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| da sx questore Guido Nicolò Longo e procuratore capo Federico Cafiero de Raho |
Cafiero de Raho, facendo riferimento ai contenuti di alcuni servizi televisivi Rai sull'arresto dell'ex pentito, ha voluto precisare che «Antonino Lo Giudice non è un mitomane, nè io ho mai fatto affermazioni in tal senso. Quello che posso dire è che i memoriali prodotti da Lo Giudice dopo il suo allontanamento, per quel che riguarda la verifica fatta dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nelle parti di propria competenza, sono risultati totalmente infondati. Da parte mia, in ogni caso, non ho mai espresso giudizi negativi sull'attendibilità del collaboratore». «Il personale della Squadra mobile di Reggio Calabria e dello Sco - ha detto il questore Longo facendo riferimento alle modalità dell'arresto dell'ex pentito - avevano compreso già da qualche tempo che Antonino Lo Giudice era rientrato a Reggio Calabria. Un'intuizione che, grazie ad un intenso lavoro di osservazione, si è rivelata veritiera. Così, alle prime luci di oggi, è stata fatta irruzione nell’appartamento del quartiere Vito, nei pressi dell'area universitaria, dove abbiamo sorpreso Antonino Lo Giudice con la moglie e con i figli. Non ha fatto alcuna resistenza e lo abbiamo accompagnato subito in Questura per ulteriori accertamenti».
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