatti rilevati e sanzionati dalla società Expo 2015 SpA confermano la spregiudicatezza con cui la società, in concreto, esegue i lavori, dando contezza che la stessa prosegue ancora la sua azione con il medesimo modus operandi che già la ha caratterizzata in passato».

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