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VILLA SAN GIOVANNI. Usura: la Polstato sgomina un sodalizio criminale contiguo alla cosca Alvaro

VILLA SAN GIOVANNI (Reggio Calabria) 5 novembre 2014 - . Nelle prime ore di oggi, al termine di una complessa attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria, personale della Squadra mobile reggina e dei Commissariati di Villa San Giovanni e Palmi, ha tratto in arresto, in esecuzione del decreto di fermo di indiziato del delitto, quattro persone, ritenute responsabili, in concorso, del reato di usura, estorsione e violenza privata, quest'ultimi delitti con l'aggravante mafiosa. Si tratta di A. R. F., 62 anni, di Villa San Giovanni; G. A., 34 anni, di Villa San Giovanni; C.W.A., 43 anni, di Villa San Giovanni; A. A., 26 anni, di Sinopoli. L'indagine, supportata da attività tecnica e sviluppatasi per oltre un anno, ha accertato l'operatività nel territorio di Villa San Giovanni e comuni limitrofi di persone dedite a condotte usurarie, capaci di stringere in una morsa asfissiante imprenditori e professionisti. Nello specifico l'odierna operazione ha permesso di stabilire che i fratelli G. A. e C.W. A., in concorso tra loro, in corrispettivo di un prestito di 30.000 euro elargito a una delle
loro vittime, dapprima si facevano promettere e dare interessi usurai pari a 1.500 mensili per poi concordare con lo stesso la consegna, a garanzia del residuo debito pari a 29.000 euro, derivante dalla parziale restituzione del capitale, di sei assegni dell'importo di 5.500 euro ciascuno per un totale di 33.000 euro, con l'accordo che i fratelli li avrebbero dovuti trattene per poi riconsegnarli alle rispettive scadenze dietro pagamento del corrispondente importo in contanti. I fratelli, constatata la contrarietà della vittima al pagamento di determinati assegni, consegnavano i suddetti titoli di credito ad A. A., legato alla cosca di 'ndrangheta degli Alavaro di Sinopoli. Quindi, gli indagati, confidando che la forza intimidatrice derivante dalla figura di quest'ultimo potesse indurre l'imprenditore a pagare gli interi importi veicolati dai titoli di credito rimanenti, lo minacciavano riferendogli di aver consegnato i tre titoli di credito a "persone alle quali non avrebbe potuto dire no", così sfruttando intenzionalmente la forza intimidatrice della cosca mafiosa degli Alvaro. Pertanto, ai suddetti germani viene contestata la tentata estorsione con l'aggravante mafiosa, mentre ad A. A. il reato di violenza privata aggravata dalla modalità mafiosa, atteso che egli compiva atti idonei e univocamente diretti a costringere la vittima a ritirare la denuncia di smarrimento di assegni da lui sporta lo scorso 20 giugno, facendo leva sulla forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento ed omertà che ne deriva. L'indagine ha permesso, inoltre, di scoprire il reato di usura praticato anche da A. R. F. che, nella fattispecie, in corrispettivo di un prestito di 15.000 euro, elargito a un imprenditore locale, si faceva promettere e dare interessi usurari pari a 1.100 mensili dal novembre 2012 all'ottobre del 2014. Lo stesso è accusato, altresì, di estorsione per aver minacciato il suddetto imprenditore a presentare all'incasso i tre assegni da quest'ultimo emessi a garanzia del prestito usurario, costringendolo ripetutamente a corrispondere mensilmente l'interesse usurario sopra indicato, così da procurarsi un ingiusto profitto con pari danno per la persona offesa. In ambito della stessa operazione, condotta con l'impiego di un notevole numero di operatori della Squadra mobile reggina, del Commissariato di Villa San Giovanni e del Reparto anticrimine di Siderno, sono state eseguite - in ottemperanza a quanto disposto dall'Autorità giudiziaria - complessivamente sette perquisizione domiciliari rivolte a diversi soggetti interessati alla vicenda. Tutti i destinatari di fermo sono stati assicurati alla giustizia e condotti presso le competenti Case circondariali.


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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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