Reggio Calabria 9 novembre 2012 - Di seguito la nota diffusa dall'ex
assessore comunale, Luigi Tuccio - Tra una battuta di pesca ed una di
caccia, in simpatica compagnia dei propri amici,
Massimo Canale, dedicandosi alla politica, specificamente ai temi
inerenti l’abusato ricorso all’aberrante principio delle facili
incolpazioni per …proprietà transitiva, evidentemente è stato poco
accorto al relativo dibattito politico cittadino, durante l’ultimo anno!
A
tale proposito rammento che, esattamente in data 24.11.2011,
trasmettevo ai media un comunicato dal titolo “Allarmi ed allarmismi cui
prodest”, in cui evidenziavo come l’Amministrazione comunale, nei pochi
mesi di attività, avesse “con estrema lealtà proposto alla opposizione
un progetto di civile collaborazione ed evidenziava come più volte il
Sindaco Arena aveva dovuto manifestare delusione per non aver registrato
reciprocità in proposte invece già condivise dalla comunità
cittadina”.
La non condivisione verso tale spontaneo appello si
risolveva – ed era prevedibile – nel sacrificio di un’unica vittima: la
città, tutta!
Concludevo, in maniera decisa e convinta, invitando al dialogo ed alla civile collaborazione.
Ma erano i tempi in cui Canale preferiva le smodate arringhe in Consiglio comunale assai diverse rispetto alla ostentata pacatezza dei giorni nostri, in cui “parla” di non avvelenare più i pozzi …..
E’ evidente che – nel periodo in cui si era approcciato al suo nuovo sport preferito, la caccia ai Galantuomini! – aveva dimenticato la storia cittadina e soprattutto il valore ed il significato di ciò che era avvenuto in città!
Concludevo, in maniera decisa e convinta, invitando al dialogo ed alla civile collaborazione.
Ma erano i tempi in cui Canale preferiva le smodate arringhe in Consiglio comunale assai diverse rispetto alla ostentata pacatezza dei giorni nostri, in cui “parla” di non avvelenare più i pozzi …..
E’ evidente che – nel periodo in cui si era approcciato al suo nuovo sport preferito, la caccia ai Galantuomini! – aveva dimenticato la storia cittadina e soprattutto il valore ed il significato di ciò che era avvenuto in città!
Canale, preoccupato della mia personale posizione
in Giunta comunale, dopo avere evidenziato che qualcuno mi aveva
costretto alle dimissioni, non aveva evidentemente compreso il
significato delle stesse da me decise, dopo una sofferta, intima
riflessione, avendo privilegiato alla fine la scelta in favore di un
obbiettivo poi perseguito in quanto ritenuto fondamentale: la necessità
di aprire un dibattito culturale nella comunità reggina (al quale Egli
non ha partecipato), ritenendo come esso andava affrontato in tale sede
ancor prima che in quella politica, sul presupposto ormai consolidato
secondo cui il cancro mafioso, oltre a diffondersi nel substrato
economico, aggredisce in maniera impercettibile, pervasivamente, anche
quello sociale, potendo raggiungere anche incolpevoli cittadini.
Già, proprio come è successo non soltanto a Luigi Tuccio, ma a anche a centinaia di famiglie perbene reggine, politici compresi, che preferiscono mascherare, malcelare o comunque non affrontare il dibattito.
Anzi, a ben guardare, proprio come sta succedendo anche a Massimo Canale!
Ed allora, pacatamente ragionando, proprio come Canale - la cui onorabilità non è messa in discussione dal sottoscritto - applicando (invero con difficoltà) il suo metodo ed i suoi parametri di ragionamento, spiego perché egli stesso non si debba mai più candidare ed abbandonare ogni aspirazione politica, dedicarsi ai propri interessi immobiliari e soprattutto spiegare alla città le ragioni dei propri contatti societari con altre società oggetto di provvedimento di confisca.
Eh si! Oggi apprendiamo un dato incontestabile in quanto reale: una società di capitali – avente ad oggetto, tra gli altri, costruzioni industriali, civili e rurali – di cui Canale è contitolare con un proprio familiare, è socia, unitamente ad altre tre società di capitali tutte aventi ad oggetto attività immobiliari, di una quinta società (si proprio come le scatole cinesi!).
