Editors Choice

3/recent/post-list

Reggio Calabria La conferenza stampa dei Riformisti Italiani, ma Stefania Craxi, vuole una repubblica presidenziale

Stefania Craxi canta il “Requiem” per la “2^ Repubblica nata dalla violenza e dalla menzogna:”Il bipolarismo è morto e sepolto. Il Paese langue; ha bisogno come il pane delle riforme, che tutti vogliono a parole, ma che respingono con i fatti; in nome  e per conto della conservazione reazionaria. I partiti, non sanno più selezionare la classe politica. I magistrati sconfinano in campi non suoi. I Governi, abusano dei decreti a colpi di fiducia; democrazia spogliata e svuotata. La globalizzazione, viaggia a velocità supersonica   
REGGIO CALABRIA, IL CANDIDATO PREMIER STEFANIA CRAXI: REALE IL RISCHIO,  CHE UN PARLAMENTO BALCANIZZATO VADA A GESTIRE LA PIÙ GRAVE CRISI DEL DOPOGUERRA
Al tavolo della presidenza, nella sala della biblioteca provinciale, il coordinatore regionale Giampaolo Zavettieri, il coordinatore provinciale Pierpaolo Zavettieri, il portavoce Angela Romeo ed alcuni candidati, tra cui, Pietro Melia (Senato) e Bruno Maisano (Camera). In aula anche, l’onorevole Saverio Zavettieri e Giovanni Alvaro, attori di qualche tempo fa, sindaci, assessori e consiglieri. Erano presenti tra gli altri i giornalisti dell’ ANSA, RAI, Gazzetta del Sud, Calabria Ora, Quotidiano della Calabria,  Melitoonline e qualche altra testata
Domenico Salvatore


REGGIO CALABRIA-Bene a male, tutti i partiti ed i movimenti politici, devono misurarsi con la città di Reggio Calabria, capoluogo di provincia; il più popolato dell’intera Calabria. Sono passati (quasi) tutti i leader nazionali e non, della partitocrazia. Benchè, si conoscessero i loro programmi, le loro idee, i loro curriculum vitae, i loro trascorsi in questo od in quel partito. Anima di questi movimenti a livello locale e nazionale è sicuramente Saverio Zavettieri. Insieme all’onorevole Stefania Craxi, figlia dell’ex premier Bettino, morto in esilio in Tunisia. Saverio Zavettieri (Bova Marina, 21 giugno 1942) è un politico italiano.Sindacalista della CGIL dal 1960, ha lasciato nell'aprile del 1980 da segretario generale della Cgil in Calabria per dedicarsi all'attività politica. Ha fondato il "Centro Studi Cesper" e ha diretto il comitato per la Calabria istituito presso il Ministero del Mezzogiorno.Esponente del Partito Socialista Italiano, è stato eletto deputato alle elezioni politiche del 1983, confermato nel 1987 e nel 1992, membro della direzione nazionale del PSI. Nel 1998, fonte Wikipedia, è stato anche eletto consigliere provinciale a Reggio Calabria come candidato a presidente della lista del Garofano con lo slogan ab imo resurgo. Dopo le vicende legate a Mani pulite, ha seguito la sorte del PSI rifiutando la scelta imposta dal sistema bipolare maggioritario tra centro-destra e centro-sinistra. Ha spinto per una ricostituzione del partito socialista partecipando attivamente a tutti i congressi costitutivi, finché nel 2000 sancisce l'alleanza col Polo di centro-destra in Calabria determinandone la vittoria alle elezioni regionali e diventando assessore regionale alla Pubblica Istruzione, Beni culturali, Università e Ricerca. Aderisce dunque al Nuovo PSI.

