Uno zingaro (nomade o Rom), Giovanni Bevilacqua, 73 anni che viaggiava a bordo di un’Ape-Piaggio con traino e la moglie Antonia, è stato travolto da un’Alfa Romeo, proprio all’altezza del Bivio per Saline-Est. La moglie Rosa soccorsa e trasportata agli Ospedali Riuniti, che versava in gravi condizioni, nella Sala di Rianimazione, non è riuscita a superare la crisi e (secondo quando afferma l’AGI) è deceduta anch’essa. Ma la rotonda… sul mare, ancora dev’essere progettata. Sul posto Polizia e Carabinieri in sinergìa, Vigili del Fuoco del distaccamento di Melito di Porto Salvo, Elisoccorso, 118, Misericordia ed Anas. I soccorsi, sono stati tempestivi?
SALINE JONICHE, LA “STATALE DELLA MORTE” , 106 JONICA ED IL “LAGHETTO”, HANNO AVUTO LE ENNESIME DUE VITTIME DI UN INCIDENTE STRADALE
I Carabinieri della locale stazione, diretta dal luogotenente Davide Micale, e quelli della stazione di Melito sotto le direttive del maresciallo Andrea Scordino, e del Nucleo Radiomobile, che si muove sotto le direttive del tenente Provenzale, tutti agli ordini del capitano Gennaro Cascone, comandante della compagnia di Melito Porto Salvo hanno provveduto a controllare la situazione (consentire i soccorsi, decongestionare il traffico ecc); I sanitari del 118 e della Misericordia hanno tentato per circa mezz’ora di rianimare la vittima che prima di spirare ha subito più arresti cardiaci.
Domenico Salvatore
Montebello Jonico (Saline J.)19 agosto 2013- Sono due, purtroppo, i morti del tragico incidente accaduto stamani al bivio di Saline Est; il drammatico bilancio dell’ennesimo incidente stradale avvenuto intorno alle ore 10,40 al Bivio di Saline-Est. L'uomo, B.G. di 73 anni, e' morto sul colpo, mentre la donna, A.R. di 72 anni, e' deceduta dopo il cricovero nel reparto di rianimazione degli ospedali Riuniti, a Reggio Calabria; ne dà notizia anche l’AGI. Lo zingaro (nomade o Rom) Giovanni Bevilavqua e la moglie Antonia, viaggiavano a bordo della loro moto-Ape con traino, quando, per cause in corso di accertamento, entrava in rotta di collisione con un’automobile. L’autista della macchina, se la cavava bene, grazie anche al funzionamento della sua automobile ed alla dose di fortuna che non guasta mai. L’impatto è stato terribile. L’automobile, rimaneva incastrata nel guard-rail. Il mezzo del Bevilacqua si ribaltava ed i passeggeri venivano sbalzati sul selciato. I telefonini degli automobilisti in transito, hanno squillato a distesa; ma, i mezzi di soccorso non sono stati rapidi, nonostante la vicinanza con l’ospedale di Melito Porto Salvo. Va da sé, che una sola auto-ambulanza, non possa bastare per tutto il ben vasto e complesso territorio. Specialmente nel periodo estivo, quando le chiamate si moltiplicano al mille per mille, Si rinfocolano le polemiche roventi. I numerosi automobilisti in transito si facevano il segno della Santa Croce passando accanto a quel lenzuolo bianco, che copriva il corpo della vittima; chi salutava; chi gettava un fiore. Dall’altra parte alcuni parenti, increduli ed impietriti, piangevano compostamente.
Sul posto, abbiamo visto pure, un’ambulanza della ‘Misericordia’, che nonostante non venga saldata dalla Regione-Asp, relativamente alle spettanze, non ha esitato nemmeno un secondo, a piombare come un falco sul posto del mortale sinistro. Sono arrivati i Carabinieri della locale stazione diretta dal luogotenente Davide Micale in collaborazione con quelli della stazione di Melito, al comando del maresciallo Sergio Mirabile f.f.; tutti agli ordini del capitano Gennaro Cascone; in sinergìa la Polizia Stradale di Reggio Calabria, guidata dal primo dirigente Giuseppina Pirrello (ispettore Cucinotta, assistente capo Martini ecc.); anche i Vigili del Fuoco con il comandante di sezione Fortunato Pedà, una squadra dell’Anas ed altri volontari. Poi il giudice, p.m. di turno che si muove sotto le direttive del procuratore capo della repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho o suo delegato. Infine il carro funebre per la rimozione del cadavere. Oggi stesso o domani, salvo autopsia, le salme verranno consegnate ai parenti per i funerali, che si svolgeranno a Melito, dove insiste una ben numerosa comunità di zingari-Rom. Giovanni Bevilacqua, persona nota e benvoluta, era al lavoro, per procacciare sostentamenti per sé e per la famiglia ma il destino crudele lo ha ghermito oggi 19 agosto 2013 a Saline Joniche, agro di Montebello Jonico.
