La notizia del 16 giugno 2011
Reggio Calabria 19 settembre 2013 - La Gazzetta del Sud di oggi riporta in prima pagina con tanto di fotografie una notizia di cronaca.
LOCRIDE
Nonno e 3 nipoti corrieri della coca.
Peccato però che la notizia sia del 16 giugno 2011. Uno scivolone clamoroso che si completa a pagina 37 con mezza pagina dedicata.
Complimenti (si fa per dire). Non è la prima volta che rileviamo gli errori della Gazzetta del Sud, verbi sbagliati, parole inglese inventate, ricordo anche negli anni 90 un articolo sulla Festa della Madonna a firma Paolo Toscano, attuale caposervizi per le pagine di Reggio Calabria e provincia, di una processione raccontata con dovizia di particolari ma in effetti sospesa e mai realizzata.
Insomma una svista via l'altra. Noi ci chiediamo come sia possibile che accada ciò. Da operatori dell'Informazione altro non possiamo fare che evidenziarlo. La notizia quando c'è va data.
Luigi Palamara
Questo l'articolo del 2011
Siderno / Beccati con 2,5 kg di cocaina. I carabinieri di Catania fermano Antonio Bevilacqua e i suoi due nipoti. Il cane Berry scova la droga. Se lo stupefacente fosse finito sul mercato avrebbe fruttato 1 milione di euro (QdC)
www.ilquotidianoweb.it 16 Giugno 2011 SIDERNO – Un nonno e i suoi due nipoti, tutti della Locride, sorpresi con 2,5 kg di cocaina. I tre originari di Marina di Gioiosa fermati in terra siciliana. Infatti nell’ambito di una diversa attività d’indagine, comunque legata al controllo dei flussi di ingresso della cocaina stupefacente nella provincia di Catania, gli investigatori del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania si sono imbattuti in un paio di automezzi che, provenienti dall’autostrada Messina- Catania, nei pressi del casello autostradale di San Gregorio, hanno cominciato a procedere con atteggiamento circospetto che ha attirato la loro attenzione.
Un camion per il trasporto di cavalli e il Suv che lo precedeva, entrambi con targa di Reggio Calabria, sembravano procedere con eccessiva cautela, come nel tentativo di verificare, ogni due-trecento metri, se fossero seguiti o se vi fosse presenza di forze dell’ordine. E’ scattato allora il controllo. I 4 componenti del gruppo, tre a bordo del Suv e uno alla guida del camion, al momento della verifica apparivano tranquilli. Man mano, però, che i doverosi accertamenti alla Banca Dati si prolungavano e che emergevano i numerosi precedenti penali, tra cui alcuni in materia di droga, del più anziano di loro (nonno degli altri tre), sono comparsi i primi segnali di insofferenza e nervosismo che li hanno portati a contraddirsi più volte sul motivo della loro presenza a Catania. Accompagnati negli uffici del Comando Provinciale di Piazza Verga, il nonno e i tre nipoti, interrogati separatamente, hanno fornito versioni diverse e non convincenti sul viaggio a Catania. Nel frattempo, i mezzi sono stati sottoposti a minuziosa perquisizione anche con l’aiuto di “Berry”, un pastore tedesco antidroga del Nucleo Cinofili di Nicolosi che fornisce un aiuto prezioso e talvolta determinante nell’attività di ricerca della droga. Anche in questa occasione “Berry” non ha deluso: ha infatti scovato, in un doppiofondo del cassone del camion, due panetti di droga confezionati con cellophane e nastro da imballaggio. La droga, risultata al “Narco Test” cocaina purissima, del peso complessivo di 2,5 kg, se immessa sul mercato dello spaccio al dettaglio avrebbe fruttato sulla piazza di Catania e provincia più di un milione di euro. Se la consegna fosse andata a buon fine, infatti, la criminalità organizzata, per come insegna l’esperienza investigativa, avrebbe potuto introdurre sul mercato etneo circa 25.000 dosi di psicotropo. Secondo quanto rilevato dagli esperti in servizio presso il Laboratorio Analisi Sostanze Stupefacenti dell’Arma, che è un’articolazione del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catania, e si occupa dell’esame di tutta la droga sequestrata dai Carabinieri della provincia, le dosi sequestrate ai pusher contengono in media il 50% di sostanza da taglio, sebbene in alcuni casi si sia registrata una percentuale molto più alta, fino all’80%. I 4 corrieri calabresi sono stati arrestati in flagranza di reato con l’accusa di concorso in detenzione di sostanza stupefacente e, dopo le formalità di rito, tradotti presso la Casa Circondariale di Piazza Lanza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria etnea.
post di Luigi Palamara.



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