Oggi, Erich Priebke l'ex ufficiale delle SS condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine, compie 100 anni. Nell'abitazione romana, dove Priebke sconta l'ergastolo ai domiciliari. Il dolore dei giovani di terza generazione, se non di quarta:"Siamo qui perché noi ebrei non dimentichiamo il male che Erich Priebke ha fatto al nostro popolo. Perché non dimentichiamo e non perdoniamo la malvagità, la brutalità e la violenza inaudita che i criminali, nazisti come Priebke, hanno inflitto ai nostri genitori, ai nostri nonni e bisnonni. Perché non dimentichiamo che Priebke ha personalmente torturato, ucciso, incaricato di uccidere e di torturare donne e uomini di ogni età e di ogni credo religioso. Perché sono passati 70 anni e le ferite non si sono rimarginate e non si rimargineranno mai".
QUELLA FERITA DELLE FOSSE ARDEATINE, CHE NON SI RIMARGINERÁ MAI
Domenico Salvatore
Siamo un Paese libero, almeno questo è il convincimento della stragrande maggioranza degl'Italiani; sovrano, indipendente e repubblicano. Sebbene al riguardo, avremmo un paio di dubbi. Sicuramente, non per Erich Pribke, il criminale nazista, come viene definito. Il compleanno numero 100 si può festeggiare una ed una volta soltanto. A meno di essere lontani parenti di Noè e di Matusalemme. C'è tuttavia qualcheduno, che in barba alla canicola rovente record, che sfiora i 40 gradi all'ombra, vuole impedire che i festeggiamenti avvengano in forma solenne. L'assassino delle Fosse Ardeatine, il boia, il killer, non deve assolutamente festeggiare. Se ne deve stare tappato in casa. Anche quest'anno, sibila il Giornale.it, a scatenare le polemiche è stata la notizia trapelata nelle scorse settimane di una vera e propria festa "allargata" per celebrare il centenario. Il primo a muoversi è stato il presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici, che ha chiesto l'intervento del premier Enrico Letta e delle istituzioni locali. In parlamento è addirittura arrivata una interrogazione urgente della senatrice democrat Silvana Amati per chiedere al ministro dell'Interno Angelino Alfano e al Guardasigilli Annamaria Cancellieri di fermare i festeggiamenti. In un clima a dir poco teso, è bastato che l'Ansa riuscisse a pizzicare Priebke a spasso per Roma a braccetto con la nuova badante e scortato da due guardie del corpo per scatenare il pandemonio. Così, più si avvicinava il giorno del compleanno più si animava la polemica. Ne abbiamo viste e sentite, in televisione, alla radio e sui giornali…"boia nazista, assassino, killer, sicario, topo da fogna. Erich Priebke non era il dittatore, ma una sua diretta emanazione.
Già, la dittatura. Quella forma autoritaria di governo in cui il potere è accentrato in un solo organo, se non addirittura nelle mani del solo dittatore, non limitato da leggi, costituzioni, o altri fattori politici e sociali interni allo Stato;il predominio assoluto e perlopiù incontrastabile di un individuo (o di un ristretto gruppo di persone) che detiene un potere imposto con la forza. La Stampa, non va per il sottile…"Uno striscione con gli auguri a Erich Priebke per i suoi 100 anni è spuntato nella notte a Via Boccea (quartiere Aurelio) a pochi metri dall'abitazione dell'ex Ss condannato all'ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine. «Dio stramaledica i tuoi accusatori... Buon compleanno capitano Priebke», il testo dello striscione, firmato con la croce uncinata e la sigla C.m.t., Comunità Militante Tiburtina. Un altro striscione, «Pacifici...arrivaci tu a 100 anni!», sempre firmato dalla Comunità Militante Tiburtina è stato affisso invece a piazza Augusto Imperatore, in pieno centro di Roma. La scritta `Auguri Priebke´ e accanto una svastica sono comparsi invece stamani sul muro esterno della sede dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) sempre a Roma.