Polemiche pure per la mancata realizzazione dei una rotonda, che avrebbe sicuramente salvato la vita alla vittima di turno. Quanti incidenti e quanti morti e feriti! Tempo fa Scrivemmo…”Un morto ed un ferito, sono il bilancio di un tragico incidente stradale. Il posto del sinistro, è l’unica “curva della morte” che esiste fra il bivio di Saline ovest e Riace Capo, detta anche “del marmista”; dove, purtroppo sono morti altri automobilisti. Intorno alle ore diciotto, due macchina, un’Alfa Romeo ed una FIAT Cinquecento, per cause in corso d’accertamento, entravano in rotta di collisione. La Cinquecento si ribaltava ed il guidatore, veniva soccorso e trasportato al P.S. dell’ospedale civile “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo. Si tentava di soccorrere anche l’altro passeggero dell’Alfa Romeo, Natale Benedetto, 43 anni, coniugato geometra di Stinò; sopra Saline, ma purtroppo, non c’era più nulla da fare”. La statale jonica 106, nel tratto di Saline-Laghetto, ha mietuto un’altra vittima. Un “chilometro maledetto” che ha già “inghiottito” decine di vittime. A qualche metro di distanza, sono morte almeno sette-otto automobilisti; a parte le tre vittime ed i numerosi feriti del pullman e delle altre macchine coinvolte, nel famigerato incidente degli Anni Novanta. Va detto pure che i sanitari accorsi abbiano tentato di salvare la vita dello sfortunato zingaro, praticando la respirazione artificiale; con l’aiuto pure della bombola dell’ossigeno e del defibrillatore.
Ma il trauma e lo shock, è stato terribile; praticamente, mortale. Va da sé, che una sola auto-ambulanza, non possa bastare per tutto il ben vasto e complesso territorio. Specialmente nel periodo estivo, quando le chiamate si moltiplicano al mille per mille, Si rinfocolano le polemiche roventi. Sul posto abbiamo visto un’ambulanza della ‘Misericordia’, che nonostante non venga saldata dalla Regione-Asp, relativamente alle spettanze, non ha esitato a piombare come un falco sul posto del mortale sinistro. Tutto questo, proprio mentre ancora, non si è spenta l’eco della ragazza, scaraventata, con tutta la sua Smart ed uccisa, sull’isolotto del Bivio di Saline-Ovest. E si parla di concause, anche strutturali, imprudenza, destino, malasorte, solleone, alta velocità, canicola rovente. E si parla di concause, anche strutturali, imprudenza, destino, malasorte, solleone, alta velocità, canicola rovente. Ma l’apertura dell’airbag, diretto e laterale, può salvare la vita. Importantissimo, indossare le cinture di sicurezza. Sono determinanti. Domenico Salvatore
SALINE JONICHE, LA “STATALE DELLA MORTE” , 106 JONICA ED IL “LAGHETTO”, HANNO AVUTO LE ENNESIME DUE VITTIME DI UN INCIDENTE STRADALE
I Carabinieri della locale stazione, diretta dal luogotenente Davide Micale, e quelli della stazione di Melito sotto le direttive del maresciallo Andrea Scordino, e del Nucleo Radiomobile, che si muove sotto le direttive del tenente Provenzale, tutti agli ordini del capitano Gennaro Cascone, comandante della compagnia di Melito Porto Salvo hanno provveduto a controllare la situazione (consentire i soccorsi, decongestionare il traffico ecc); I sanitari del 118 e della Misericordia hanno tentato per circa mezz’ora di rianimare la vittima che prima di spirare ha subito più arresti cardiaci.