Già, proprio come è successo non soltanto a Luigi Tuccio, ma a anche a centinaia di famiglie perbene reggine, politici compresi, che preferiscono mascherare, malcelare o comunque non affrontare il dibattito.
Anzi, a ben guardare, proprio come sta succedendo anche a Massimo Canale!
Ed allora, pacatamente ragionando, proprio come Canale - la cui onorabilità non è messa in discussione dal sottoscritto - applicando (invero con difficoltà) il suo metodo ed i suoi parametri di ragionamento, spiego perché egli stesso non si debba mai più candidare ed abbandonare ogni aspirazione politica, dedicarsi ai propri interessi immobiliari e soprattutto spiegare alla città le ragioni dei propri contatti societari con altre società oggetto di provvedimento di confisca.
Eh si! Oggi apprendiamo un dato incontestabile in quanto reale: una società di capitali – avente ad oggetto, tra gli altri, costruzioni industriali, civili e rurali – di cui Canale è contitolare con un proprio familiare, è socia, unitamente ad altre tre società di capitali tutte aventi ad oggetto attività immobiliari, di una quinta società (si proprio come le scatole cinesi!).
L’argomento, fino a
qui, è più che utile ad evidenziare ciò che ebbi a dire durante la
conferenza stampa relative alle mie dimissioni e cioè che Canale – gia
assessore provinciale - ha precisi interessi nell’evolversi delle
dinamiche amministrative del settore “Urbanistica”. Da qui la sua
privilegiata attenzione in maniera puntuale sulle posizioni degli
assessori all’Urbanistica!
Nella specie si è trattato di due personalità aduse, direi quasi fisiologicamente, all’applicazione dei principi di trasparenza e legalità: il Magistrato Adornato e l’Avvocato Tuccio!
Ma non basta. Ritengo interessi alla città conoscere il pensiero di Canale in ordine agli inevitabili rapporti interpersonali tenuti con i soci di talune società collegate ed oggetto di provvedimenti emessi originariamente dal Tribunale di Reggio Calabria, Misure di Prevenzione, evidentemente per problematiche sociali connesse con le posizioni di alcuni soci.
Nella specie si è trattato di due personalità aduse, direi quasi fisiologicamente, all’applicazione dei principi di trasparenza e legalità: il Magistrato Adornato e l’Avvocato Tuccio!
Ma non basta. Ritengo interessi alla città conoscere il pensiero di Canale in ordine agli inevitabili rapporti interpersonali tenuti con i soci di talune società collegate ed oggetto di provvedimenti emessi originariamente dal Tribunale di Reggio Calabria, Misure di Prevenzione, evidentemente per problematiche sociali connesse con le posizioni di alcuni soci.
Orbene, pacatamente: se Tuccio si è
dimesso per un reato d’amore, Massimo Canale a seguire il suo stesso
originario ragionamento (non condiviso), dovrebbe abbandonare la
politica per quanto possa emergere dalla intricata e coinvolgente
vicenda sopra descritta.
Emerge, comunque, l’esigenza di riprendere le fila di un dibattito civile sulla devastante cultura del sospetto – su cui ho particolarmente insistito in sede di conferenza stampa contestuale alle mie dimissioni da Assessore all’Urbanistica - unilateralmente alimentata dalla parte politica di Canale, affrontando, davvero pacatamente, il tema collaterale delle incolpazioni arbitrariamente elargite agli avversari politici, in applicazione dell’aberrante principio della proprietà transitiva attraverso meri automatismi che confliggono con ogni principio logico ancor prima che giuridico.
Emerge, comunque, l’esigenza di riprendere le fila di un dibattito civile sulla devastante cultura del sospetto – su cui ho particolarmente insistito in sede di conferenza stampa contestuale alle mie dimissioni da Assessore all’Urbanistica - unilateralmente alimentata dalla parte politica di Canale, affrontando, davvero pacatamente, il tema collaterale delle incolpazioni arbitrariamente elargite agli avversari politici, in applicazione dell’aberrante principio della proprietà transitiva attraverso meri automatismi che confliggono con ogni principio logico ancor prima che giuridico.
Già Assessore all’Urbanistica

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