«Le scritte inneggianti al criminale Erich Priebke e le svastiche apparse all'esterno della sede dell'Anpi nazionale a Roma, sono il solito vile atto di chi ancora non cede di fronte all'unica e sacrosanta verità della storia - si legge in un comunicato dell'Anpi -: il nazismo e il fascismo furono esclusivamente regimi sanguinari che hanno portato l'orrore della guerra e dell'odio razziale in tutta Europa e oltre. L'Anpi proseguirà, senza farsi intimidire da alcuno, nel suo quotidiano impegno di promozione dei valori di giustizia, pace, libertà e democrazia che hanno animato la Resistenza e riconquistato il Paese alla civiltà» «Priebke eroe» e una svastica con spray nero infine sono spuntati questa mattina sulla serranda del circolo del Pd di piazza Verbano, sempre a Roma. Forte mobilitazione intanto da parte di Sinistra Ecologia Libertà nel XIII Municipio di Roma, per evitare ogni festeggiamento pubblico del centesimo compleanno del criminale di guerra. Il circolo Sel Aurelio-Boccea - la cui sede è proprio di fronte l'abitazione romana dove Priebke sconta ai domiciliari l'ergastolo - ha convocato per questa sera, in via Cardinal Sanfelice 14, dalle ore 19 alle 22, un presidio durante il quale verranno letti i nomi delle vittime dell'eccidio e alcune lettere di condannati a morte della resistenza. ". Durante la "Prima e la Seconda Repubblica". La vicenda è stata sempre al centro dell'attenzione delle associazioni partigiane, del PCI, del PSI, del PSDI, della DC, del PLI, del PRI, del sindacato e via di seguito.
Di Priebke, se n'è parlato abbastanza sui giornali, alla radio, in televisione, sulle riviste, sui libri e sui muri, ma anche nei convegni, nella tavole rotonde, nei dibattiti al chiuso ed all'aperto; al mare ed ai monti; in tutte le lingue ed in tutte le salse. Ma lui è sopravvissuto a tutto ed a tutti. Moltissimi di quelli che lo volevano morto, sono già nell'al di là, da un pezzo. Il Padreterno, non ha ancora deciso il suo destino. Non sappiamo se per qualche merito speciale che gli uomini non possono conoscere; per il suo dna o se la defunta Rita Levi di Montalcini, gli abbia passato qualche formula segreta di lunga vita. E' stato dipinto come un mostro, esecrabile, ripugnante, abominevole, odioso, infame e spregevole. Ognuno ha potuto dire la sua. Perfino chi non conoscesse la Storia e la storia. Il calcio dell'asino…" At ille exspirans: "Fortis indigne tuli mihi insultare: Te, Naturae dedecus, quod ferre certe cogor bis videor mori". (Ma il leone morendo gli disse: " Senza indignarmi ho sopportato che dei coraggiosi mi insultassero: ma costretto a sopportare te, obbrobrio della natura, mi sembra proprio di morire due volte"). L'eccidio delle Fosse Ardeatine, fonte Wikipedia, è il massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania nazista il 24 marzo 1944, ai danni di 335 civili e militari italiani, come atto di rappresaglia in seguito all'attacco compiuto da membri dei GAP romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella.
Per la sua efferatezza, l'alto numero di vittime, e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, è diventato l'evento simbolo della rappresaglia nazista durante il periodo dell'occupazione. Erich Priebke (Hennigsdorf, 29 luglio 1913), fonte Wikipedia, è un criminale di guerra tedesco, capitano delle SS durante la seconda guerra mondiale in Italia, condannato all'ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione della rappresaglia delle Fosse Ardeatine. Questa voce o sezione sull'argomento storia è ritenuta da controllare. Motivo: Alcune fonti che ne ricostruiscono i processi, all'epoca dei fatti lo danno in carico alla Gestapo, altre alla Kriminalpolizei altre ancora alla Sicherheitspolizei und des SD (che racchiudeva le precedenti 2 + il servizio di sicurezza [leggasi servizio informazioni]) se non a tutte e 3 le organizzazioni contemporaneamente. Sarebbe quindi opportuno leggere il memoriale che lo stesso Priebke consegnò alla magistratura militare italiana dove ricostruiva la propria carriera.
Partecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento.Aderì al Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi nel 1933, segnalandosi come un membro solido e determinato. Queste caratteristiche piacquero a Heinrich Himmler, che lo fece entrare nelle SS dove Priebke raggiunse il grado di capitano (SS-Hauptsturmführer).Dopo l'armistizio e fino al mese di maggio 1944 opera a Roma sotto il comando di Herbert Kappler. Dopo l'attentato che i Gruppi di Azione Patriottica (o GAP) fecero ai danni di una compagnia del battaglione Bozen in via Rasella, il 23 marzo 1944, Kappler ordinò le esecuzioni di 335 ostaggi, da fucilare per rappresaglia alle Fosse Ardeatine.La sentenza di condanna evidenzia l'erroneità del luogo comune secondo il quale la legge di guerra avrebbe permesso la fucilazione di 330 prigionieri (10 per ogni soldato tedesco morto nell'attentato) come rappresaglia dell'attentato di via Rasella e che il mero numero delle vittime fucilate, 335 persone (cinque in più), sia stato il solo capo di imputazione a carico di Priebke (le 330 residue essendo considerate obbedienza agli ordini). La condanna è stata infatti emessa per tutte le 335 vittime della strage.Nel corso della seconda guerra mondiale soggiornò in Italia, dove insieme ad altri militari tedeschi partecipò al coordinamento delle tattiche e delle strategie che il Terzo Reich avrebbe dovuto adottare nella penisola.
