Reggio Calabria 10 dicembre 2013 - Due giorni molto importanti. Abbiamo ascoltato le Istituzioni. Abbiamo ascoltato le Associazioni, la Confindustria. Abbiamo acquisiti elementi che ci portano ad una realtà sempre più preoccupante. La mafia è forte dove lo Stato viene percepito debole.
Ripartiamo convinti che questa Città (Reggio Calabria) e questa Regione (Calabria) meritino particolare attenzione.
Mi spiace che il Governatore Scopelliti abbia fatto un comunicato volto a sminuire il lavoro in Commissione o intende dimostrare a tutti che ignora i problemi veri della sua realtà
Non siamo venuti a guardare in faccia il male della Calabria e di Reggio Calabria.
La storia di Falcone e Borsellino ci insegna che fino a quando non si ha il coraggio di guardare in faccia la realtà i problemi non si risolvono.
Occorre una legge speciale per Reggio e la Calabria. E fino a quando lo Stato non sarà capace di dare risposte i giovani penseranno che le risposte gli verranno date da altri poteri. «Allora -ha insistito- più forza alla magistratura, più forza alle forze dell'ordine, più forza alle istituzioni, ai prefetti ma anche e soprattutto più riconoscimento dei diritti».
E poi ancora continua la Bindi - Importante sarà l'inserimento del reato di auto-riciclaggio. Nella zona grigia occorre l'inserimento di particolari strumenti e far applicare la legge sulla confisca dei beni. «Si può combattere la mafia - ha commentato - creando delle sentinelle sui reati comuni che sono poi i reati che in qualche modo sono sintomo del comportamento delle mafie. Cito per tutte la necessità di inserire nel nostro ordinamento il reato di autoriciclaggio, che inspiegabilmente ancora non è stato introdotto».
«La fase repressiva -ha proseguito- non sarà mai sufficiente perchè il terreno sul quale bisogna investire è quello che toglie le radici ai poteri mafiosi ed è lo sviluppo economico, l'equità sociale, il funzionamento della scuola e della sanità, il lavoro delle persone. Non si può chiedere di fare la lotta alle mafie se non superiamo le disuguaglianze e se non cambiamo il paradigma economico e sociale di questo paese in maniera particolare in alcune parti. Il prefetto di Reggio Calabria ci ha rappresentato la situazione facendo l'elenco delle aziende chiuse, la disoccupazione è aumentata, la disoccupazione giovanile nella locride arriva al 70 per cento. Quello è il terreno nel quale i poteri mafiosi crescono e vegetano, mettono radici profondissime e si presentano con il volto dell'io faccio ciò che lo Stato non fa».
Sappiamo che la ndrangheta va fare affari al Nord
Scopelliti – continua la Bindi – dovrebbe sapere meglio di noi che veniamo da un'altra terra che se la ‘ndrangheta fa affari nel mondo li fa perché le sue radici sono qui, dove unisce sentimenti familiari e legami di sangue.. Qui ha le sue radici profonde e la sua linfa vitale».
Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, in merito allo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose, ha affermato che «la legislazione in vigore, in questi anni, ha dato buona prova di sè. Adesso però occorre intervenire sull'impianto normativo in vigore poichè sono emerse molte criticità». «Si tratta di situazioni - ha aggiunto - che ci sono state rappresentate anche dai tanti commissari straordinari cui lo Stato ha demandato l'onere di amministrare gli enti in particolari condizioni di difficoltà. Sia chiaro che si dovranno attuare stretti controlli sulle attività amministrative degli enti, così come sulle società partecipate»
Poi la stoccata all'ex sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena.
I partiti politici si devono dotare di un codice particolarmente esigente. Sul piano politico non si può aspettare una sentenza per l'incandidabilità. Ed è inaccettabile che l'ex Sindaco sia Assessore alla Regione Calabria.
Bisogna gestire meglio i beni confiscati. Importante è che non si verifichi: quando c'era la mafia c'era il lavoro.
La legalità non è soltanto un principio morale, ma una convenienza economica e una grande leva sociale.
Poi il Presidente della commissione Antimafia conclude lasciando intendere che questa non sarà l'ultima visita a Reggio Calabria. Noi l'aspettiamo fiduciosi così come aspettiamo che le cose cambino ... da almeno 30 anni.