A febbraio del 2004 ha subito un gravissimo attentato: due sicari tentarono di ucciderlo nella sua casa di Bova Marina e soltanto il vetro blindato della finestra impedì che il proiettile giungesse con traiettoria fatale. Lui dichiarò, in quella circostanza, che l'attentato fosse legato ad una commistione tra politica e 'ndrangheta e maturato all'interno della maggioranza di centrodestra di cui facevo parte, collegandolo anche all'omicidio di Francesco Fortugno che si verificherà l'anno successivo. Nel 2005, al quinto congresso del Nuovo PSI, insieme a Bobo Craxi, sancì la rottura con la Casa delle Libertà, scegliendo lo schieramento di centro-sinistra per compiere l'agognata "Unità Socialista", ma non condivise l'accordo dello SDI di Enrico Boselli con i Radicali Italiani nella Rosa nel Pugno e fondò, insieme a Craxi, la lista de I Socialisti, che si presentò, collegata al centrosinistra, alle elezioni politiche del 2006 raccogliendo circa 130 000 voti. Nel marzo 2007, a Rimini, con la fondazione del partito - che prese il nome di I Socialisti Italiani - venne proclamato, con voto unanime, segretario nazionale della formazione politica, rilanciando l'idea dell'unità socialista, che sarà ripresa al congresso nazionale dello SDI in aprile ove, preso atto del fallimento del progetto della Rosa nel Pugno, si diede il via alla prospettiva di una Costituente Socialista, alla quale aderì Zavettieri con i suoi Socialisti Italiani.

Molto critico nei confronti della gestione del segretario Boselli nella nuova formazione, ritenuto responsabile del deludente risultato delle elezioni politiche del 2008, Zavettieri si dissocia dal Partito Socialista. Il 10 ottobre 2009 riconverge con Bobo Craxi e dà avvio ad un nuovo soggetto politico, denominato "Socialisti Uniti - PSI", che rifiuta la confluenza dei socialisti in Sinistra e Libertà e si pone in atteggiamento critico verso il bipolarismo. Stefania Craxi, a titolo di cronaca, è figlia dell'ex Presidente del Consiglio Bettino Craxi (1934 – 2000) e sorella di Bobo. Imprenditrice nel mondo della televisione, lascia la carriera di produttore televisivo nel 2000. Dalla morte del padre, fonte Wikipedia,si è sempre impegnata, anche con la creazione della Fondazione Craxi, di cui è presidente onoraria, nella difesa della memoria del leader socialista, attraverso centinaia di articoli e convegni, nonché con la realizzazione di diversi film e documentari. L'ingresso in politica nel 2006. Stefania Craxi entra in politica nel 2006, quando viene eletta deputata alla Camera con Forza Italia. Sarà poi eletta nuovamente alle elezioni politiche del 2008 con il Popolo della Libertà. Viene nominata Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri con la nascita del Governo Berlusconi IV, incarico che ricoprirà dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Il lancio dei Riformisti Italiani nel 2011. Il 26 novembre del 2011 lancia a Milano il movimento dei Riformisti Italiani, una nuova formazione politica. Prima iniziativa a livello nazionale dei Riformisti è una petizione per chiedere l'elezione di un'Assemblea Costituente con il compito di riscrivere la seconda parte della Costituzione, per porre fine al bicameralismo perfetto, per diminuire il numero dei parlamentari, per dare più poteri al Presidente del Consiglio, per chiedere l'elezione diretta del Capo dello Stato e per trasformare l'Italia in una Repubblica presidenziale.

Nel dicembre 2011 Stefania Craxi lascia il Popolo delle Libertà e si iscrive al Gruppo Misto.Nel 2012 iniziano le assemblee regionali del movimento dei Riformisti Italiani allo scopo di radicarlo su tutto il territorio nazionale. Il 1 giugno 2012 Stefania Craxi annuncia che i Riformisti Italiani si impegneranno nei mesi successivi per poter partecipare con proprie liste alle elezioni politiche del 2013. L'8 dicembre 2012, in una grande manifestazione a Roma con oltre 2.000 partecipanti, Stefania Craxi afferma che il movimento dei Riformisti Italiani è pronto a scendere in campo per le elezioni politiche 2013. Le elezioni politiche 2013. Nel gennaio 2013 i Riformisti Italiani depositano il proprio simbolo presso il Ministero degli Interni e annunciano di partecipare alle elezioni politiche 2013 correndo da soli con proprie liste alla Camera ed al Senato in alcune circoscrizioni con Stefania Craxi come candidato premier”. Da anni sentiamo parlare di un ritorno al socialismo. Il socialismo è una corrente di pensiero legata ai movimenti politici che, a partire dal XIX secolo, lottarono per modificare la vita sociale ed economica delle classi meno abbienti e in particolare del proletariato. Il movimento operaio da cui scaturì il socialismo pose per la prima volta il problema della giustizia sociale. In una prospettiva di analisi teorica storica, quindi, mentre si vede il periodo feudale come caratterizzato dal predominio dell'aristocrazia e del clero, e il periodo post-rivoluzioni francese ed americana come caratterizzato dall'ascesa al potere sociale della borghesia (e quindi del liberalismo e del capitalismo), il socialismo dovrebbe essere lo stadio successivo, caratterizzato dal predominio delle classi popolari che detengono il potere economico e asserviscono, o addirittura annullano, lo Stato. Una scommessa.

