Cinquefrondi (Reggio Calabria) – Un’anteprima delle linee guida del futuro P.S.C. è stato sottoposto al vaglio della cittadinanza presso la sala della mediateca comunale dal sindaco Cascarano assieme all’ing. Laruffa, in rappresentanza dello staff progettuale, ed all’arch. Carlino, responsabile dell’ufficio tecnico comunale.
Un incontro teso ad illustrare il nuovo strumento di definizione urbanistica che il primo cittadino non ha esitato a definire “strategico” dopo anni ad anni in cui ci si era affidati – indiscriminatamente – al solo piano regolatore comunale del quale è stato detto aver «provocato scempio indiscriminato del territorio». Un PSC regolarmente bandito e nato dalle ceneri del “vecchio” PSA che in origine, (correva l’anno 2006, ndr), doveva determinare - in convenzione coi comuni viciniori - il corretto utilizzo del territorio in un ampio contesto sovra comunale ma che, riscontratane l’improduttività, si è deciso di abbandonare nel 2012 per intraprendere la via dell’autonomia.
Percorso lungo ed altresì tortuoso, frutto di 25 riunioni e svariati incontri con i tecnici regionali in quel di Catanzaro ma che il sindaco ha definito inevitabili per potersi dotare di un mezzo indispensabile tanto per il comune quanto per i cittadini, a cui la legge rivolge attenzione nella forma partecipativa attiva, ma anche perché ha permesso «di mettere la parola fine – ha ribadito Cascarano – ad anni di tentennamenti delle precedenti amministrazioni. Ed io e la mia amministrazione ne rivendichiamo orgogliosamente tutto il merito».
Uno strumento di concertazione urbanistica che dovrà, secondo la normativa-quadro regionale del 2002, tenere conto di una maggiore attenzione all’impatto ambientale e tuttavia permettere un più equilibrato e condiviso utilizzo del suolo per consentire un armonico sviluppo della città, evitando le pericolose quanto compiacenti speculazioni edilizie del prodotte in passato. «Per poter progettare il PSC – ha spiegato l’architetto Carlino – si è dovuta affrontare una spesa importante, 115 mila euro, che se è vero che impegnerà le casse comunali permetterà anche a Cinquefrondi di poter affondare l’urbanistica comunale in maniera diversa e compartecipata dal basso, coi cittadini - così come la legge prevede - ma altresì di poter accedere ai futuri bandi di finanziamento europei che diverranno inaccessibili a quegli enti che non si sono dotati di PSC/PSA».
Dal canto suo, l’ing. Laruffa ha sottolineato l’importanza di questa scelta politica chiarendo che «Il PSC disciplinerà, secondo le linee guida dettate dall’amministrazione comunale, l’uso dell’intero territorio, permettendo una equa distribuzione degli spazi, che punta ad un basso consumo del suolo, ottimizzandolo, e cercando di consolidare l’esistente secondo la logica di valorizzazione del costruito».
Da registrare anche diversi ed articolati interventi da parte di alcuni cittadini. Dunque uno strumento già approvato con delibera che attende la fase dell’approfondimento che il primo cittadino conta di chiudere entro 6 mesi ma «che ha già goduto del conforto di altri ex amministratori – ha riferito il sindaco - e che se da una parte potrà permettere di dar corso alle legittime aspirazioni di edificazione edilizia, dando respiro ad un settore in ristagno sbarrando la strada ad abusivismo e speculazione, dall’altra punta a ratificare le vocazioni agricole, commerciali e persino industriali della città che - come ha ribadito - negli ultimi anni ha perso imprese e posti di lavoro favore dei paesi limitrofi dove queste si sono insediate», permettendo quindi un recupero di fiscalità ed introiti a tutto beneficio delle finanze cittadine.
Un programma di fine legislatura ricco - quello prospettato dal primo cittadino nel corso del dibattito – che comprenderà l’imminente avvio di lavori pianificati (villa comunale, stadio cittadino, Viale Pertini e liceo musicale, ndr) con un fermento intensificato in vista - ha preannunciato Cascarano - della sperata ripresa (dopo circa 25 anni, ndr) dei lavori per il completamento della Pedemontana, con l’impiego di circa 12 milioni di euro di risorse pubbliche appositamente destinate.
