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La scomparsa del tecnico del Comune di Bruzzano (RC), Francesco Sculli, papà del calciatore Giuseppe e la solidarietà negata, Calcio Italiano, vergognatiiiiiiiii!!!!!!!!!

Funzionario del Comune di Bruzzano, capo dell’ufficio tecnico del Comune, imparentato con il boss di Africo Nuovo, Giuseppe Morabito, detto “U Tiradrittu”. Aveva fatto grandi sacrifici per la sua famiglia e sino all’operazione della DDA “Metropolis” del 5 marzo 2013, sino a prova contraria, era descritto come una persona per bene, stimata e benvoluta. Dentro e fuori Bruzzano
BRUZZANO (RC) LUTTO IN CASA DEL CALCIATORE GIUSEPPE SCULLI, PER LA PREMATURA SCOMPARSA DEL PADRE FRANCESCO, MA LA LEGA TACE ED ANCHE LE SQUADRE, DOVE IL VALOROSO CALCIATORE DI BRUZZANO-AFRICO, HA MILITATO E MILITA TUTT’ORA
Domenico Salvatore


Il geometra Francesco Sculli, capo dell’Ufficio tecnico di Bruzzano (RC), si è spento in Lombardia. In una corsia dell’ospedale ‘San Gerardo’ di Monza. Lontano dalla ‘sua’ Calabria. Dal suo paese. Dal suo sangue, dai suoi affetti. Era partito dalla gavetta. Esce di scena un personaggio importante della sterminata Locride, per diversi aspetti, coinvolto suo malgrado in vicende giudiziarie. In sintesi, quattro o cinque, i momenti salienti della sua vita. Quando conquista il diploma e diventa capo dell’Ufficio tecnico comunale del suo paese. Quando sposa la figlia di Giuseppe Morabito. Quando suo figlio Giuseppe, approda alla Juventus, l’inizio di una luminosa carriera. Quando viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta della DDA reggina “Metropolis”. Quando viene ricoverato in ospedale a Monza; la fine della sua esistenza terrena. Travolto da un insolito destino nell’azzurro mare di settembre, ma Lina Wertmüller, Giancarlo Giannini e Mariangela Melato non c’azzeccano. Se n’è andato roso dalla rabbia, dall’ira, dalla collera, dall’angoscia per la bufera che lo aveva sconvolto. Lui si è sempre protestato innocente rispetto alle accuse. Nel suo paese, era considerato una persona per bene, stimata e benvoluta. Prima che venisse invischiato nell’operazione Metropolis. Ed anche dopo. Ma il Tribunale della Libertà, lo aveva scarcerato. 
De mortuis nihil, nisi bonum. Ed anche oltre. Stamani, sui muri di Melito Porto Salvo negli spazi riservati all’affissione di manifesti funebri, campeggiava anche uno ‘forestiero’. Annunciava la morte di Francesco Sculli, appunto, padre del calciatore Giuseppe, in forza alla Lazio. I manifesti di cittadini esterni, sono di gran lunga superiori a quelli dei defunti locali. Cosa, normale ed usuale a Melito, piccola capitale del Basso Jonio. Abbiamo visitato tutti i siti internet possibili per “vedere” la pietà popolare dove arrivasse. Zero e porto zero. Nemmeno l’ombra di un commento. E questa è un’altra notizia, dentro la notizia. Stavolta, la macchina del fango, non ha potuto gettare una palata addosso ai Calabresi. Meglio ignorare la notizia. Nessun’associazione, presidente od allenatore e perfino collega calciatore, sino al momento in cui andiamo in stampa, ha espresso un briciolo di solidarietà a Giuseppe Sculli. Eppure, il goleador, ha indossato diverse casacche di squadre di serie A . C’è la notizia; e, va data, questo è anche dovere di cronaca. Nella vicenda Giuseppe Sculli, due punti sono importanti. Il 5 marzo 2013 il Secolo XIX° scriveva…”Reggio Calabria - Gli uomini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, hanno arrestato questa mattina 20 persone legate alle cosche di ‘ndrangheta Morabito e Aquino operanti nella fascia jonica reggina e concluso un maxi sequestro di beni mobili, immobili, società commerciali e villaggi turistici per un valore di circa 450 milioni di euro.Fra le persone arrestate ci sono il boss Rocco Morabito, figlio di Giuseppe “U’ tiradrittu”, Rocco Aquino, e anche Francesco Sculli, padre del calciatore Giuseppe, cresciuto nelle giovanili della Juventus e attualmente in forza al Pescara, dopo avere giocato per Lazio, Genoa e Chievo: funzionario del Comune di Bruzzano Zeffirio, è il genero di Giuseppe “U’ tiradrittu”.

