Reggio
Calabria, 19.12.2012 - Il presidente della Commissione speciale di Vigilanza, Aurelio Chizzoniti, ha inviato la
seguente nota al Presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti ed al Presidente
del Consiglio regionale, Francesco Talarico, che si trasmette nella sua stesura
integrale:
“Pur condividendo
l’ineludibile esigenza di attuare il piano di rientro dai disavanzi nel settore
sanitario della Regione Calabria, non posso sottrarmi al dovere
politico-istituzionale di segnalare alle SS.LL. in indirizzo il grave disagio che coinvolge il
settore afferente i laboratori di analisi e le strutture di specialistica
ambulatoriale. Letteralmente travolti dai diktat di prussiana memoria nel cui
contesto si minimizza il problema connesso alla salvaguardia dei livelli
occupazionali già insignificanti in tutta la regione Calabria”.
“Le controversie non si
risolvono inaudita altera parte ma stimolando confronti, incontri e discussioni
propositivi pur nel rispetto delle fisiologiche ancorché divergenti posizioni”.
“A me sembra che il
dispaccio con il quale gli operatori del settore vengono obbligati ad accettare
comunque il programma operativo di riorganizzazione del servizio sanitario regionale,
imponendo ai diretti interessati la fideistica ed acritica condivisione dei
budget unilateralmente quantificati, preannunciando, in difetto, la revoca
dell’accredito presso la Regione Calabria, sia un modus operandi singolare,
autoritario, a sfondo coloniale e para-estorsivo. Decisamente disancorato da
qualsivoglia metodo democratico che in ogni paese civile si antepone alla
soluzione di qualsiasi ed anche più grave problema”.
“Nel caso ‘de quo agitur’
nella pluri-commissariata Regione Calabria c’è qualcuno che pretende
addirittura che “il tacchino festeggi il Natale”! A mio sommesso e deferente
avviso l’aver minacciato la revoca degli accrediti ove il diktat non venisse
formalmente accettato e sottoscritto, oltre a lambire il modello tecnico di cui
agli artt. 56 - 629 cp, evidenzia imponenti riflessi collaterali anche sul
versante politico”.
“Gli stessi non possono
essere ulteriormente ignorati dai vertici della Regione Calabria, alla cui
sensibilità affido l’esame e la opportuna valutazione della gravissima
condizione di assoggettamento disegnata a mano libera e con divertito cinismo
nei confronti degli operatori del settore. Che, certamente, ben faranno a
devolvere al sereno vaglio dell’A.G. competente, ivi compresa quella penale,
anche gli inquietanti e rilevanti profili intimidatori che emergono da questa
stranissima vicenda che poteva succedere soltanto in Calabria”.
“Da sempre terra di
conquiste da parte di chi probabilmente ritiene di poter vestire, ancora oggi,
i panni strettissimi del colonizzatore, dimenticando che il saccheggio di
pubbliche risorse non si combatte incidendo soltanto nella quantificazione dei
budget ma attivando, altresì, seri, opportuni, tempestivi ed efficaci
controlli. Anche per capire perché nella Regione Calabria nei mesi di luglio e
di agosto spesso si prescrivono impunemente tonnellate di antibiotici! Ma
questa è un’altra storia, direbbe Lucarelli. Una storia che vedrà protagonista
la Commissione Speciale di Vigilanza e di Controllo che ho l’onore di
presiedere”.

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