Giuseppe Campisi
Un incontro teso ad illustrare il nuovo strumento di definizione urbanistica che il primo cittadino non ha esitato a definire “strategico” dopo anni ad anni in cui ci si era affidati – indiscriminatamente – al solo piano regolatore comunale del quale è stato detto aver «provocato scempio indiscriminato del territorio». Un PSC regolarmente bandito e nato dalle ceneri del “vecchio” PSA che in origine, (correva l’anno 2006, ndr), doveva determinare - in convenzione coi comuni viciniori - il corretto utilizzo del territorio in un ampio contesto sovra comunale ma che, riscontratane l’improduttività, si è deciso di abbandonare nel 2012 per intraprendere la via dell’autonomia.
Percorso lungo ed altresì tortuoso, frutto di 25 riunioni e svariati incontri con i tecnici regionali in quel di Catanzaro ma che il sindaco ha definito inevitabili per potersi dotare di un mezzo indispensabile tanto per il comune quanto per i cittadini, a cui la legge rivolge attenzione nella forma partecipativa attiva, ma anche perché ha permesso «di mettere la parola fine – ha ribadito Cascarano – ad anni di tentennamenti delle precedenti amministrazioni. Ed io e la mia amministrazione ne rivendichiamo orgogliosamente tutto il merito».
Uno strumento di concertazione urbanistica che dovrà, secondo la normativa-quadro regionale del 2002, tenere conto di una maggiore attenzione all’impatto ambientale e tuttavia permettere un più equilibrato e condiviso utilizzo del suolo per consentire un armonico sviluppo della città, evitando le pericolose quanto compiacenti speculazioni edilizie del prodotte in passato. «Per poter progettare il PSC – ha spiegato l’architetto Carlino – si è dovuta affrontare una spesa importante, 115 mila euro, che se è vero che impegnerà le casse comunali permetterà anche a Cinquefrondi di poter affondare l’urbanistica comunale in maniera diversa e compartecipata dal basso, coi cittadini - così come la legge prevede - ma altresì di poter accedere ai futuri bandi di finanziamento europei che diverranno inaccessibili a quegli enti che non si sono dotati di PSC/PSA».
Dal canto suo, l’ing. Laruffa ha sottolineato l’importanza di questa scelta politica chiarendo che «Il PSC disciplinerà, secondo le linee guida dettate dall’amministrazione comunale, l’uso dell’intero territorio, permettendo una equa distribuzione degli spazi, che punta ad un basso consumo del suolo, ottimizzandolo, e cercando di consolidare l’esistente secondo la logica di valorizzazione del costruito».
Da registrare anche diversi ed articolati interventi da parte di alcuni cittadini. Dunque uno strumento già approvato con delibera che attende la fase dell’approfondimento che il primo cittadino conta di chiudere entro 6 mesi ma «che ha già goduto del conforto di altri ex amministratori – ha riferito il sindaco - e che se da una parte potrà permettere di dar corso alle legittime aspirazioni di edificazione edilizia, dando respiro ad un settore in ristagno sbarrando la strada ad abusivismo e speculazione, dall’altra punta a ratificare le vocazioni agricole, commerciali e persino industriali della città che - come ha ribadito - negli ultimi anni ha perso imprese e posti di lavoro favore dei paesi limitrofi dove queste si sono insediate», permettendo quindi un recupero di fiscalità ed introiti a tutto beneficio delle finanze cittadine.
Un programma di fine legislatura ricco - quello prospettato dal primo cittadino nel corso del dibattito – che comprenderà l’imminente avvio di lavori pianificati (villa comunale, stadio cittadino, Viale Pertini e liceo musicale, ndr) con un fermento intensificato in vista - ha preannunciato Cascarano - della sperata ripresa (dopo circa 25 anni, ndr) dei lavori per il completamento della Pedemontana, con l’impiego di circa 12 milioni di euro di risorse pubbliche appositamente destinate.
Giuseppe Campisi


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