Coinvolti, inoltre, imprenditori della provincia di Reggio Calabria, ma anche campani e spagnoli e una persona legata all’Ira, l’esercito indipendentista dell’Irlanda del Nord: gli vengono contestati i reati di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e reimpiego di capitali. Il militante dell’Ira non è stato arrestato perché si trova all’estero in un paese in cui non è eseguibile il provvedimento a suo carico, ma sarebbe venuto più volte in Calabria per avere contatti diretti con gli affiliati alle cosche insieme con i quali avrebbe gestito il riciclaggio di denaro sporco. L’uomo sarebbe stato in carcere 15 anni in Irlanda per scontare una condanna per un attentato compiuto una ventina d’anni fa contro una caserma dell’esercito irlandese. 

Il 12 marzo 2013,  la Riviera scriveva… “Il tribunale della Libertà scarcera il padre del calciatore Sculli.”È stata revocata l’ordinanza di custodia cautelare per Francesco Sculli, l’ex tecnico del comune di Bruzzano che era finito in carcere nei giorni scorsi nell’ambito dell’operazione “Metropolis”.  Francesco Sculli, è il padre del calciatore del Pescara, Giuseppe Sculli.  Francesco Sculli è il padre del calciatore del Pescara, Giuseppe Sculli, nipote del boss di Africo Nuovo, Giuseppe Morabito detto “tiradritto”. Francesco Sculli, secondo gli inquirenti avrebbe agevolato con illeciti amministrativi le cosche ed i soci delle società interessate alla costruzione di villaggi turistici nella Locride. Non dello stesso avviso è sembrato il Tdl che ha disposto la scarcerazione. Il fuoriclasse della Juventus, Genova, Lazio, Pescara ecc. per ora tace, composito  e dignitoso nel suo dolore immenso.  
Non ha mai rinnegato suo nonno, figura apicale nelle cosche della Locride “Vergognarmi? Io vado a testa alta, per me mio nonno non ha fatto nulla di male”.  In una vecchia intervista al Corriere della Sera, a proposito del nonno boss della ‘ndragheta, prima latitante e poi arrestato, un giovane Sculli dichiarava: “Sono il suo nipote prediletto e non lo rinnegherò mai. Le accuse sono cattiverie di gente invidiosa del suo carisma. In Calabria, spesso ti buttano la croce addosso. Lo accusano di essere un mafioso, ma non ci crederò mai. Sono solo chiacchiere”. Dice Wikipedia:”Giuseppe Sculli (Locri, 23 marzo 1981) è un calciatore italiano, centrocampista o attaccante della Lazio. Biografia. In carriera ha spesso vestito la maglia n° 14, in onore del suo idolo Johan Cruijff. È nipote del boss della 'ndrangheta Giuseppe Morabito, arrestato nel 2004 dopo dodici anni di latitanza. Nel marzo del 2013 a Locri, viene arrestato per associazione a delinquere e riciclaggio anche il padre di Sculli, Francesco (funzionario del Comune di Bruzzano Zeffirio) oltre allo zio Rocco Morabito. 

Nel maggio 2012 nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse il gip Guido Salvini non accoglie la richiesta del pm Roberto Di Martino di arrestare Sculli, il quale sarebbe stato uno dei promotori della combine di Lazio-Genoa 4-2 del maggio 2011 per la quale sono stati arrestati Omar Milanetto e Stefano Mauri e indagati, oltre allo stesso Sculli, anche Domenico Criscito e Kakhaber Kaladze. In riferimento ai fatti di Genoa-Siena 1-4 del 2011/12 (pressioni da parte dei tifosi allo stadio con i giocatori che si dovettero togliere la maglia), il 6 ottobre 2012 la Procura federale ha chiesto 3 mesi di squalifica per Giuseppe Sculli accusato di non aver detto il vero alla Procura sui suoi rapporti con la tifoseria genoana (fu l'unico a non togliersi la maglia). Il 30 novembre la procura di Cremona chiede una proroga di sei mesi per lui e altri 32 degli indagati per il calcioscommesse iscritti nel registro nel maggio scorso. Caratteristiche tecniche. 


