Milano ricorda i 44 bimbi morti ad Albenga con la deposizione di un cuscino di fiori bianchi sul monumento commemorativo
Milano 16 luglio 2014 - Il 16 luglio del 1947 la motobarca Annamaria naufragò nel mare di Albenga: in quella tragedia morirono annegati 44 bambini, la maggior parte dei quali milanesi, e quattro accompagnatrici. Fu il più grave disastro del Dopoguerra in cui persero la vita dei minori. Questa mattina, nel 67° anniversario del naufragio, il Comune di Milano ha ricordato le giovani vittime: alle ore 10 si è, infatti, tenuta la cerimonia di deposizione di un cuscino di fiori bianchi sul monumento commemorativo al Cimitero Maggiore, dove sono sepolti quasi tutti i bimbi dell'Annamaria.
Nel pomeriggio del 16 luglio del 1947 la motobarca Annamaria stava trasportando 84 bambini, tutti maschi dai 4 agli 8 anni, in prevalenza milanesi orfani di guerra. I piccoli erano ospiti della colonia della solidarietà nazionale di Loano, ed erano diretti in gita all'isola Gallinara. Alle 18 il mare era calmo: la nave strapiena, che viaggiava a circa 60 metri dalla costa, urtò contro un ostacolo, iniziando a imbarcare acqua. L'Annamaria si inclinò pericolosamente, mentre i bambini cadevano in mare. Le vittime del disastro furono 48: 44 bimbi e 4 adulti. "Ad Albenga - scrisse allora Dino Buzzati inviato sul luogo della tragedia - si era concentrato tutto il dolore del mondo".
I funerali, celebrati dall'Arcivescovo di Milano Cardinale Schuster, si svolsero in Duomo, alla presenza dell'allora Sindaco Greppi, di tutto il Consiglio comunale e di una folla silenziosa e commossa. I nomi di tutti coloro che persero la vita sono oggi scolpiti nel monumento funebre, opera dello scultore Giacomo Manzù, al Cimitero Maggiore: un bassorilievo in bronzo che raffigura Gesù circondato dai bimbi, con la frase del Vangelo di Matteo "Lasciate che i piccoli vengano a me, perché di essi è il regno dei cieli".
Milano 16 luglio 2014 - Il 16 luglio del 1947 la motobarca Annamaria naufragò nel mare di Albenga: in quella tragedia morirono annegati 44 bambini, la maggior parte dei quali milanesi, e quattro accompagnatrici. Fu il più grave disastro del Dopoguerra in cui persero la vita dei minori. Questa mattina, nel 67° anniversario del naufragio, il Comune di Milano ha ricordato le giovani vittime: alle ore 10 si è, infatti, tenuta la cerimonia di deposizione di un cuscino di fiori bianchi sul monumento commemorativo al Cimitero Maggiore, dove sono sepolti quasi tutti i bimbi dell'Annamaria.
Nel pomeriggio del 16 luglio del 1947 la motobarca Annamaria stava trasportando 84 bambini, tutti maschi dai 4 agli 8 anni, in prevalenza milanesi orfani di guerra. I piccoli erano ospiti della colonia della solidarietà nazionale di Loano, ed erano diretti in gita all'isola Gallinara. Alle 18 il mare era calmo: la nave strapiena, che viaggiava a circa 60 metri dalla costa, urtò contro un ostacolo, iniziando a imbarcare acqua. L'Annamaria si inclinò pericolosamente, mentre i bambini cadevano in mare. Le vittime del disastro furono 48: 44 bimbi e 4 adulti. "Ad Albenga - scrisse allora Dino Buzzati inviato sul luogo della tragedia - si era concentrato tutto il dolore del mondo".
I funerali, celebrati dall'Arcivescovo di Milano Cardinale Schuster, si svolsero in Duomo, alla presenza dell'allora Sindaco Greppi, di tutto il Consiglio comunale e di una folla silenziosa e commossa. I nomi di tutti coloro che persero la vita sono oggi scolpiti nel monumento funebre, opera dello scultore Giacomo Manzù, al Cimitero Maggiore: un bassorilievo in bronzo che raffigura Gesù circondato dai bimbi, con la frase del Vangelo di Matteo "Lasciate che i piccoli vengano a me, perché di essi è il regno dei cieli".

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