ROMA, 1 gennaio 2014 - «La parte più tragica della georgica 2013 è quel che è stato taciuto». Lo scrive Il Mattinale, la nota politica del gruppo Fi della Camera, riguardo al discorso di Giorgio Napolitano, definito appunto una «Georgica» per «la retorica tra il mesto e l'elegiaco, di tono virgiliano». Il Mattinale rimprovera a Napolitano soprattutto il silenzio sulla condanna di Berlusconi e la sua decadenza da senatore. «Com'è possibile parlare del 2013 senza ricordare come sia stata distrutta la speranza sorta proprio il 20 aprile e che tante speranze aveva suscitato in tutti? La sua elezione aveva un nome: pacificazione. E un cognome: Berlusconi. Purtroppo non ha voluto o potuto esercitare la da Lei evocata »moral suasion« per evitare una ingiusta condanna penale, preparata in ogni modo con scelte temerarie dell'ordine giudiziario, e poi di fatto garantendo la continuità di governo anche in caso di assassinio politico del leader dei moderati con un voto del Senato sulla base di una legge applicata retroattivamente. Nella Georgica avrebbe potuto dedicare un verso riparatorio non solo verso un uomo, ma verso dieci milioni di suoi elettori. Non l'ha fatto. Silentium horribile», conclude «Il Mattinale».
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Luigi Palamara
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