La giocano Stefania Craxi e Saverio Zavettieri. Rimettere insieme i cocci del PSI. Non sarà facile e nemmeno semplice. Non subito e non ora, ma l’idea è quella. Presto o tardi passerà la buriana. La sbornia del ventennio altrimenti detti della 2^ repubblica, sta per finire. Almeno nominalmente. La conservazione reazionaria, pur di mantenere il potere ricorrerà a tutte le moine. Di fare le riforme avevano insistito i tre presidenti della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano; ma non sono riusciti, in tre settennati, interminabili ed anonimi, a cavare nemmeno un ragno dal buco nero del triangolo delle Bermude. Il debito pubblico, da 800 milioni, ha quasi triplicato. Zavettieri e Craxi, ritengono di doverle tentare tutte, prima di gettare la spugna. Stefania rbadisce quanto detto in precedenti interventi:” “Alla truffa di una legge elettorale che ha tolto ai cittadini il diritto costituzionale di eleggere deputati e senatori, i grandi partiti stanno facendo seguire la truffa di una campagna elettorale fatta di promesse irrealizzabili. Nemmeno Monti dice piu’ la verita’ e parla di ridurre Imu e Irpef. Il problema dell’Italia e’ il taglio della spesa pubblica, ma nessuno ne parla piu’. Che brutto risveglio il giorno in cui l’Europa e i mercati torneranno a presentarci il conto”. Per avere un quadro chiaro serve rivedere un po’ di storia relativa all’ultimo decennio.

Compresa quella dei Socialisti Uniti – PSI. Ể un partito politico italiano, fondato nel 2006, noto con la denominazione di I Socialisti dal 2006 al 2007 e poi con quella di I Socialisti Italiani fino al 2009. Il partito, autonomo ed equidistante dai poli dalle Elezioni del 2006 in poi, ha come leader l'ex deputato Saverio Zavettieri. Storia. La scissione dal Nuovo PSI. Bobo Craxi. Il Nuovo PSI, fondato da Bobo Craxi, Claudio Martelli, Roberto Spano e Gianni De Michelis nel 2001, aderisce alla Casa delle Libertà ed entra a far parte dei governi di centrodestra guidati da Silvio Berlusconi. Il partito conta sull'1% dei consensi alle elezioni politiche del 2001 e su circa il 2% alle elezioni europee del 2004, in occasione delle quali si presenta con la denominazione Socialisti Uniti per l'Europa. Il Nuovo PSI, però, va incontro ad una scissione in occasione del congresso che si svolge dal 21 al 23 ottobre 2005: vengono presentate due mozioni, una dal segretario in carica De Michelis e di Stefano Caldoro, l'altra da Bobo Craxi e di Saverio Zavettieri:la prima mozione chiede di perseguire l'obiettivo dell'unità socialista, ma verificando prima la natura delle future alleanze e sostenendo l'impossibilità di un abbandono definitivo della Casa delle Libertà;la seconda mozione, invece, chiede di dare un taglio netto passato, di uscire immediatamente dal governo di centrodestra, dichiarare conclusa l'alleanza con la CdL e perseguire l'unità socialista all'interno del centrosinistra.

