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A soggira ca nora, triulu e malanova

‘A soggira ca nora, triulu e malanova!’-‘Taglia gola a nuora per il tradimento del figlio’
SE VOLETE LA PACE IN FAMIGLIA…METTETE UNA SUOCERA IN CASA
Domenico Salvatore


Partiamo da un ‘lancio’ dell’Ansa…”Ha tagliato la gola alla nuora perche' avrebbe tradito suo figlio, che si trova in carcere. Una donna e' stata arrestata a Roma dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio dopo aver colpito con la lama di un taglierino a una giovane di 27 anni, che si trova ora ricoverata in ospedale in gravi condizioni. L'episodio e' accaduto ieri sera intorno alle 20:40 nella Capitale, in via Naide, in zona La Rustica. La giovane e' stata operata d'urgenza al Policlinico Casilino ed e' ora in prognosi riservata. La suocera della 27enne si e' costituita ammettendo di aver colpito la ragazza con la lama di un taglierino per un presunto tradimento di quest'ultima nei confronti del figlio, che attualmente si trova in carcere.

La donna e' stata arrestata dagli agenti della Squadra mobile. In un primo momento, in merito alle cause dell'episodio, era stato ipotizzato un tentato omicidio: all'interno dell'appartamento della 27nne erano stati trovati dei messaggi su Facebook che manifestavano volonta' suicide. La vittima, italiana, era stata poi trasportata dal 118 in ospedale per un intervento chirurgico urgente”.

Ed ora, una “Filastrocca dialettale del carnevale scillese, fonte www.scillaweb.com.A sòggira ca nora. La nuora: - I cchiù difficili tri cosi sunnu/chi supra ri sta terra non si sannu,/se si sapiva lu mari quant'è  fundu/e dintra 'o cori l'omini chi hannu/la donna non cariva 'nta l'ingannu/appena maritata mi s'annigghia/comu m'annigghiaia eu, povira figghia!/La soggira chi dormi s'arrussigghia./Bucca ri forbici chi sempri tagghia,/apri la bucca e gghetta 'na strigghia,/all'usu ri lu sceccu quandu ragghia./Suocera: - Ti lussi stata cu la to famigghia/e mi lassavi a me figghiu schettu/chi non avi nè paci nè rigettu./Nuora: - non fustu vui, bucca di friscalettu,/chi m'angannastu cu stu mussu sciuttu?/Mi ricistu chi vostru figghiu m'ama e m'arrispetta/e pi lavurari fa na cosa ri tuttu./Ora lu viru ch'è nu catalettu, ./faci na jurnateddha e si senti tuttu rruttu./E ora senza agghiu e senza ali,/m'a ttucca u stu bellu carnaluvari./Suocera: - Hai raggiuni mi menti riletti,me figghiu curpa - chi mm'è binirittu/cu 'nci lu riciva mi sa sta schettu/a costu di mangiari pani sciuttu.Armenu si jazava di lu lettu:/romini patri e senza pinzeri,/non haiu figghi e mancu muggheri./Chi mi purtasti ddhi inzola strazzati e vecchi?/Nuora: - Eu purtaia inzola novi e ricamati/chi vui anfina chi campati/non di viristu e non di viriti./E vostru figghiu chi mi purtau?/I raneri? I rivani? I sufà?/Mi purtau tri seggi e quattru tavuli di lettu/chi tremu mi mi curcu e mi m'assettu./” .

Un argomento di scottante attualità; nonostante, sia un tema-problema, che affonda nella notte dei tempi. Protagoniste…le nuore, avvelenate contro le suocere impiccione; oppure, mariti mammoni e bamboccioni, cognate invadenti ecc.; un profondo astio verso la suocera, non sempre supportato da validi argomenti. Una suocera invadente, opprimente, gelosa… E parte la guerra infinita. Un romanzo casereccio dove, non si finisce mai di litigare col marito o convivente; che, ovviamente, sta dalla parte della mamma. Dei rapporti tra marito e moglie, poi diventati genitori ed infine nonni; e di converso suoceri e suocere; e dei rapporti fra genitori e figli, tra suoceri ( e suocere) e generi e nuore; se non fra nonni e nipoti, (gli uni e gli altri spesso dimenticano che stanno imparando il mestiere) di solito se ne occupa la psicologia clinica e la psicologia di coppia. Sebbene spesso, anche la cronaca, il giornalismo, la letteratura. Ma, c’è materia anche, per altre figure di studiosi…antropologi, sociologi, pedagogisti, psico-terapeuti, personal trainer e così via. Si ipotizzano le strategie di sopravvivenza; un rapporto da costruire; come andare d'accordo: cosa fare e cosa non fare ecc. Tantissime le considerazioni che si possono fare e la casistica aiuta a sciorinarle. C’entra anche la statistica ovviamente. Alcuni dati Istat, dicono che il 55% delle donne che lavorano affidi i figli ai propri genitori o ai… suoceri. Non per scelta, ma per esigenza.  Un'opportunità  se ci sia la condivisione del ruolo educativo; pur mettendo dei "paletti" alle inevitabili divergenze di comportamento. Ognuno ha un proprio, preciso modello educativo,  quindi sono frequenti, se non scontati, gli scontri tra mamma e papà.

