Reggio
Calabria, 10 dicembre 2013
OPERAZIONE “ALL CLEAN”: ’NDRANGHETA - Cosca “PESCE”
di Rosarno (Rc). Confiscati beni per un valore di circa 90 Mln di euro.
Il Nucleo
di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, unitamente
al R.O.S. e al Comando Provinciale di Reggio Calabria dell’Arma dei
Carabinieri, nel periodo
novembre 2012 - novembre 2013, hanno dato esecuzione a complessivi dodici decreti,
con i quali il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di Prevenzione, ha
disposto la confisca di un ingente patrimonio costituito da beni immobili, beni mobili registrati, attività commerciali
e disponibilità finanziarie, in quanto ritenuti essere il frutto delle plurime attività
delittuose commesse dagli Organi di Vertice e dagli affiliati di rilievo del
potente sodalizio di ‘ndrangheta,
denominato “Cosca PESCE di Rosarno”,
egemone nella Piana di Gioia con ramificazioni in tutto il territorio nazionale
e, particolarmente in Lombardia.
I
provvedimenti ablativi, che consentono l’incameramento dei beni nel patrimonio
dell’Agenzia Nazionale dei Beni confiscati e, quindi, dello Stato, sono il frutto ed il coronamento di una lunga
serie di accertamenti economico - patrimoniali esperiti dal G.I.C.O. del Nucleo
di Polizia Tributaria di Reggio Calabria, avviati sin dall’anno 2010,
congiuntamente al
Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Calabria e R.O.S..
Tali
indagini rappresentano la naturale prosecuzione - per un’efficace ed efficiente
lotta alle mafie - delle due
precedenti operazioni di P.G., denominate “ALL
INSIDE 1 e 2”, scattate il 28 aprile
ed il 23 novembre 2010, che hanno consentito di ricostruire, attraverso la
disamina della documentazione fiscale e contabile acquisita, la genesi patrimoniale
dei beni immobili e\o mobili registrati e dei complessi aziendali sequestrati,
talvolta fittiziamente intestati a soggetti terzi, al fine di eludere
l’applicazione di provvedimenti cautelari e/o ablativi, ma di fatto riconducibili
alla storica famiglia di ‘ndrangheta “PESCE di Rosarno”.
L’attività di analisi ha consentito, altresì, di
documentare la manifesta sproporzione esistente tra i modesti redditi
dichiarati dai soggetti investigati e dai componenti i rispettivi nuclei
familiari in rapporto agli ingenti investimenti effettuati ed alle acquisizioni
patrimoniali agli stessi riconducibili.
In
particolare, sono stati sottoposti a confisca:
ü Imprese e Società,
comprensive del loro patrimonio aziendale - per totali 14 attività economiche
operanti - in regime di monopolio mafioso - nel settore dei trasporti,
agrumicolo, della vendita di carburanti e lubrificanti e dell’abbigliamento;
ü 2 società di calcio
dilettantistico, alimentate con i proventi delle estorsioni ed utilizzate per
allargare le conoscenze, le relazioni e gli affari della cosca.
ü vasti appezzamenti di
terreno agricolo, coltivati ad agrumeto e kiwi, per un’estensione di oltre 300
mila metri quadri;
ü 19 beni immobili, tra
i quali, sono ricomprese due ville di pregio, di cui una sita al centro della
città di Rosarno ed una sul promontorio di Capo Vaticano, nonché un vasto
complesso sportivo;
ü numerosi veicoli, sia
ad uso privato che commerciale, alcuni dei quali già assegnati alle Forze di
Polizia per il loro utilizzo negli specifici servizi di contrasto al fenomeno
mafioso;
ü plurimi rapporti
finanziari bancari, postali ed assicurativi.
Il
valore del patrimonio confiscato ammonta a circa 90 milioni di Euro.
Altresì, è stata disposta l’irrogazione nei confronti dei
seguenti membri apicali della summenzionata cosca, della misura di prevenzione
personale della Sorveglianza Speciale di P.S., con obbligo di soggiorno nel
Comune di residenza ed il versamento di una cauzione in denaro:
ü PESCE Antonino cl.‘53
inteso “Testuni”, indiscusso vertice della
potente cosca pesce, già detenuto in regime di 41 bis nonché recentemente
condannato, dal Tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del
procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione per anni 28, odierno
destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni cinque;
ü PESCE Francesco
cl.‘78 - inteso “Ciccio Testuni”, primogenito del
capocosca Antonino, recentemente condannato dalla Corte d’Appello di Reggio
Calabria, in data 27.2.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06
convenzionalmente denominato “All Inside”,
alla pena della reclusione per anni 13 e mesi 4, odierno destinatario della
Sorveglianza Speciale di P.S. per anni quattro;
ü PESCE Marcello cl.‘64
- inteso “U Ballerinu”, nipote del
patriarca e boss mafioso deceduto “Peppe” PESCE cl.‘23, nonché cugino di
PESCE Antonino cl. ‘53, uno dei “gerarchi” dell’omonima cosca, in
stato di latitanza, recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in
data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente
denominato “All Inside”, alla pena
della reclusione per anni 15 e mesi 6, odierno destinatario della Sorveglianza
Speciale di P.S. per anni quattro;
ü ARENA Domenico cl.‘54, detto “Mimmo” - cognato del “gerarca” PESCE Vincenzo detto “U Pacciu”, recentemente condannato dalla Corte d’Appello di
Reggio Calabria, in data 27.2.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06
convenzionalmente denominato “All Inside”,
alla pena della reclusione per anni 8, odierno
destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni quattro;
ü MATALONE Roberto
cl.‘77, genero del capocosca PESCE Antonino cl. ‘53 (avendo sposato la
figlia PESCE Maria Grazia cl.’82) ed elemento di spicco, con ruoli operativi
sotto la direzione del cognato PESCE Francesco cl.’78, recentemente condannato,
dal Tribunale di palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale
4302/06 convenzionalmente denominato “All
Inside”, alla pena della reclusione per anni 13 e mesi 10, odierno
destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;
ü LEOTTA Domenico
cl.‘60 - inteso “U Longu”, elemento
di spicco con ruoli operativi, sotto la direzione dei boss PESCE Francesco cl.’78
e PESCE Marcello cl.’64, soprattutto nel settore della droga e delle armi,
recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito
del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione
per anni 16 e mesi 10, odierno destinatario della Sorveglianza Speciale di P.S.