Il congresso è caratterizzato da momenti agitati: in aula si creano tafferugli e il segretario abbandona l'aula mentre la parte restante dei partecipanti acclama Craxi nuovo segretario. Nasce una disputa legale tra Craxi e De Michelis sulla legittimità del congresso e, sebbene in un primo momento Craxi venga riconosciuto legale rappresentante del Nuovo PSI, un pronunciamento successivo del Tribunale di Roma decreta la nullità del congresso di ottobre. Pertanto De Michelis viene confermato alla guida del Nuovo PSI dopo Il congresso della discordia.La scissione definitiva si consuma il 7 febbraio 2006, quando la corrente legata a Bobo Craxi e Saverio Zavettieri abbandona il partito e costituisce l'associazione de I Socialisti in vista delle Elezioni politiche 2006, al fine di potervi partecipare, senza mai rinunciare al contenzioso sull'eredità del contrassegno. Presidente pro tempore nella fase elettorale è Franco Simone. Le elezioni politiche 2006. In vista delle elezioni politiche del 2006, i Socialisti aderiscono alla coalizione de l'Unione che candida a premier Romano Prodi, ma valutando due diverse possibilità:unirsi con i Socialisti Democratici Italiani nel nuovo soggetto della Rosa nel Pugno, che vedeva anche la partecipazione dei Radicali;presentarsi autonomamente con proprie liste.

L'Associazione delibera questa seconda ipotesi nonostante abbia l'opportunità di inserire almeno tre suoi candidati in posizione utile all'interno della lista unitaria dell'Ulivo ma, al momento della presentazione delle liste, il suo simbolo viene ricusato: si obietta l'emblema del garofano, adottato in parte dal Nuovo PSI che forma un cartello elettorale con Rotondi, e la presenza del nome "Craxi", associabile al noto personaggio politico del passato. Così l'associazione si presenta il suo nuovo simbolo, dove viene eliminato il gambo del garofano ed eliminata la scritta "Craxi" e riesce a presentare liste solo in 11 Circoscrizioni Camera ed in 8 Regioni Senato dove ha raccolto le firme necessarie esclusivamente con l'ausilio delle proprio forze, spesso osteggiata anche dagli alleati stessi.ntanto, a Bobo Craxi viene offerto dai DS, sponda D'Alema, il cosiddetto "diritto di tribuna parlamentare", candidandolo nella lista dell'Ulivo nella circoscrizione Lombardia 3; Craxi, però, non viene eletto. Il risultato ottenuto da "I Socialisti", perfino senza l'apporto dello steso Craxi, non è stato esaltante (0,4 Camera e quasi 0,5 al Senato) ma i voti conseguiti sono stati determinanti per far vincere la coalizione di Prodi sia alla Camera sia al Senato, considerata la loro provenienza con la scissione del 2005 dalle fila della Casa della LIbertà, dove invece De Michelis e Caldoro unitamente a Rotondi e Pomicino raccolgono appena lo 0,3.

I Socialisti non superano lo sbarramento regionale del 3% al Senato per un soffio neppure in Calabria, dove il partito aveva posto la loro roccaforte per la presenza di una forte componente socialista guidata da sempre da Saverio Zavettieri. Diversamente da come era stato concordato con Prodi e Fassino nelle loro rispettive qualità di Presidente del Consiglio e di Segretario nazionale del maggior partito della coalizione che dovevano garantire 2 Sottosegretari alla formazione de "I Socialisti" e ripescare Bobo Craxi alla Camera non eletto in quanto collocato in extremis in posizione non utile nella Circoscrizione "Lombardia 3", il tutto in considerazione dell'apporto determinante alla Coalizione e del fatto che),la formazione contava due Deputati uscenti (Milioto e Craxi) ed un Senatore (Franco Crinò), il solo Craxi viene nominato Sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, come rappresentante istituzionale dei Socialisti.Le elezioni amministrative del 2006. Il neonato movimento partecipa alle elezioni amministrative in tutta Italia nell'ambito dell'Unione, riscuotendo dati simili a quelli delle recenti Politiche. I risultati più significativi con percentuali determinanti sono in Calabria, in particolare a Catanzaro e a Crotone.

