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ANTIMAFIA: BINDI, INTERVENIRE SU NORME PER SCIOGLIMENTO ENTI

REGGIO CALABRIA, 10 dicembre 2013 - Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, in merito allo scioglimento degli enti locali per infiltrazioni mafiose, ha affermato che «la legislazione in vigore, in questi anni, ha dato buona prova di sè. Adesso però occorre intervenire sull'impianto normativo in vigore poichè sono emerse molte criticità». «Si tratta di situazioni - ha aggiunto - che ci sono state rappresentate anche dai tanti commissari straordinari cui lo Stato ha demandato l'onere di amministrare gli enti in particolari condizioni di difficoltà. Sia chiaro che si dovranno attuare stretti controlli sulle attività amministrative degli enti, così come sulle società partecipate»


MAFIA: BINDI, CONTRASTO SIA PRIORITÀ AGENDA POLITICA NAZIONALE Conferenza stampa al termine delle audizioni svolte a Reggio Calabria - «La lotta alla mafia dovrà essere collocata tra le priorità dell'agenda politica nazionale. Su questo incalzeremo Governo e Parlamento». Lo ha affermato il presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi, concludendo la due giorni di audizioni svoltesi a Reggio Calabria con le quali ha avuto inizio l'attività d'indagine dell'organismo parlamentare. Rosy Bindi ha poi aggiunto che la Commissione «riparte con elementi di conoscenza che sono serviti ad arricchire ulteriormente la conoscenza del fenomeno. Senza dubbio è un dato di fatto che i poteri mafiosi si radicano molto meglio nei territori più in crisi e dove lo Stato appare più debole nella tutela degli interessi puliti».

MAFIA: BINDI, NECESSARIO INTRODURRE REATO DI AUTORICICLAGGIO  - «I procuratori che abbiamo ascoltato hanno confermato che c'è un legame strettissimo tra corruzione e poteri mafiosi». Lo ha detto la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi al termine delle audizioni svolte dall'organismo parlamentare nella prefettura di Reggio Calabria. «Si può combattere la mafia - ha commentato - creando delle sentinelle sui reati comuni che sono poi i reati che in qualche modo sono sintomo del comportamento delle mafie. Cito per tutte la necessità di inserire nel nostro ordinamento il reato di autoriciclaggio, che inspiegabilmente ancora non è stato introdotto». «Ma sicuramente servono anche misure più forti e stringenti sul tema della corruzione così come serve una riforma del codice penale. Su questo - ha aggiunto - il ministro della Giustizia ci ha detto che sono pronti i lavori della commissione Fiandaca, che contiene proposte da questo punto di vista».

'NDRANGHETA: BINDI, COMMISSIONE SI DEDICHERÀ A ZONA GRIGIA - «Nel grande tema della zona grigia, che sempre di più appare zona di forte penetrazione mafiosa, per la quale occorrono particolari strumenti, il tema delle professioni è molto importante. La commissione dedicherà uno dei suoi comitati su questo tema». Lo ha annunciato la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, nella conferenza stampa tenuta alla prefettura di Reggio Calabria dopo i lavori dell'organismo parlamentare svolti nella città dello Stretto ieri e oggi. La parlamentare si è detta d'accordo con la proposta rinnovata dal procuratore nazionale antimafia di istituire un albo degli amministratori giudiziari per la gestione dei beni sequestrati e confiscati per evitare che professionisti collusi possano consentire ai criminali di continuare a gestire le attività, come avvenuto in un recente caso proprio a Reggio Calabria in cui è stata arrestata una commercialista.

MAFIA: BINDI, STATO DEVE AUMENTARE RISORSE PER COMBATTERLA  - «Lo Stato deve moltiplicare le risorse, lo deve fare tra le procure, tra le forze dell'ordine, con i commissari nei comuni sciolti per mafia». Lo ha affermato Rosy Bindi incontrando i giornalisti al termine dei due giorni di lavori della commissione parlamentare antimafia a Reggio Calabria. «La fase repressiva -ha proseguito- non sarà mai sufficiente perchè il terreno sul quale bisogna investire è quello che toglie le radici ai poteri mafiosi ed è lo sviluppo economico, l'equivalente sociale, il funzionamento della scuola e della sanità, il lavoro delle persone. Non si può chiedere di fare la lotta alle mafie se non superiamo le disuguaglianze e se non cambiamo il paradigma economico e sociale di questo paese e di alcune parti. Il prefetto di Reggio Calabria ci ha rappresentato la situazione facendo l'elenco delle aziende chiuse, la disoccupazione è aumentata, la disoccupazione giovanile nella locride arriva al 70 per cento. Quello è il terreno nel quale i poteri mafiosi crescono e vegetano, mettono radici profondissime e si presentano con il volto dell'io faccio ciò che lo Stato non fa».

REGGIO CALABRIA: BINDI, PENSO A LEGGE SPECIALE, PIÙ FORZA ALLE ISTITUZIONI  - «Io oserei invocare una legge speciale per Reggio Calabria e forse per la Calabria perchè il Mezzogiorno d'Italia oggi vive una situazione pesante ma in maniera particolare la Calabria e Reggio Calabria». Lo ha detto la presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, incontrando i giornalisti al termine dei due giorni di riunione a Reggio Calabria. «Fino quando lo Stato non avrà più mezzi a disposizione, non potrà farsi vedere con il volto che riconosce i diritti dei cittadini, i giovani, ma non solo loro, penseranno che le risposte arriveranno da altri poteri», ha proseguito la parlamentare. «Allora -ha insistito- più forza alla magistratura, più forza alle forze dell'ordine, più forza alle istituzioni, ai prefetti ma anche e soprattutto più riconoscimento dei diritti».


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