Polistena (Reggio Calabria) – Il protocollo bilaterale d’intesa firmato tra l’Itis “Conte Milano” di Polistena, guidato dal preside Franco Mileto, e la fondazione egiziana “Kahir” e ratificato dai Ministeri italiani dell’Istruzione e degli Affari Regionali ha portato in dote proprio a Polistena 40 giovani studenti dalle sponde del Nilo appositamente selezionati per compiere un intero ciclo di studi nella città della Piana. Sono i trentacinque ragazzi e le cinque ragazze più due docenti tutor madrelingua del progetto “Nilus Almus” (Padre Nilo, nda) che da oggi e per cinque anni e forse più risiederanno stabilmente in città in un percorso di innesto socio-culturale-scolastico davvero unico per il panorama dell’offerta formativa calabrese e che presto potrebbe avere sviluppi più ampi ed interessanti. Gli studenti e le loro guide dopo un’attenta cernita degli istituti tecnologici italiani hanno optato per il “Conte Milano” ritenendolo tra i migliori sulla piazza ed istituzione di rango alla quale hanno deciso di affidare la propria crescita umana e culturale.
«Siamo orgogliosi di presentare questo progetto alla città ma anche alla regione ed all’intera nazione – ha dichiarato ad MNews il preside Franco Mileto – che permetterà concretamente un itinerario di integrazione e scambio interculturale con una realtà mediterraneocentrica certamente diversa dalla nostra ma altrettanto ricca e dalla quale abbiamo anche noi tanto da apprendere».
Un lavoro lungo e spesso non agevole quello che ha prodotto il risultato dell’avvio del progetto ma coltivato con grande determinazione dal dirigente Mileto che ha attivato una rete sociale che comprende non solo il mondo della scuola e l’amministrazione comunale ma anche le realtà associative più importanti della città, coinvolgendole in una gara di accoglienza mai vista prima.
«Abbiamo fatto squadra sia nell’ambito scolastico – riprende il dirigente – sia al di fuori le mura dell’istituto, stringendo accordi e partenariati diffusi per cercare di creare le migliori condizioni ambientali possibili affinché il progetto potesse avere successo. Questi studenti vengono da noi entusiasti, in una sorta di penetrazione pacifica che ci accredita come polo di civiltà e cultura».
Un impegno gravoso ma allettante attende, quindi, questi giovani studenti - che saranno ad intero ed esclusivo carico della fondazione egiziana promotrice l’iniziativa che provvederà, per tutta la durata del ciclo di studi, al loro mantenimento dispensando finanche una mini provvisionale mensile per le prime spese personali – che per il primo anno alloggeranno presso un albergo cittadino per poi passare, presumibilmente, ad altre tipologie di sistemazioni più in linea con il loro status di studenti.
«Il loro impegno sarà proporzionale alla loro permanenza – continua Mileto – perché la prerogativa della loro partecipazione al progetto sarà il profitto: chi non dovesse superare le annualità scolastiche perderà il diritto alla permanenza e dovrà di conseguenza tornare a casa. Ma io so che sono giovani quindicenni altamente motivati essendo lo stati selezionati con alti standard di produttività tanto che alcuni di loro sono considerati in patria dei piccoli geni». Un interscambio di cui certamente beneficeranno anche gli studenti italiani dell’Itis “Milano” poiché la convivenza studentesca sarà stabilita sulla base di un bilinguismo diffuso fondato sulla pratica dell’idioma anglo-italiano. Gli studenti ospiti saranno innestati in quattro prime classi, in pattuglie da dieci unità, in maniera tale da favorire l’integrazione e la conoscenza con i colleghi italiani e saranno, a tutti gli effetti, a loro equiparati.
«Gli studenti egiziani sono qui – ha concluso il preside – con la missione di imparare. Le loro prerogative didattiche sono concentrate verso la meccatronica e la domotica ed al termine del ciclo di studi rientreranno in patria dove presumibilmente continueranno il loro currucula scolastico con studi universitari. A noi hanno chiesto di fornire basi culturali robuste per lo studio di innovazione e tecnologia necessari per lo step accademico successivo. Questa iniziativa ci darà possibilità di metterci alla prova come docenti e come dispensatori di cultura, ma sarà anche la conferma di quanto la Calabria, ancora una volta, sia quella salda cerniera che fonde le civiltà tra oriente ed occidente».
Giuseppe Campisi

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