A Milano, dove i Socialisti sostengono la Lista Ferrante nell'ambito del centrosinistra, Bobo Craxi sostiene però, a titolo personale, la lista autonoma della Federazione dei Liberaldemocratici cosa che crea particolare malumore all'interno dell'Associazione portando ad una frattura tra lo stesso Craxi e Nuccio Abbondanza esponente di spicco in quel di Milano.Il primo congresso: sì al Partito Socialista Saverio Zavettieri. Il 10 e 11 marzo 2007, in occasione del primo congresso del partito, il partito muta denominazione, divenendo I Socialisti Italiani. Zavettieri viene eletto per acclamazione segretario nazionale: tra le priorità indicate c'è in primo luogo l'unità socialista, individuando come interlocutore privilegiato lo SDI di Enrico Boselli, sostenendo che non si possa proseguire con la presenza di due diversi partiti socialisti nella stessa coalizione. Ai Socialisti Italiani, così come allo SDI che nelle Elezioni Europee del 2004 e nelle Regionali del 2005 vi aveva già fatto parte, viene lanciata da più fronti la proposta di entrare nel costituendo Partito Democratico, in procinto di nascere per iniziativa dei due partiti maggiori della coalizione, i Democratici di Sinistra e la Margherita. Dal congresso, tuttavia, prende corpo la contrarietà ad uno scioglimento nel PD, in quanto costituirebbe, secondo Zavettieri, una somma di culture estranee ed in antitesi al riformismo socialista.

Il partito, invece, partecipa al processo costituente che porta alla fondazione del Partito Socialista,: ma già nel mese di Novembre 2007 Zavettieri, nella sua qualità di Segretario nazionale de "I Socialisti" non sottoscrive l'atto costitutivo dell'Associazione che porterà alla Costituzione del Partito non condividendo le finalità e la metodologia che aveva intrapreso il percorso costituente. Il Partito Socialista guidato da Enrico Boselli che si presenterà alle Elezioni politiche del 2008 con esigui risultati è composto. Socialisti Democratici Italiani;Associazione Il Garofano, area facente capo a De Michelis che nel frattempo si era scissa dal Nuovo PSI;Socialismo è Libertà, associazione facente capo a Rino Formica di cui per un periodo vi ha fatto parte Giuseppe Caldarola;Democrazia e Socialismo, area facente capo a Gavino Angius e a Valdo Spini, formatasi dopo una scissione da Sinistra Democratica (a sua volta sorta come scissione dai DS);Bobo Craxi e Franco Simone a titolo personale.Il PS, sotto la leadership di Enrico Boselli, si presenta alle elezioni politiche del 2008 ottenendo un risultato di circa l'1%. Zavettieri, dissociatosi dal PS, mantiene il movimento de I Socialisti, presentando anche un proprio contrassegno al Viminale e non partecipando al primo congresso del PS che si svolge a luglio 2008 e che vede la sostituzione di Boselli con Riccardo Nencini.Il percorso autonomo Mantenuta l'autonomia dei I Socialisti Italiani, il movimento partecipa ad alcune elezioni amministrative. Inoltre ritornano sulla scena in occasione delle elezioni europee del 2009, quando presentano il simbolo dei Socialisti Uniti per l'Europa (con cui il Nuovo PSI si era presentato nel 2004).

Lo stesso simbolo, però, era stato contemporaneamente presentato da Stefano Caldoro, ultimo segretario del Nuovo PSI (e non già del Partito Socialista - Nuovo PSI scioltosi con le varie scissioni, ultima quella di De Michelis per aderire alla Costituente di Boselli), ormai confluito nel Popolo della Libertà. Inizialmente il Ministero rifiuta il contrassegno de I Socialisti Italiani ma, dopo il ricorso all'Ufficio elettorale della Suprema Corte di Cassazione, fu il simbolo di Caldoro ad essere rifiutato con la contestuale ammissione del simbolo di Zavettieri, raffigurante un Garofano Rosso con gambo e foglie verdi inserito in una corona circola di colore verde chiaro, con la dicitura Socialisti Uniti, che da lì in poi rappresenterà il contrassegno ufficiale del Partito. La lista socialista in accordo col Partito Liberale Italiano non è stata ammessa alla consultazione elettorale per mancato deposito delle firme, anche se il contrassegno presentato dai Socialisti risultava esente dall'obbligo della raccolta di firme in quanto aveva eletto ben due eurodeputati nella pregressa competizione europea. Pendono allo stato ricorsi presso i tribunali dei Capoluoghi di Circoscrizione.La nascita dei Socialisti Uniti.