Il 14 giugno 1944 divenne ufficiale di collegamento con lo stato maggiore della GNR, con sede a Brescia e diede un forte impulso alle perquisizioni ed alle azioni di rastrellamento, allo scopo di individuare le cellule cittadine di supporto ai partigiani che presidiavano le montagne bresciane. Centinaia di arrestati, appartenenti alla resistenza o semplici sospetti, furono catturati e rinchiusi nella prigione di Canton Mombello, per poi essere condotti nel suo quartier generale ove svolgeva, spesso personalmente, gli interrogatori.All'uopo aveva requisito una palazzina in stile liberty (tuttora esistente e sita in via Privata Mai), all'epoca periferica ed isolata, verosimilmente per poter interrogare i sospetti in assenza delle, ormai latitanti, autorità costituite e, soprattutto, lontano da occhi e orecchi indiscreti o indesiderati.La fuga. Dopo la sconfitta della Germania, Priebke fuggì da un campo di prigionia presso Rimini e dopo aver ricevuto documenti falsi a Roma, si rifugiò in Argentina, a San Carlos de Bariloche, ai piedi delle Ande argentine, dopo essere passato per Bolzano grazie all'assistenza di ODESSA. Priebke fu appoggiato in particolare da alcuni preti altoatesini come Johann Corradini di Vipiteno e Franz Pobitzer di Bolzano ma anche il vicario separazionista Alois Pompanin, che gli concesse il battesimo cattolico , e fu aiutato nella sua fuga dalla rete di contatti gestita dal sacerdote croato Krunoslav Draganović.Riuscì quindi a sfuggire alla cattura per i processi per crimini di guerra e, anche se i servizi segreti israeliani per molto tempo gli diedero la caccia, non fu mai scoperto.L'arresto e la condanna.
Nel 1991, la partecipazione di Priebke al massacro delle Fosse Ardeatine viene denunciata nel libro di Esteban Buch El pintor de la Suiza Argentina (Il pittore della Svizzera Argentina). Nel maggio 1994, a partire da questo libro[5], il giornalista statunitense Sam Donaldson intervistò Priebke a San Carlos de Bariloche in Argentina per conto dell'emittente ABC. Le autorità italiane inoltrarono la richiesta di estradizione a quelle argentine. Estradato in Italia, nel novembre 1995, venne rinchiuso nel carcere militare Forte Boccea di Roma. La Procura militare chiese ed ottenne il rinvio a giudizio di Priebke per crimini di guerra.Priebke fu quindi imputato di "concorso in violenza con omicidio continuato in danno di cittadini italiani" per i fatti accaduti presso le Fosse Ardeatine il 24 marzo 1944. Il 1 agosto 1996, il Tribunale militare dichiarò di "non doversi procedere, essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione" e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato.La sentenza non fu mai eseguita per un tumulto organizzato da membri della comunità ebraica guidati da Riccardo Pacifici, nell'aula giudiziaria, tumulto placatosi solo quando arrivarono da parte del governo italiano precise rassicurazioni sul fatto che Priebke non sarebbe stato liberato nonostante la sentenza del Tribunale Militare. Piovvero molte critiche, sia in Italia sia all'estero, dalle comunità ebraiche che si sentivano offese dal proscioglimento di quello che loro reputano "un aggressivo e pericoloso criminale di guerra".
La Corte di Cassazione annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel marzo 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo, insieme all'altro ex membro delle SS Karl Hass. La sentenza è stata confermata nel novembre dello stesso anno dalla Corte di Cassazione[8]; a causa della sua età avanzata, sia a Priebke che ad Hass fu concessa la detenzione domiciliare.La vicenda giudiziaria, per la distanza temporale dagli eventi, la subalternità di Priebke nei confronti di Herbert Kappler, le pressioni della piazza dopo la prima sentenza e l'atteggiamento di esponenti del governo come l'allora Guardasigilli Giovanni Maria Flick, suscitò anche critiche e perplessità in altre fasce dell'opinione pubblica e da parte di politici, intellettuali e giornalisti quali Indro Montanelli e Vittorio Feltri. Nel 2000 il Senatore Antonio Serena chiede per Priebke la grazia per "ragioni umanitarie", mentre nel 2003 invia a tutti i parlamentari una videocassetta intitolata Guai ai vinti proprio sulle vicende di Priebke (atto che gli costò l'espulsione dal partito "Alleanza Nazionale").Il 12 giugno 2007 il giudice militare concede a Priebke, 93enne, il permesso per uscire di casa "per recarsi al lavoro" presso lo studio del suo avvocato.