Quando però ci sia di mezzo la suocera, scoppia il finimondo. Nonostante la suocera, sia anche la nonna del bambino. Tutto, dipende dal rapporto instaurato tra suocero e genero; tra suocera e nuora; se non tra nonni e nonni. Tuttavia per blindare il rapporto fra suocera e nipote spesso e malvolentieri si dovrà soprassedere ai vecchi dissapori. Benchè sia scontato pure, che accettare la presenza dei nonni, della suocera, se non dei propri genitori, voglia significare l’accettazione che questi, diventino a tutti gli effetti figure educative ed affettive molto significative per i bambini. Il deterrente? Parlare, spiegarsi e motivare, reciprocamente, il perché di un comportamento o di una scelta. Sul banco degl’imputati, l’indulgenza verso i vizi consentiti ai nipoti, capricci, difetti…Tuttavia, la vera benzina sul fuoco, sono i commenti che fanno gli adulti rispetto i diversi approcci educativi. La ‘botta e risposta’ al momento sbagliato, nel luogo sbagliato, nel tempo sbagliato. Un fatto sbagliato, perché possono creare confusione nel bambino, che teme di tradire, ora i nonni, ora i genitori, mostrandosi disponibile alla relazione con gli uni o con gli altri. Inoltre, la conflittualità interna, che vive il bambino è alla base dei "capricci", che poi vanno ad alimentare il rapporto con i genitori e con i nonni una volta solo con loro. Tra genitori e figli c’è la conflittualità legata ai tempi, modelli di sviluppo, rapporto di lavoro,  modello di società ecc…. il figlio è tuo e lo devi educare come vuoi tu; se i nonni si offendono, non sono problemi tuoi; basta che parli in modo educato e non aggressivo. La nonna, mette sempre becco in ogni cosa.

La suocera, capisce che la  nuora non sia un’idiota; che i figli li sappia allevare. Se vuole avere il bimbo un po' per sè, niente di male, è sua nonna, ma  non  metta il becco sul modo di crescere ed educare il  bambino, che spetta alla mamma naturale. Altro discorso, sono i consigli della suocera: sono buoni ma è difficile metterli in pratica. Non resiste alla critica.  Come veste i figli, come li pulisce, come cucina, cosa fa nel tempo libero. A parte, che a volte anche il marito, (suo figlio), dopo un paio di giorni non la sopporti più. Ma la suocera, pensa di avere sempre ragione lei su tutto; e la mentalità completamente diversa?  E se la nuora è impulsiva? Ma la suocera, può avere diverse nuore. Con una, abituata diversamente;  la nuora le permette di crescere il figlio e continua a farlo  anche dopo l’adolescenza. Se poi, la suocera  comandi a bacchetta  il figlio-marito…. E va in giro per casa a curiosare...

Si arriva a mettere in discussione il rapporto col proprio partner…se mi ama, mi difende e protegge, mi porta rispetto e crede a me.  Amare i figli, significa, accettare le loro scelte, giuste o sbagliate che siano. Domina sempre la competizione fra suocera e nuora, piovono sempre mille consigli non richiesti.  Sino a mettere a repentaglio il matrimonio del figlio, senza mai rispettare le idee della nuora . Va da sé che le suocere non siano tutte impertinenti, ficcanaso, menefreghiste, criticone… i genitori hanno bisogno anche dei loro spazi. Ricorda tutto la nuora-mamma. L’unica cosa che dimentichi  è, che un giorno, anch’essa, diventerà…suocera. Non pensiamo di essere esaurienti ed esaustive. Non lo sono, nemmeno gli studiosi. Ma un contributo per una soluzione del problema, efficiente ed efficace, se non funzionale, possiamo darlo. Un discorso a parte è il delitto, dentro lo spaccato di un appartamento. La cronaca, asettica ed impersonale, ricorda, che la maggior parte dei delitti e delle lesioni gravi, subìte dalle vittime avvengano all’interno della casa, dell’appartamento. Ma non si può più tirare in ballo il famigerato art. 587, abrogato con la  legge 442/5 agosto 1981
Art. 587 Codice Penale. Omicidio e lesione personale a causa di onore.
587. Omicidio e lesione personale a causa di onore.
[Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella [c.p. 540], nell'atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d'ira determinato dall'offesa recata all'onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni [c.p. 29, 32].
Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona, che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.
Se il colpevole cagiona, nelle stesse circostanze, alle dette persone, una lesione personale, le pene stabilite negli articoli 582 e 583 sono ridotte a un terzo [c.p. 63]; se dalla lesione personale deriva la morte, la pena è della reclusione da due a cinque anni.
Non è punibile chi, nelle stesse circostanze, commette contro le dette persone il fatto preveduto dall'articolo 581] (1).-----------------------(1) Articolo abrogato dall'art. 1, L. 5 agosto 1981, n. 442, che abroga la rilevanza penale della causa d'onore.
Domenico Salvatore

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