LA CALABRIA DELL'ORTICELLO
Reggio Calabria, lì 27 settembre 2013 - Il Ministro degli Interni, on. Angelino Alfano, ha decretato l'archiviazione della procedura relativa all'accertamento di eventuali infiltrazioni mafiose all'interno del Comune di Rende, i cui amministratori, peraltro, dovrebbero ancora trovarsi ristretti in vinculis.
Reggio Calabria, lì 27 settembre 2013 - Il Ministro degli Interni, on. Angelino Alfano, ha decretato l'archiviazione della procedura relativa all'accertamento di eventuali infiltrazioni mafiose all'interno del Comune di Rende, i cui amministratori, peraltro, dovrebbero ancora trovarsi ristretti in vinculis.
Non sembra che alcuno sia in grado di affermare
in termini di assoluta certezza che la decisione assunta ieri dal Viminale sia
davvero il frutto di "compromessi" finalizzati a mantenere in vita i
già precari equilibri sui quali si regge l'attuale Governo del Paese: trattasi
di una tra le tante ipotesi che potrebbero esser formulate da parte di chi ha
libero accesso alla imperscrutabile via della dietrologia.
Ancor più affrettate, e dunque
inaffidabili, le conclusioni alle quali pervengono gli autori di prese di
posizione retoriche quanto espressive di una improbabile conversione alle
garanzie individuali fissate dal dettato costituzionale nell’esclusivo
interesse dei cittadini e non degli adepti ad una fazione politica che sta
tenendo in ostaggio il Paese.
A chi queste possibilità fossero
precluse, invece, piace credere che la stagione delle commissioni d'accesso e
dei pedissequi scioglimenti stia finalmente volgendo al termine, dal momento
che si percepisce una diversa e maggiore attenzione verso la Libertà, e ciò, di
per sé solo, riduce le limitazioni alle quali si va incontro lì dove la Democrazia
venisse sospesa ovvero interrotta.
Il che è tanto più vero lì dove si
consideri un dato con il quale una larga parte del territorio provinciale si è trovata
a dover prendere atto, ossia la portata, devastante per i singoli e per le
comunità, degli effetti della "azione" degli organi con i quali lo
Stato si sostituisce alle rappresentanze territoriali liberamente scelte e
democraticamente individuate dalla popolazione:
Palese e frequenti sono gli esempi dell’incapacità
dello Stato, una volta eseguito l’intervento solutorio, di produrre effetti
positivi sui territori attenzionati, il sentimento ed i bisogni dei quali,
molto spesso, sono destinatari di disattenzione e mortificazione.
Orbene, se "prima" si è
assistito al "trionfo del trinomio perfetto" (così ebbe ad esprimersi
il 26 luglio 2013 l'indimenticabile Pasquino Crupi, secondo il quale il
Maresciallo predispone la Relazione, il Prefetto la approva ed il Ministro
distrattamente la firma), “oggi” sembra si sia inteso cambiare registro: quello
di Rende è il secondo caso, se non addirittura il terzo, in cui non viene
apposto il sigillo del titolare del Viminale in calce a richieste evidentemente
ancorate ad "accertamenti" unilaterali, contraddittori, incompleti e
non conferenti in vista dell’intervento solutorio.
Il che sta a dimostrare che a Roma si
sia fatto spazio per l'idea di non poter mantenere nella trattazione delle
problematiche in argomento lo sciagurato approccio tecnico che tanti disastri
ha già provocato in altri ambiti cruciali della vita quotidiana della Nazione.
A fronte di queste evidenze, si rivelano
inopportune e di scarso respiro le esternazioni grazie alle quali esponenti del
PD cosentino mettono ineffabilmente in un mirino ilm Presidente Scopelliti, il
quale, all’evidenza, nulla ha a che vedere con le condotte degli amministratori
rendesi, sulle quali, per inciso, permane comunque il vaglio della
Magistratura, sì come dimostra il perdurante stato di detenzione di importanti
figure rappresentative del civico consesso di Rende.
Ed allora, se è vero che "ognun dal
proprio cuor l'altrui misura", desta amarezza e sconforto che qualche
deputato regionale abbia perso un'occasione, non per tacere, ma per esprimere
soddisfazione all'indirizzo di una diversa e meno superficiale analisi che le
Istituzioni preposte sembra stiano assicurando ad una legge, quella sugli
scioglimenti dei comuni, fin qui ed in non pochi casi, applicata in maniera
indiscriminata e destabilizzante per le nostre comunità.
Insomma, niente di nuovo sotto il sole: se I'll mese scorso ben sette deputati nazionali del
PD segnalarono ad Obama la pericolosità della nuova
versione del gioco del Monopoly, oggi, invece, gli esponenti calabresi dello
stesso partito della discordia ritengono di poter coltivare il trastullo, tutto
partenopeo, del gioco delle tre carte.
Sarà forse il caso di avere riguardo per
l’intelligenza del cittadino calabrese, abbandonando la cura del proprio e
l’avvelenamento dell’altrui orticello?
Avv.
Oreste Romeo
Coordinatore
Provinciale
Reggio Calabria

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