Nella serata di sabato 26 gennaio, intorno alle 22.00, due volontari della Misericordia di Melito, hanno soccorso ed accompagnato al pronto soccorso del Tiberio Evoli di Melito di Porto Salvo, un uomo di circa 50 anni che apparentemente sembrava aver perso la memoria.
MELITO PORTO SALVO (RC), CHI SARÁ MAI L’UOMO MISTERIOSO TROVATO SENZA MEMORIA SULLA “RIVIERA DELLA ZAGARA”?
Melito Porto Salvo (Reggio Calabria). Nella serata di sabato 26 gennaio, intorno alle 22.00, due volontari della Misericordia di Melito, hanno soccorso ed accompagnato al pronto soccorso del Tiberio Evoli di Melito di Porto Salvo, un uomo di circa 50 anni che apparentemente sembrava aver perso la memoria.
L’uomo giaceva, in pieno stato confusionale, sulla strada(via Giachindi) che da Melito porta a Pentedattilo.
Con sé non aveva nessun documento. Di aspetto dignitoso e pulito, il volto sembrava rasato da un paio di giorni al massimo.
Ricorda pochissimo del suo passato. Ricorda solo di essere stato aggredito da due uomini con il passamontagna, che gli hanno rubato l’anello, la collana, il cellulare, il portafoglio, il passaporto e la macchina. Di essere stato spinto all’indietro dai due. Infatti riporta dei lividi lungo tutta la schiena.
Si tratta, quasi sicuramente di un uomo che ha viaggiato molto. Dice di amare la Calabria, ed afferma di essere stato a Tropea e Scilla. Ma sulle sue origini, il buio totale.
Secondo i medici potrebbe aver subito un grave trauma.
“Giaceva a terra disorientato – raccontano i due giovani volontari – parlava italiano e qualche parola in inglese. Affermava di essere stato derubato e chiedeva di poter avere dell’acqua. Gli abbiamo dato da bere – spiegano - abbiamo cercato di tranquillizzarlo e lo abbiamo accompagnato al pronto soccorso di Melito”.
Sta cercando di aiutarlo don Domenico De Biasi, il parroco della Parrocchia di San Giuseppe (che gestisce una mensa per i poveri a Melito Porto Salvo), al quale l’uomo è stato affidato.
"I medici escludono possa trattarsi di un truffatore – chiarisce Don Domenico - dalle impronte digitali risulta essere incensurato. Parla italiano, apparentemente senza accenti particolari e ogni tanto pronuncia qualche parola in inglese.
Gli psicologi – continua il parroco - gli hanno chiesto di disegnare ciò che ricorda e lui ha disegnato le Alpi, ha mostrato anche di conoscere qualche località che fa pensare che l'uomo potrebbe provenire dal Trentino. Ha disegnato degli sciatori e dei pescatori subacquei. Certamente è un uomo che pratica sport. Inoltre, la sera si intristisce perché mostra di essere cosciente di non ricordare. Gli ho portato della musica, che apprezza molto: Mozart, ma anche musica leggera italiana. Ha infatti citato i nomi di cantautori italiani.
Parla a fatica, probabilmente per questo trauma che avrebbe subito. Alla parola "passaporto" è rimasto molto scosso e ha parlato di una sorta di aggressione con un coltello. Forse – conclude il parroco - lo hanno derubato minacciandolo con un coltello e portandogli via i documenti.
MARIA MANTI
MELITO PORTO SALVO (RC), CHI SARÁ MAI L’UOMO MISTERIOSO TROVATO SENZA MEMORIA SULLA “RIVIERA DELLA ZAGARA”?
Melito Porto Salvo (Reggio Calabria). Nella serata di sabato 26 gennaio, intorno alle 22.00, due volontari della Misericordia di Melito, hanno soccorso ed accompagnato al pronto soccorso del Tiberio Evoli di Melito di Porto Salvo, un uomo di circa 50 anni che apparentemente sembrava aver perso la memoria.
L’uomo giaceva, in pieno stato confusionale, sulla strada(via Giachindi) che da Melito porta a Pentedattilo.
Con sé non aveva nessun documento. Di aspetto dignitoso e pulito, il volto sembrava rasato da un paio di giorni al massimo.
Ricorda pochissimo del suo passato. Ricorda solo di essere stato aggredito da due uomini con il passamontagna, che gli hanno rubato l’anello, la collana, il cellulare, il portafoglio, il passaporto e la macchina. Di essere stato spinto all’indietro dai due. Infatti riporta dei lividi lungo tutta la schiena.
Si tratta, quasi sicuramente di un uomo che ha viaggiato molto. Dice di amare la Calabria, ed afferma di essere stato a Tropea e Scilla. Ma sulle sue origini, il buio totale.
Secondo i medici potrebbe aver subito un grave trauma.
“Giaceva a terra disorientato – raccontano i due giovani volontari – parlava italiano e qualche parola in inglese. Affermava di essere stato derubato e chiedeva di poter avere dell’acqua. Gli abbiamo dato da bere – spiegano - abbiamo cercato di tranquillizzarlo e lo abbiamo accompagnato al pronto soccorso di Melito”.
Sta cercando di aiutarlo don Domenico De Biasi, il parroco della Parrocchia di San Giuseppe (che gestisce una mensa per i poveri a Melito Porto Salvo), al quale l’uomo è stato affidato.
"I medici escludono possa trattarsi di un truffatore – chiarisce Don Domenico - dalle impronte digitali risulta essere incensurato. Parla italiano, apparentemente senza accenti particolari e ogni tanto pronuncia qualche parola in inglese.
Gli psicologi – continua il parroco - gli hanno chiesto di disegnare ciò che ricorda e lui ha disegnato le Alpi, ha mostrato anche di conoscere qualche località che fa pensare che l'uomo potrebbe provenire dal Trentino. Ha disegnato degli sciatori e dei pescatori subacquei. Certamente è un uomo che pratica sport. Inoltre, la sera si intristisce perché mostra di essere cosciente di non ricordare. Gli ho portato della musica, che apprezza molto: Mozart, ma anche musica leggera italiana. Ha infatti citato i nomi di cantautori italiani.
Parla a fatica, probabilmente per questo trauma che avrebbe subito. Alla parola "passaporto" è rimasto molto scosso e ha parlato di una sorta di aggressione con un coltello. Forse – conclude il parroco - lo hanno derubato minacciandolo con un coltello e portandogli via i documenti.
MARIA MANTI

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