per anni tre;
ü MESSINA Maria Grazia
cl.‘42, suocera del capocosca PESCE Antonino, rivestente
un ruolo economico - operativo all’interno del gruppo criminale, odierna
destinataria della Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre;
ü i germani RAO Rocco
cl. ‘61 e RAO Franco cl.‘64 - inteso “U puffo/U nano”, nipoti del defunto boss “Peppino” PESCE cl. ‘23, nonché cugini
del capocosca PESCE Antonino cl.’53, diretti collaboratori quali finanziatori
della cosca pesce attraverso il riciclaggio - attraverso le proprie attività
commerciali - di assegni bancari provento di attività estorsive, recentemente
condannati, dal tribunale di Palmi, in data 3.5.2013, nell’ambito del
procedimento penale 4302/06 convenzionalmente denominato “All Inside”, alla pena della reclusione, rispettivamente, per anni 16
ed anni 17, nonché entrambi odierni destinatari della Sorveglianza Speciale di
P.S. per anni tre;
ü VARRÀ Domenico cl.‘54
- inteso “Mister”, faccendiere della cosca
pesce, delegato a curare gli interessi primari della cosca anche afferenti il
mondo del calcio, recentemente condannato, dal Tribunale di Palmi, in data
3.5.2013, nell’ambito del procedimento penale 4302/06 convenzionalmente
denominato “All Inside”, alla pena
della reclusione per anni 16 e mesi 4, odierno destinatario della Sorveglianza
Speciale di P.S. per anni tre;
ü DI MARTE Francesco cl.’63, inteso “U Tetenna”, avente una caratura di assoluto rilievo in seno alla “cosca pesce” nella quale riveste incarichi operativi nel settore
del traffico di sostanze stupefacenti e delle estorsioni e compiti di
intermediazione con l’esterno, odierno destinatario della
Sorveglianza Speciale di P.S. per anni tre.
Il R.O.S. unitamente al Comando
Provinciale di Reggio Calabria dell’Arma dei Carabinieri e al Nucleo di Polizia
Tributaria della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, hanno eseguito complessivi
12 decreti, con i quali il Tribunale di Reggio Calabria - Sezione Misure di
Prevenzione, ha disposto la confisca di un ingente patrimonio (per un ammontare
di 90 milioni di euro) costituito da beni immobili, beni mobili registrati,
attività commerciali e disponibilità finanziarie ritenuti frutto delle plurime
attività delittuose commesse dagli Organi di Vertice e dagli affiliati di
rilievo del potente sodalizio di ‘ndrangheta, denominato “Cosca PESCE di
Rosarno”, egemone nella Piana di Gioia con ramificazioni in tutto il territorio
nazionale e, particolarmente in Lombardia.
In particolare, sono stati
sottoposti a confisca:
-
Imprese e Società, comprensive del loro
patrimonio aziendale - per totali 14 attività economiche operanti - in regime
di monopolio mafioso - nel settore dei trasporti, agrumicolo, della vendita di
carburanti e lubrificanti e dell’abbigliamento;
-
2 società di calcio dilettantistico, alimentate
con i proventi delle estorsioni ed utilizzate per allargare le conoscenze, le
relazioni e gli affari della cosca.
-
vasti appezzamenti di terreno agricolo,
coltivati ad agrumeto e kiwi, per un’estensione di oltre 300 mila metri quadri;
-
19 beni immobili, tra i quali, sono ricomprese
due ville di pregio, di cui una sita al centro della città di Rosarno ed una
sul promontorio di Capo Vaticano, nonché un vasto complesso sportivo;
-
numerosi veicoli, sia ad uso privato che
commerciale, alcuni dei quali già assegnati alle Forze di Polizia per il loro
utilizzo negli specifici servizi di contrasto al fenomeno mafioso;
-
plurimi rapporti finanziari bancari, postali ed
assicurativi.
Nella stesso contesto 11
soggetti, ritenuti al vertice dell’organizzazione, sono stati sottoposti al
provvedimento della sorveglianza speciale di P.S. con l’obbligo di dimora nel
comune di residenza.

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