In occasione delle elezioni europee del 2009, intanto, il Partito Socialista si era presentato all'interno di Sinistra e Libertà, che comprendeva anche Sinistra Democratica, Federazione dei Verdi, Movimento per la Sinistra e Unire la Sinistra. Questa decisione suscitò malumori nel partito e, l'11 settembre 2009, Bobo Craxi e pochi altri partecipano per il successivo 10 ottobre al Teatro Eliseo di Roma alla Convention nazionale dei socialisti autonomisti, promossa da Saverio Zavettieri, da cui scaturisce il Comitato promotore presieduto dallo stesso Zavettieri per la costruzione di un nuovo soggetto politico dalla matrice laica, liberale e socialista che assume la denominazione di "Socialisti Uniti - P.S.I." Regionali 2010. I Socialisti Uniti elezioni regionali del 2010 come da Statuto che riconosce ampia autonomia politica nella scelta delle alleanze locali, si presentano sul territorio con accordi elettorali diversificati. Ad esempio nel Lazio appoggiano la Liste Bonino Pannella dei Radicali, dove la candidata del centro-sinistra è Emma Bonino[1], mentre in Calabria si presentano invece con una propria lista in appoggio al candidato di centrodestra Giuseppe Scopelliti[2]. La lista, come del resto sempre in Calabria, grazie alla presenza mantenuta da sempre viva e vitale da Zavettieri ottiene ben il 3,41% dei voti, nonostante la lista civica del Presidente Scopelliti rappresenti la vera sorpresa della tornata elettorale che cannibalizza anche gli alleati.

I Socialisti Uniti - P.S.I si presentano in Piemonte, insieme al PS di Riccardo Nencini, formando una lista denominata proprio "Socialisti Uniti - PSI" contraddistinta dal Garofano della formazione di Zavettieri e la Rosa di Nencini in appoggio del Presidente uscente Mercedes Bresso. Candidano, per via delle leggi elettorali regionali che prevedono sbarramenti elettorali, propri candidati quali indipendenti in Regioni come Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Umbria, Basilicata, Campania e Puglia. La nascita dei Riformisti Italiani. Il 26 Novembre, a Milano, nasce con la presentazione del Manifesto dei Riformisti Italiani, l'omonimo Movimento politico lanciato da Stefania Craxi unitamente ai Socialisti Uniti - P.S.I. ed a molti altri esponenti della cultura socialista, riformista, laica e liberale del nostro Paese tra cui Alessandro Battilocchio, Gianni de Michelis e Renzo Tondo. L'obiettivo primario in cui si cimenta il nascente Movimento è una grande battaglia politica per l'indizione di una nuova Assemblea Costituente, eletto con sistema proporzionale, composta da un massimo di 100 membri e con mandato temporalmente delimitato, che, riscriva la Parte II della Carta Costituzionale e così finalmente rendere moderno e funzionale il Paese. Tale obiettivo viene perseguito con la raccolta di 50.000 firme per una petizione popolare al Parlamento della Repubblica. C’è tanta voglia di socialismo in giro, si diceva. Il buon Saverio Zavettieri, la vede lunga, se avrà pazienza. La sua lungimiranza, sarà premiata presto tardi.