Luigi Palamara
La galleria fotografica
Il video integrale della conferenza stampa, una esclusiva di MNews.IT
Ripartiamo convinti che questa Città (Reggio Calabria) e questa Regione (Calabria) meritino particolare attenzione.
Mi spiace che il Governatore Scopelliti abbia fatto un comunicato volto a sminuire il lavoro in Commissione o intende dimostrare a tutti che ignora i problemi veri della sua realtà
Non siamo venuti a guardare in faccia il male della Calabria e di Reggio Calabria.
La storia di Falcone e Borsellino ci insegna che fino a quando non si ha il coraggio di guardare in faccia la realtà i problemi non si risolvono.
Occorre una legge speciale per Reggio e la Calabria. E fino a quando lo Stato non sarà capace di dare risposte i giovani penseranno che le risposte gli verranno date da altri poteri. «Allora -ha insistito- più forza alla magistratura, più forza alle forze dell'ordine, più forza alle istituzioni, ai prefetti ma anche e soprattutto più riconoscimento dei diritti».
E poi ancora continua la Bindi - Importante sarà l'inserimento del reato di auto-riciclaggio. Nella zona grigia occorre l'inserimento di particolari strumenti e far applicare la legge sulla confisca dei beni. «Si può combattere la mafia - ha commentato - creando delle sentinelle sui reati comuni che sono poi i reati che in qualche modo sono sintomo del comportamento delle mafie. Cito per tutte la necessità di inserire nel nostro ordinamento il reato di autoriciclaggio, che inspiegabilmente ancora non è stato introdotto».
«La fase repressiva -ha proseguito- non sarà mai sufficiente perchè il terreno sul quale bisogna investire è quello che toglie le radici ai poteri mafiosi ed è lo sviluppo economico, l'equità sociale, il funzionamento della scuola e della sanità, il lavoro delle persone. Non si può chiedere di fare la lotta alle mafie se non superiamo le disuguaglianze e se non cambiamo il paradigma economico e sociale di questo paese in maniera particolare in alcune parti. Il prefetto di Reggio Calabria ci ha rappresentato la situazione facendo l'elenco delle aziende chiuse, la disoccupazione è aumentata, la disoccupazione giovanile nella locride arriva al 70 per cento. Quello è il terreno nel quale i poteri mafiosi crescono e vegetano, mettono radici profondissime e si presentano con il volto dell'io faccio ciò che lo Stato non fa».
Sappiamo che la ndrangheta va fare affari al Nord
Scopelliti – continua la Bindi – dovrebbe sapere meglio di noi che veniamo da un'altra terra che se la ‘ndrangheta fa affari nel mondo li fa perché le sue radici sono qui, dove unisce sentimenti familiari e legami di sangue.. Qui ha le sue radici profonde e la sua linfa vitale».
Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, in merito allo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose, ha affermato che «la legislazione in vigore, in questi anni, ha dato buona prova di sè. Adesso però occorre intervenire sull'impianto normativo in vigore poichè sono emerse molte criticità». «Si tratta di situazioni - ha aggiunto - che ci sono state rappresentate anche dai tanti commissari straordinari cui lo Stato ha demandato l'onere di amministrare gli enti in particolari condizioni di difficoltà. Sia chiaro che si dovranno attuare stretti controlli sulle attività amministrative degli enti, così come sulle società partecipate»
Poi la stoccata all'ex sindaco di Reggio Calabria Demetrio Arena.
I partiti politici si devono dotare di un codice particolarmente esigente. Sul piano politico non si può aspettare una sentenza per l'incandidabilità. Ed è inaccettabile che l'ex Sindaco sia Assessore alla Regione Calabria.
Bisogna gestire meglio i beni confiscati. Importante è che non si verifichi: quando c'era la mafia c'era il lavoro.
La legalità non è soltanto un principio morale, ma una convenienza economica e una grande leva sociale.
Poi il Presidente della commissione Antimafia conclude lasciando intendere che questa non sarà l'ultima visita a Reggio Calabria. Noi l'aspettiamo fiduciosi così come aspettiamo che le cose cambino ... da almeno 30 anni.
Luigi Palamara
La galleria fotografica

0 Commenti