Cinquefrondi (Reggio Calabria) – 19/09/2013 – Non giungono buone notizie dal portavoce del Comitato contro la chiusura della sede staccata
del Tribunale di Cinquefrondi, Michele Galimi, che ha reso noto l’esito dell’incontro tenutosi a Palmi con la presidente del Tribunale, d.
ssa Maria Grazia Arena. A quanto pare si è trattato di un mero appuntamento di cortesia al quale la Arena non si sarebbe sottratta per puro
dovere istituzionale declinando ogni responsabilità diretta circa il mantenimento in vita del presidio giudiziario cinquefrondese e facendo
peraltro presente di non essere l’interlocutore designato a decidere del suo destino.
Una vera e propria doccia fredda che si è riversata sulla delegazione che ha preso parte all’incontro che ha visto presenziare oltre allo stesso Galimi, anche il sindaco Marco Cascarano, i consiglieri di minoranza avvocati Michele Conia e Maria Lucia Alì, e gli avvocati Antonio Muscherà, Giuseppe e Daniela Bellocco. La Presidente Arena avrebbe riferito di stare esclusivamente adempiendo alle direttive ministeriali nel pieno rispetto del decreto legislativo 155/2012, confermando agli interlocutori di essersi ritrovata nel bel mezzo di una battaglia politica nella quale deve e vuole rimanere estranea. Sempre stando al racconto, la Presidente avrebbe preso atto dei riscontri portati a supporto della tesi da parte della delegazione del Comitato ma d’altro canto ha riferito di essersi rimessa alle rassicurazione del sindaco di Palmi, Giovanni Barone, in merito all’agibilità e conformità dei locali ove ubicare i nuovi uffici, seppur considerando che il trasferimento è peraltro avvenuto in una fase emergenziale.
La Presidente, infine, avrebbe informato che ove arrivasse una richiesta specifica di delucidazioni da parte del Ministero ella si limiterebbe a mettere solo in chiaro lo status quo. Una non troppo velata manifestazione di imperturbabilità. Ma al Comitato questa situazione interlocutoria non garba ed è pronto a reagire, come ha rivelato Michele Galimi che la prossima settimana si recherà nuovamente a Roma per cercare di smuovere le acque, intorbidite dalla resistenza del Ministro sulla quale si starebbe esercitando una pressione bipartisan Pd-Pdl.
«Bisogna far prendere atto ai nostri politici che questa è una legge iniqua e sbagliata – ha chiarito Galimi – che non farà altro che aggravare le spese piuttosto che diminuirle . Nel frattempo già domattina si riunirà il Comitato per individuare nuove forme di lotta. E certamente la prima cosa che faremo sarà spostare il sit-in o di fronte al Comune oppure direttamente presso Piazza della Repubblica per sensibilizzare tutti i cittadini del comprensorio ove ricade la competenza del Tribunale di Cinquefrondi a consegnare la propria tessera elettorale, in segno di protesta».
Certamente la contrapposizione alle decisioni ministeriali di ridisegnare la geografia giudiziaria del paese a seguito la spending review si sta rivelando un muro di gomma che rimbalza, un po’ da tutta Italia, le varie azioni di protesta i cui risultati finora, francamente, sono stati tutt’altro che confortanti in quanto di passi in indietro da Roma se ne sono visti ben pochi. Ma Michele Galimi pur trapelando i sentimenti di amarezza che pervadono il Comitato ha ostinatamente riferito che lo stesso non intende gettare la spugna. «I deputati – ha concluso – devono capacitarsi che un territorio così vasto, e purtroppo interessato da episodi frequenti di criminalità organizzata, con decisioni del genere sarebbe definitivamente abbandonato a se stesso. Frapponendo continuamente disagi e limitazioni unitamente a questa palese politica di rigore fasullo la conclusione è sempre quella di finire a penalizzare le popolazioni». Giuseppe Campisi
Una vera e propria doccia fredda che si è riversata sulla delegazione che ha preso parte all’incontro che ha visto presenziare oltre allo stesso Galimi, anche il sindaco Marco Cascarano, i consiglieri di minoranza avvocati Michele Conia e Maria Lucia Alì, e gli avvocati Antonio Muscherà, Giuseppe e Daniela Bellocco. La Presidente Arena avrebbe riferito di stare esclusivamente adempiendo alle direttive ministeriali nel pieno rispetto del decreto legislativo 155/2012, confermando agli interlocutori di essersi ritrovata nel bel mezzo di una battaglia politica nella quale deve e vuole rimanere estranea. Sempre stando al racconto, la Presidente avrebbe preso atto dei riscontri portati a supporto della tesi da parte della delegazione del Comitato ma d’altro canto ha riferito di essersi rimessa alle rassicurazione del sindaco di Palmi, Giovanni Barone, in merito all’agibilità e conformità dei locali ove ubicare i nuovi uffici, seppur considerando che il trasferimento è peraltro avvenuto in una fase emergenziale.
La Presidente, infine, avrebbe informato che ove arrivasse una richiesta specifica di delucidazioni da parte del Ministero ella si limiterebbe a mettere solo in chiaro lo status quo. Una non troppo velata manifestazione di imperturbabilità. Ma al Comitato questa situazione interlocutoria non garba ed è pronto a reagire, come ha rivelato Michele Galimi che la prossima settimana si recherà nuovamente a Roma per cercare di smuovere le acque, intorbidite dalla resistenza del Ministro sulla quale si starebbe esercitando una pressione bipartisan Pd-Pdl.
«Bisogna far prendere atto ai nostri politici che questa è una legge iniqua e sbagliata – ha chiarito Galimi – che non farà altro che aggravare le spese piuttosto che diminuirle . Nel frattempo già domattina si riunirà il Comitato per individuare nuove forme di lotta. E certamente la prima cosa che faremo sarà spostare il sit-in o di fronte al Comune oppure direttamente presso Piazza della Repubblica per sensibilizzare tutti i cittadini del comprensorio ove ricade la competenza del Tribunale di Cinquefrondi a consegnare la propria tessera elettorale, in segno di protesta».
Certamente la contrapposizione alle decisioni ministeriali di ridisegnare la geografia giudiziaria del paese a seguito la spending review si sta rivelando un muro di gomma che rimbalza, un po’ da tutta Italia, le varie azioni di protesta i cui risultati finora, francamente, sono stati tutt’altro che confortanti in quanto di passi in indietro da Roma se ne sono visti ben pochi. Ma Michele Galimi pur trapelando i sentimenti di amarezza che pervadono il Comitato ha ostinatamente riferito che lo stesso non intende gettare la spugna. «I deputati – ha concluso – devono capacitarsi che un territorio così vasto, e purtroppo interessato da episodi frequenti di criminalità organizzata, con decisioni del genere sarebbe definitivamente abbandonato a se stesso. Frapponendo continuamente disagi e limitazioni unitamente a questa palese politica di rigore fasullo la conclusione è sempre quella di finire a penalizzare le popolazioni». Giuseppe Campisi

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