Ma intanto, ci son le elezioni politiche. Si vota col Porcellum, su cui è basato il sistema. Ognuno in percentuale e proporzione, ha la sua fetta di torta. Ad ogni competizione, si gioca a “palla avvelenata”. Chi è colpito è fuori dai giochi. Gli altri, invece, possono continuare a gozzovigliare, razziare, spadroneggiare, svaligiare, saccheggiare, depredare. Pardon, a…governare la cosa pubblica, in nome del popolo, ma per conto dei loro interessi privati e personali; più o meno puliti. Andiamo a rivedere brevemente questo famigerato “Porcellum…”Una delle leggi varate negli ultimi anni dal Parlamento italiano e senza dubbio più criticata per l’evidente inadeguatezza mostrata, è il cosiddetto Porcellum, fonte www.porcellum.com. Si tratta, di una legge elettorale con la quale in sostanza, si è andati a modificare il sistema elettorale italiano, passandolo da un sistema maggioritario ad uno proporzionale. Ad ideare tale sistema, fu l’esponente della Lega Nord, Roberto Calderoli il 21 dicembre 2005. Lo stesso Calderoli qualche mese più tardi, resosi conto di come la legge da lui ideata non fosse per nulla adatta, in una famosa intervista la definì ‘una porcata’.

Da questa affermazione prese poi spunto Giovanni Sartori ribattezzandola Porcellum. Dunque, una legge che trasversalmente viene considerata sciagurata per alcuni tratti caratteristici che si sono poi rivelati molto contraddittori e non in linea con il principio di sovranità del popolo nella scelta dei propri rappresentanti.Vediamo nello specifico quali sono i principi che regolano il Porcellum:
- Sono stati aboliti i collegi uninominali.
- Non viene data all’elettore la possibilità di poter esprimere la preferenza per un singolo candidato in quanto si può votare soltanto per il partito che in secondo tempo decide quali siano gli esponenti da portare alla Camera oppure al Senato.
- Prevede un premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato. Alla Camera consiste nel garantire alla coalizione che ottiene il maggior numero di voti, non conteggiando gli elettori residenti in Valle D’Aosta e all’Estero, un numero minimo di seggi pari a 340. Al Senato invece il premio viene dato regione per regione con la sola esclusione del Molise che, avendo un numero di votanti piuttosto basso, assegna soltanto due seggi. Il premio al Senato consiste nel garantire alla coalizione vincente in quella regione, almeno il 55% dei seggi. Ad esempio in Piemonte dove se ne assegnano 22, la coalizione vincente ne avrà diritto almeno ad 11.
- C’è l’obbligo per ogni partito o coalizione di indicare il proprio candidato con relativo programma.
- Hanno diritto ad essere rappresentate alla Camera tutte quelle coalizioni che superano la quota del 10% dei voti ottenuti. Se invece si tratta di un singolo partito non coalizzato, la soglia si abbassa al 4%. Al Senato la quota minima per le coalizioni è del 20% con inoltre i partiti che ne fanno parte devono raggiungere almeno il 3%. Per partiti non apparentati la soglia è del 4%.

Questa legge fu tra l’altro fortemente voluta dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il chiaro intento di utilizzata per la prima volta nelle elezioni politiche del 2006. Elezioni che però non andarono come il leader del Centro Destra prevedeva giacché ci fu la vittoria della coalizione del Centro Sinistra con Romano Prodi, per circa 40 mila voti di differenza. In totale le elezioni basate su questo sistema elettorale sono soltanto due ed ossia quelle del 2006 e del 2008.” Una parolina infine sulla famigerata par condicio. Il senatore in pectore giornalista della RAI Pietro Melia, (candidatura di servizio ) si è scagliato contro questa legge, bollandola come ‘una legge infame’. Consente ai potenti od a chi esercita il potere, in nome e per conto dei potenti, di fare il bello ed il cattivo tempo. Vantaggi radiotelevisivi spesso decisivi. Stefania Craxi ha spiegato “perché” il popolo dovrebbe votare per i Riformisti Italiani. Un movimento, che propugna la legalità, le riforme, il rigore morale, il presidenzialismo, l’equo welfare ecc. Il parlamentare, ha risposto a tutte le domande. Anche a qualcheduna velenosa e sconveniente. Domenico Salvatore

Posta un commento

0 Commenti