Editors Choice

3/recent/post-list

REGGIO CALABRIA. Nino Lo Giudice si nascondeva in un appartamento del quartiere Vito




REGGIO CALABRIA. Il blitz è scattato alle prime luci di stamani. Quando i poliziotti della Squadra mobile reggina e dello Sco di Roma hanno fatto irruzione nell'appartamento del quartiere Vito, Nino Lo Giudice non ha nascosto la sua sorpresa di trovarsi davanti agli investigatori della polizia di Stato. L’ex collaboratore di giustizia, che non ha proferito parola, non era armato e si trovava in compagnia della moglie. Così dopo mesi di serrate indagini, Nino Lo Giudice è stato scovato nella propria città.
Nino Lo Giudice
“Siamo giunti alla cattura, - ha spiegato il procuratore capo Federico Cafiero de Raho - attraverso la capillare attività tecnica degli uomini e delle donne della Polstato, guidati dalla tenacia del primo dirigente Gennaro Semeraro. L’attività investigativa si è anche basata su servizi di osservazione persino mimetizzati. Negli ultimi mesi - ha aggiunto il procuratore della Repubblica - abbiamo cominciato a capire che Lo Giudice si trovava in città. Questo non esclude che il latitante abbia trovato rifugio a Reggio già qualche ora dopo dalla sua fuga”. Secondo gli inquirenti, nel corso della latitanza Lo Giudice sarebbe stato accudito dalla moglie e da alcuni figli. Gli inquirenti sono impegnati ad identificare il proprietario dell’abitazione di Vito che, da quanto detto dagli investigatori, dovrebbe essere riconducibile ad un familiare dell’arrestato. Nino Lo Giudice che è colpito da due ordinanze di custodia cautelare, una emessa dal gip di Catanzaro e relativa agli attentati per cui l’ex pentito è già stato condannato in appello, l’altra emessa dal gip di Macerata per il reato di evasione. Nelle prossime ore, Antonino Lo Giudice sarà tradotto in un penitenziari dove sarà posto in un circuito carcerario protetto. I particolari della cattura sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sala “Nicola Calipari” della Questura. All’incontro con la stampa hanno partecipato il questore Guido Nicolò Longo, il procuratore capo Federico Cafiero de Raho, il procuratore aggiunto Ottavio Sferlazza, il direttore del Servizio centrale operativo Raffaele Grassi, il capo della Squadra mobile Gennario Semeraro, il dirigente della prima Divisione operativa dello Sco di Roma Andrea Grassi, il dirigente della Sezione criminalità organizzata della Squadra mobile Francesco Rattà e il funzionario della Squadra mobile Fabio Amore.



Posta un commento

0 Commenti