il porto senza
gioia: in uscita il libro di aldo libri
Sarà disponibile da domani
all’associazione SNaP di Reggio
Calabria, nei prossimi giorni in tutte le librerie calabresi, la
seconda uscita
della collana TRACCE di sabbiarossa ED, il porto
senza Gioia, di Aldo
Libri. Il libro sarà presentato venerdì 21 dicembre alle
17:30, in
anteprima, proprio dall’associazione SNaP, di cui l’autore è
Presidente, in via
Reggio Campi 121.
Come si legge nel blog http://ilportosenzagioia. wordpress.com,
il
porto senza Gioia è «un viaggio
in un’area dalle alte potenzialità e dalle altissime
contraddizioni. Il diario
di un sindacalista impegnato nella Piana di Gioia Tauro,
territorio in cui le
speranze di sviluppo legate a uno dei porti più importanti del
mondo
s’infrangono contro quel muro, a volte invalicabile, fatto di
promesse mancate,
‘ndrangheta, malapolitica, clientele, ottusità e spreco delle
risorse
pubbliche. Dalla primavera dei sindaci antimafia all’arrivo
dei grandi
operatori mondiali del transhipment, il porto senza Gioia
ripercorre anni
formidabili e terribili, in cui figure straordinarie e
personaggi meschini si
sono confrontati su un campo dove le regole, spesso, sono
state truccate per
interesse o per miopia di chi avrebbe dovuto farle rispettare.
Un racconto
senza sconti, con nomi e cognomi, fatti e ricordi. Ma anche il
racconto di una
straordinaria ricchezza civile che, forse più ancora del
porto, potrà offrire
un futuro diverso a questa sfortunata fetta di Calabria».
È appassionato, Aldo Libri, quando
parla del “suo” porto, il
porto di Gioia Tauro. Appassionato e incapace di fare sconti: “Da qualche tempo sono
ritornato a parlare
di Gioia Tauro. Non lo avevo fatto per lungo tempo per una
prassi che ho sempre
adottato. Gli ex si devono astrarre dalle discussioni sulle
loro precedenti
esperienze. Almeno per un po’. [...] Vi avverto tutti: non
scherzate con il
porto. Ve l’ho detto: quel porto è mio e non potete
condannarlo a morte. E non
potete condannare la Calabria alla cancellazione di qualsiasi
speranza verso il
futuro. Senza il porto, o con un porto fortemente
ridimensionato, cosa
diventerebbe quell’area? La risposta è semplice, perché è già
data dai fatti”.
Arriva nelle ultime pagine del
libro, la sua dichiarazione di
amore e di guerra per quello che sarebbe potuto essere il più
grande hub del
Mediterraneo. Arriva dopo i nomi, i cognomi, i fatti e i
misfatti che incalzano
veloci il racconto di quel che è stato fatto e non fatto. Di ciò
che si poteva
e si doveva fare. Attraverso la storia del porto, il libro
racconta la storia
di una sconfitta. Quella della Calabria.
Il
porto senza Gioia, che fin dal titolo
sottolinea la resa di
un’intera classe dirigenziale nei confronti delle potenzialità
dell’hub del
Mediterraneo, è destinato a far discutere a lungo. Fin
dall’incipit: “Io sono
quello che guardava il traffico del
porto dalla collinetta dell’area industriale commuovendosi
come un coglione. Le
navi container in passaggio dallo Stretto erano mie, il
risultato del mio lavoro,
della mia pazienza, della mia ulcera. Cose private, insomma.
Io sono quello che
vede ammosciarsi il sogno e s’incazza come una bestia”.
Un nuovo titolo che occupa lo spazio
creato da sabbiarossa ED,
spazio indipendente per lottare contro ogni forma di
indifferenza, per
raccontare e continuare a porsi domande.
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