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Reggio Calabria, caso di malasanità alla Casa di Cura Villa Aurora?

Riceviamo e pubblichiamo
 
PAZIENTE NEUROLESA INFORTUNATA DURANTE LA DEGENZA PRESSO LA CLINICA “VILLA AURORA” DI REGGIO CALABRIA

ILLUSTRI RAPPRESENTANTI DELLA STAMPA
Sono il Geometra ANTONIO MANTI, figlio della paziente in argomento.
Ritenendo che i cittadini, abbiano il diritto di conoscere gli avvenimenti accaduti all’interno di una struttura sanitaria, nell’esclusivo interesse dell’informazione e della verità, vi invio il presente comunicato stampa, pregandovi di volerne dare pubblicazione integrale.
In data 11/01/2013 mia madre78 enne, R.P. è stata ricoverata presso il reparto “lungodegenza”, della
clinica “Villa Aurora”, di Reggio Calabria, per essere curata farmacologicamente e ricevere il necessario trattamento fisiatrico indicato, per il recupero dell’utilizzo degli arti destri e della deambulazione, che risultavano compromessi, in seguito ad un ictus ischemico, avuto in data 22/12/2012, prontamente curato dal personale dell’Unità Operativa di Neurologia dell’Ospedale “Riuniti” di Reggio Calabria, da dove è stata dimessa, in data 10/01/2013.


Il trattamento sanitario indicato per le patologie del caso, prevedeva l’allettamento della paziente in
apposito letto munito di protezioni anticaduta, oltre alla somministrazione dei farmaci prescritti e,
l’assistenza della paziente nella deambulazione da parte del fisioterapista addetto, con l’ausilio di apposito girello di sicurezza anticaduta.
Durante la degenza presso detta clinica, precisamente, in data 24/01/2013, recatomi, come quotidianamente, in visita da mia madre, improvvisamente, la paziente presentava evidenti contusioni ed ematomi, all’arcata sopraciliare e alla tempia destre, oltre a lamentare fortissimi dolori all’arto inferiore destro, tali da impedirne i movimenti e la deambulazione.
Il nuovo stato acuto della paziente, che fino al giorno prima stava piuttosto bene, e deambulava con la
dovuta assistenza, mi ha fatto pensare alle conseguenze di una caduta.

Chiedendo spiegazioni al personale in servizio nel reparto di degenza, sull’accaduto e sui provvedimenti presi ed esami eseguiti, per accertare o escludere ulteriori lesioni, intervenute in seguito all’episodio del tutto anomalo, ho ottenuto esclusivamente, risposte imprecise ed evasive, tendenti a minimizzare l’accaduto e tali da rendere impossibile, accertare se e chi fosse presente insieme a mia madre, al momento dell’evento e chi in seguito l’avesse soccorsa.

Su mia insistenza, mi è stato riferito dal personale, che in via cautelativa, avrebbero effettuato un esame radiologico alla gamba destra, di mia madre, il giorno successivo.
Il 25/01/2013, quindi, ho chiesto nuovamente al personale in servizio, presso il reparto di degenza di mia madre, notizie sugli esiti degli accertamenti del caso e mi è stato riferito che dall’esame radiologico, effettuato alla gamba destra, non erano emerse lesioni o fratture.
Intanto, mia madre, pur con difficoltà ad esprimersi verbalmente, a causa del pregresso ictus ischemico, lamentava continuamente fortissimi dolori alla gamba destra, che non riusciva neanche a muovere, né ovviamente poteva deambulare.

Tale situazione, si è protratta nel tempo fino al 28/01/2013, quando, di fronte al preoccupante stato
sintomatico, estremamente sofferente, di mia madre e all’atteggiamento, tipicamente difensivo, da parte del personale in servizio, presso il reparto di sua degenza, come se l’unica preoccupazione, non fosse affatto la salute della paziente, ma, piuttosto, non dover rispondere del proprio operato, ho deciso di farla dimettere e, facendo intervenire un’ambulanza della Misericordia di Reggio Calabria, l’ho trasferita presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale “Riuniti” di Reggio Calabria, sito quasi di fronte alla clinica ove era ricoverata.

Giunta all’Ospedale “Riuniti”, in seguito a visita medica al Pronto Soccorso, esami radiologici e consulenza ortopedica, la paziente è risultata affetta da “Frattura sottocapitata del femore destro”, quindi, da curare mediante intervento chirurgico-protesico, in regime di ricovero.
La carenza di posti letto, presso il Reparto Ortopedia, dell’Ospedale “Riuniti” di Reggio Calabria, ha reso necessario il trasferimento in ambulanza della paziente, presso il vicino Istituto Ortopedico del
Mezzogiorno d’Italia, di Reggio Calabria, dove, una volta ricoverata, a causa del suo stato, particolarmente instabile, è stata sottoposta ad intervento chirurgico-protesico, in data 08/02/2013.

Ritenendo che quanto accaduto durante la degenza di mia madre, presso il reparto “Lungodegenza”, della clinica “Villa Aurora”, meriti la dovuta attenzione, da parte delle Autorità competenti, ho prontamente depositato la documentazione di rito, nelle sedi competenti.
BOVA MARINA (RC), Lì 09/02/2013
Geometra Antonio Manti

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1 Commenti

  1. I casi di malasanità presso Villa Aurora purtroppo sono numerosi, specie nel reparto di Ginecologia, oltre al danno molte volte anche la beffa. I dottori spesso e volentieri non usano un linguaggio consono nei confronti delle pazienti vedesi il dottor A.Q.

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