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Denunciati gli autori della pagina che diffamò Catanzaro e la Calabria su Facebook

Vi ricordate il gruppo nato su Facebook e battezzato "CATANZARO VERRA' SOMMERSA DAL MARE !!! FORZA IONIO NON CI DELUDERE" sorto sulla scia degli eventi meteo avversi di metà novembre ed inizio dicembre ad opera di qualche malaccorto zuzzurellone? Questo gruppo "tifava" – per così dire - per l'affossamento meteo di Catanzaro e della Calabria ad opera dello Jonio, ed in poco tempo dalla sua apertura aveva raccolto molte adesioni a sfondo razzista condite da ingiurie ed insulti con epiteti vari. Dopo moltissime proteste e segnalazioni il gruppo venne dapprima censurato e poi chiuso definitivamente dai controllori del social network. Ma ora si è passati al contrattacco. 

Il coordinatore del movimento "Il Rinnovamento" di Catanzaro, Corrado Didonna, se l'è presa a cuore ed ha sporto querela contro gli autori del gruppo diffamatorio chiedendone i danni. "E' stata stamane depositata la denuncia–querela da me sottoscritta, presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Catanzaro, con la quale lo scrivente ha chiesto all'Autorità giudiziaria di individuare e perseguire a norme di legge  gli ideatori e amministratori del gruppo di facebook "Catanzaro verrà sommersa dal mare" informa Didonna su Facebook, il quale - assistito dalla penalista Sabrina Rondinelli – ha dato corso giudiziale all'indignazione di moltissimi utenti ed associazioni calabresi esacerbati dai commenti forti comparsi sulla pagina dedicata ad augurare non certo ogni bene ai catanzaresi ed ai calabresi. 

Il procedimento - che il promotore spera possa ricondurre all'individuazione dei responsabili delle pagine denigratorie – prevede una risarcitoria pesante: un milione di euro, «da devolvere – viene specificato - alle famiglie ed alle aziende colpite dagli ultimi eventi calamitosi del 19 novembre scorso e per ultimo del primo dicembre, per come ci verrà comunicato dalle autorità di competenti». Ma lo scopo dell'azione va ben oltre la richiesta dei danni. Innanzitutto poiché si vuole tentare un contrasto educativo al cyberbullismo sempre più imperante nella virtual life della rete dove – è bene ribadirlo ancora una volta -  non regna affatto l'anonimato. Ma anche per rivendicare le fiere ragioni d'una appartenenza perché – viene riportato - «a nessuno è concesso  offendere il decoro e l'immagine della nostra città ed più in generale della nostra regione, già martoriata da tanti di problemi economici e sociali che gravano pesantemente  sui calabresi».

Giuseppe Campisi  

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