Domenico Salvatore
Montebello Jonico (Saline J.)19 agosto 2013- Sono due, purtroppo, i morti del tragico incidente accaduto stamani al bivio di Saline Est; il drammatico bilancio dell’ennesimo incidente stradale avvenuto intorno alle ore 10,40 al Bivio di Saline-Est. L'uomo, B.G. di 73 anni, e' morto sul colpo, mentre la donna, A.R. di 72 anni, e' deceduta dopo il cricovero nel reparto di rianimazione degli ospedali Riuniti, a Reggio Calabria; ne dà notizia anche l’AGI. Lo zingaro (nomade o Rom) Giovanni Bevilavqua e la moglie Antonia, viaggiavano a bordo della loro moto-Ape con traino, quando, per cause in corso di accertamento, entrava in rotta di collisione con un’automobile. L’autista della macchina, se la cavava bene, grazie anche al funzionamento della sua automobile ed alla dose di fortuna che non guasta mai. L’impatto è stato terribile. L’automobile, rimaneva incastrata nel guard-rail. Il mezzo del Bevilacqua si ribaltava ed i passeggeri venivano sbalzati sul selciato. I telefonini degli automobilisti in transito, hanno squillato a distesa; ma, i mezzi di soccorso non sono stati rapidi, nonostante la vicinanza con l’ospedale di Melito Porto Salvo. Va da sé, che una sola auto-ambulanza, non possa bastare per tutto il ben vasto e complesso territorio. Specialmente nel periodo estivo, quando le chiamate si moltiplicano al mille per mille, Si rinfocolano le polemiche roventi. I numerosi automobilisti in transito si facevano il segno della Santa Croce passando accanto a quel lenzuolo bianco, che copriva il corpo della vittima; chi salutava; chi gettava un fiore. Dall’altra parte alcuni parenti, increduli ed impietriti, piangevano compostamente.
Sul posto, abbiamo visto pure, un’ambulanza della ‘Misericordia’, che nonostante non venga saldata dalla Regione-Asp, relativamente alle spettanze, non ha esitato nemmeno un secondo, a piombare come un falco sul posto del mortale sinistro. Sono arrivati i Carabinieri della locale stazione diretta dal luogotenente Davide Micale in collaborazione con quelli della stazione di Melito, al comando del maresciallo Sergio Mirabile f.f.; tutti agli ordini del capitano Gennaro Cascone; in sinergìa la Polizia Stradale di Reggio Calabria, guidata dal primo dirigente Giuseppina Pirrello (ispettore Cucinotta, assistente capo Martini ecc.); anche i Vigili del Fuoco con il comandante di sezione Fortunato Pedà, una squadra dell’Anas ed altri volontari. Poi il giudice, p.m. di turno che si muove sotto le direttive del procuratore capo della repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho o suo delegato. Infine il carro funebre per la rimozione del cadavere. Oggi stesso o domani, salvo autopsia, le salme verranno consegnate ai parenti per i funerali, che si svolgeranno a Melito, dove insiste una ben numerosa comunità di zingari-Rom. Giovanni Bevilacqua, persona nota e benvoluta, era al lavoro, per procacciare sostentamenti per sé e per la famiglia ma il destino crudele lo ha ghermito oggi 19 agosto 2013 a Saline Joniche, agro di Montebello Jonico.
Polemiche pure per la mancata realizzazione dei una rotonda, che avrebbe sicuramente salvato la vita alla vittima di turno. Quanti incidenti e quanti morti e feriti! Tempo fa Scrivemmo…”Un morto ed un ferito, sono il bilancio di un tragico incidente stradale. Il posto del sinistro, è l’unica “curva della morte” che esiste fra il bivio di Saline ovest e Riace Capo, detta anche “del marmista”; dove, purtroppo sono morti altri automobilisti. Intorno alle ore diciotto, due macchina, un’Alfa Romeo ed una FIAT Cinquecento, per cause in corso d’accertamento, entravano in rotta di collisione. La Cinquecento si ribaltava ed il guidatore, veniva soccorso e trasportato al P.S. dell’ospedale civile “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo. Si tentava di soccorrere anche l’altro passeggero dell’Alfa Romeo, Natale Benedetto, 43 anni, coniugato geometra di Stinò; sopra Saline, ma purtroppo, non c’era più nulla da fare”. La statale jonica 106, nel tratto di Saline-Laghetto, ha mietuto un’altra vittima. Un “chilometro maledetto” che ha già “inghiottito” decine di vittime. A qualche metro di distanza, sono morte almeno sette-otto automobilisti; a parte le tre vittime ed i numerosi feriti del pullman e delle altre macchine coinvolte, nel famigerato incidente degli Anni Novanta. Va detto pure che i sanitari accorsi abbiano tentato di salvare la vita dello sfortunato zingaro, praticando la respirazione artificiale; con l’aiuto pure della bombola dell’ossigeno e del defibrillatore.