Il 18 giugno 2007 alcuni dimostranti della Comunità Ebraica hanno protestato davanti all'abitazione in cui risiede il Priebke agli arresti domiciliari e in via Panisperna, davanti allo studio dell'avvocato Paolo Giachini, sede dell'Associazione Uomo e Libertà. Lo stesso giorno il giudice dott. Isacco Giorgio Giustiniani revoca il permesso di lavoro precedentemente concesso, poiché Priebke aveva omesso di comunicare alle autorità gli orari e le modalità dei suoi spostamenti per recarsi a lavorare nello studio del suo avvocato. Il magistrato dell'ufficio militare di sorveglianza ha quindi disposto, si legge nel provvedimento, che il detenuto "Erich Priebke non possa ulteriormente allontanarsi dal proprio domicilio per recarsi allo studio dell'avvocato Giachini".Il 23 novembre 2007 il permesso di uscire di casa per lavorare gli viene revocato dalla prima sezione penale della Cassazione, accogliendo il ricorso del procuratore militare di Roma Antonino Intelisano.A maggio 2008 è stato espresso dall'imprenditore Claudio Marini il desiderio a farlo presiedere la giuria del concorso di bellezza Star of Year come presidente onorario. L'iniziativa ha suscitato polemiche alla fine, il 12 settembre dello stesso anno, Priebke è riuscito a presiedere la tappa finale di Gallinaro (FR), ma solo in via telematica, dato che non sono stati revocati gli arresti domiciliari.Dal 2009, godendo ancora di ottima salute, gli è concesso uscire di casa "per fare la spesa, andare a messa, in farmacia" ed affrontare "indispensabili esigenze di vita".
La conferma è arrivata dal suo legale Paolo Giachini. Questa concessione è stata resa nota solo nel mese di ottobre 2010. La polizia comunque lo sorveglia costantemente soprattutto per tutelare la sua incolumità, per quanto nelle sue uscite Priebke non sia mai stato oggetto di offese o azioni violente. Domanda: per quanto tempo ancora, si parlerà di Erich Priebke, comodo alibi, se non capro espiatorio contro la crisi economica e gli altri problemi che attanagliano il Paese? Non abbiamo il carisma di Indro Montanelli, (sebbene una ristretta cerchia di amici, per celia, ci canzoni e ci appelli scherzosamente con questo nomignolo) né il prestigio di Vittorio Feltri, ma riteniamo che sul personaggio si possano abbassare se non moderare i toni. Non tanto per rispetto alla signora Angela Merkel ed al popolo tedesco, ma soprattutto per una questione di rispetto del diritto, di cui l'Italia, si è sempre vantata di essere la culla. Una questione di civiltà. In fin dei conti, Erich Priebke, ha subito tutti i processi utili e necessari, giuridicamente possibili. Un'altra domanda vorremmo porla:ma Erich Priebke era un esecutore di ordini o no? Gli storici al riguardo, hanno opinioni diverse.
Non concordano. Anzi divergono. Ai posteri l'ardua sentenza. Benchè, continuare a parlare ed a scrivere di Erich Priebke, magari in occasione del compleanno numero 101, ci sembra del tutto gratuito, fuorviante. L'argomento Priebke ed il nazismo ( quel movimento politico ed una ideologia radicale antisemita, razzista, anticomunista e antidemocratica, creato subito dopo la prima guerra mondiale in Germania, che generò l'esperienza nazista come sistema di governo; e che si è conclusa con la resa incondizionata dell'esercito tedesco in data 8 maggio 1945 e la vittoria militare delle contrapposte forze alleate)sono stati sviscerati in tutte le dimensioni, giornali, riviste, radio, televisione, convegni, dibattiti eccetera; per decenni. Tuttavia, per la nostra infinitesimale parte di competenza non poniamo limiti. Ognuno ha il diritto di sproloquiare, turpiloquiare, vaniloquiare, per tutto il tempo che vorrà. Prendersela con un vecchietto di cento anni, ci sembra davvero troppo. Fermo restando l'opinione di tutti e di ciascuno. Anche la nostra, è un'opinione in fin dei conti. Sic et simpliciter. Domenico Salvatore



























2 Commenti
“I primi cento anni”. E due mesi dopo crepa. Ma vi rendete conto del ridicolo di ripetere le frasi fatte a pappagallo? Imparate a scrivere o fate lavorare qualcun altro!
RispondiEliminaE tu che animale sei? uno sciacallo di sicuro.
Elimina