Ma il trauma e lo shock, è stato terribile; praticamente, mortale. Va da sé, che una sola auto-ambulanza, non possa bastare per tutto il ben vasto e complesso territorio. Specialmente nel periodo estivo, quando le chiamate si moltiplicano al mille per mille, Si rinfocolano le polemiche roventi. Sul posto abbiamo visto un’ambulanza della ‘Misericordia’, che nonostante non venga saldata dalla Regione-Asp, relativamente alle spettanze, non ha esitato a piombare come un falco sul posto del mortale sinistro. Tutto questo, proprio mentre ancora, non si è spenta l’eco della ragazza, scaraventata, con tutta la sua Smart ed uccisa, sull’isolotto del Bivio di Saline-Ovest. E si parla di concause, anche strutturali, imprudenza, destino, malasorte, solleone, alta velocità, canicola rovente. E si parla di concause, anche strutturali, imprudenza, destino, malasorte, solleone, alta velocità, canicola rovente. Ma l’apertura dell’airbag, diretto e laterale, può salvare la vita. Importantissimo, indossare le cinture di sicurezza. Sono determinanti. Domenico Salvatore
4 Commenti
Vorrei fare solo un osservazione , chi ha scritto l articolo ed ha scritto zingaro ha offeso le vittime e le rispettive famiglie scrivendo zingaro non portando rispetto per il dolore altrui.Mi dispiace che chi fa informazione abbia di questi pregiudizi non sono nati e cresciuti qui?fanno solo una vita diversa.
RispondiEliminaLa parola zingaro non offende nessuno. Ci mancherebbe pure. Ben altre sono le cose che li offende. Per tua informazione, abbiamo molti contatti all'interno della comunità dei "rom" e mai nessuno si è sentito offeso dalla parola zingaro. Il pregiudizio è solo il tuo che cerchi lo spunto per mettere in evidenza qualcosa di assolutamente inesistente. E tu che vita fai?
EliminaDa Wikipedia. Magari serve.
EliminaZingari, zigani, zingani o gitani sono termini generici usati per indicare un insieme di diverse etnie, originariamente ritenute nomadi. Attualmente il nomadismo interessa solo una minoranza di queste popolazioni che, indipendentemente dalle proprie abitudini, cerca di mantenere l'uso di lingue di origine indiana.
A causa della connotazione negativa che la parola zingari ha assunto, alcuni ritengono politicamente scorretto definirli con questo termine e perciò vengono da alcuni superficialmente o erroneamente anche definiti nomadi (anche se la maggior parte non lo è più), rom (ma non tutti lo sono), sinti (il nome di una delle etnie), oppure in modo totalmente erroneo anche rumeni o slavi a causa della cittadinanza di molti di loro. In realtà non c'è alcuna connessione - neppure etimologica - tra il nome "rom" e il nome dello Stato di Romania, il popolo di lingua neolatina dei rumeni o la lingua rumena, né teoricamente con le popolazioni slave, in quanto i rom e i sinti sarebbero di origine indiana.
Secondo diversi studiosi, il termine corretto da utilizzare sarebbe quello proprio dell'etnia o il termine più generale di popolazione romaní, sostituendo i termini zingaro e zingari, laddove usati come aggettivi, con i corrispondenti aggettivi romanó e romaní.[1][2]
In Italia, tuttavia, in relazioni di emanazione ministeriale, come ad esempio gli studi del Ministero dell'Interno,[3] si continua ad utilizzare il termine "zingari" per indicare l'insieme delle etnie e l'aggettivo "romaní" viene utilizzato solo in relazione alla lingua propria dei rom e sinti.
In Italia sono presenti diversi gruppi etnici della popolazione romaní: rom e sinti; l'etnia kalé è presente soprattutto in Spagna. Le popolazioni romaní sono in massima parte stanziali e hanno generalmente la cittadinanza del paese in cui vivono.
Politici Anas e istituzioni quanti morti ancora sulla 106 prima di prendere provvedimenti parla uno che sono passati 22 anni che morto un famigliare ma la strada e sempre cosi, un po siamo anche noi anche noi che guidiamo male vedo spesso che in quel tratto sorpassano che e vietato!!!
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