Esterno d'attacco, gioca prevalentemente come ala. Cresciuto nella Juventus, dopo due anni nelle giovanili viene promosso alla prima squadra ma, dopo due stagioni senza ottenere presenze, viene dato in prestito al Crotone per due anni consecutivi, il 2001 e il 2002, dove gioca 51 partite e segna 8 gol in Serie B. In seguito gioca in Serie A per il Modena, col quale totalizza 8 reti nella sua prima stagione in serie A, poi con il Chievo col Brescia e infine col Messina, con cui colleziona in totale 80 presenze e 4 gol. Genoa.  Nell'estate del 2006 passa a titolo definitivo al Genoa, dove ritrova come allenatore Gian Piero Gasperini che già lo conosceva dai tempi delle giovanili della Juventus. Fa il suo esordio in maglia rossoblù il 16 settembre, alla seconda giornata di campionato in occasione della vittoria casalinga per 2-1 contro il Rimini, partita nella quale segna anche il suo primo gol con la squadra ligure. Il 19 settembre successivo, dal 78' gioca come portiere nella partita Modena-Genoa (terminata 2-0) a causa dell'infortunio di Rubinho dopo che erano state terminate le sostituzioni, uscendo imbattuto. Solo poche settimane dopo il trasferimento viene punito con otto mesi di squalifica per aver truccato assieme ad alcuni compagni di squadra e dirigenti - quando giocava nel Crotone, nel 2000 - una gara con il Messina, con lo scopo di estorcere 20 milioni di lire ai siciliani per non alterare il presunto accordo per la vittoria degli ospiti. Respinto il ricorso dalla Corte di Giustizia Federale, è costretto a scontare otto mesi di squalifica. In questa vicenda Sculli risulta essere l'unico inquisito e punito poiché al momento del provvedimento disciplinare era l'unico giocatore tesserato e in attività dopo sei anni dalle vicende. 

Con solo 11 presenze, più una in Coppa Italia, e 4 gol chiude la stagione che vedrà il Genoa riconquistare la Serie A. Terminata la squalifica, ritorna in campo nella stagione 2007-2008. Fa il suo esordio stagionale il 2 settembre alla seconda giornata di campionato in occasione della trasferta di Catania (0-0). Il suo primo gol stagionale lo segna il 24 febbraio 2008 nella roccambolesca vittoria esterna per 5-3 contro l'Udinese. Gioca complessivamente 34 partite segnando 4 reti. Durante la stagione 2008-2009 eguaglia il suo record di reti in campionato, 8, insieme a un buon numero di assist, contribuendo al raggiungimento del quarto posto in classifica a pari merito con la Fiorentina, che vale ai rossoblù l'accesso all'Europa League. I rossoblù nella stagione 2009-2010 partecipano all'Europa League, dove Sculli segna il suo primo gol stagionale, nonché il primo in una competizione europea, contro lo Slavia Praga battuto 2-0. Segna successivamente al Bologna il primo gol stagionale in campionato (vittoria per 3-1). Realizza anche il gol che, nel finale di partita, permette al Genoa di battere 3-2 il Lille al Ferraris (i rossoblu vengono poi eliminati dalla competizione). Il 9 maggio 2010 segna la rete che permette al Genoa di imporsi sul Milan (1-0), e termina il campionato con 8 reti totali (6 in campionato e 2 in Europa League).Nella stagione seguente trova poco spazio a causa di un infortunio muscolare al polpaccio destro rimediato durante un allenamento, ottenendo 5 presenze in campionato prima della cessione a gennaio. Realizza la sua prima rete stagionale negli ottavi di Coppa Italia contro l'Inter nella partita persa 3-2 a Milano. Lazio. Il 17 gennaio 2011 Sculli viene acquistato a titolo definitivo con accordo di partecipazione dalla Lazio. Il 19 gennaio 2011 il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, dichiara di aver accettato per il suo trasferimento 1.500 euro con il versamento di 3,5 milioni di euro a giugno 2011 per l'eventuale riscatto. 

Nella partita contro la Fiorentina serve l'assist decisivo del 2-0 per Libor Kozák. Realizza i primi gol con la maglia biancoceleste il 6 marzo 2011, mettendo a segno una doppietta nella gara vinta per 2-0 all'Olimpico contro il Palermo. Il 6 novembre 2011 realizza la rete dell'1-0 all'Olimpico contro il Parma. Il ritorno a Genova. Nella notte fra il 17 e il 18 gennaio 2012 viene ceduto in prestito dalla Lazio al Genoa. Per l'attaccante calabrese si tratta di un ritorno, a distanza di un solo anno dall'addio ai rossoblù per accasarsi proprio alla corte laziale. Il 4 marzo torna al gol con la maglia rossoblù segnando una doppietta nell'incontro Lecce-Genoa terminato 2-2. Nel ritorno in rossoblù segna tre gol. Il rientro alla Lazio. Nell'estate del 2012 torna nuovamente alla Lazio, dopo che il Genoa ha rinunciato al diritto di riscatto dell'attaccante calabrese. Nella prima parte di stagione non gioca nemmeno un minuto di partita. Il prestito al Pescara. Il 31 gennaio 2013 viene acquistato con la formula del prestito dal Pescara. Qui gioca 10 partite e segna un gol in campionato durante la trasferta persa 4-1 contro il Genoa (sua ex squadra), non riuscendo ad evitare la retrocessione della squadra. Prestito al Genoa. Nella stagione 2013-14 è fuori rosa e si allena a parte rispetto alla prima squadra. Il 24 novembre gioca la sua prima gara ufficiale, seppur come aggregato della formazione primavera, segnando anche una rete nel rocambolesco 4-3 contro i pari età del Bari. Il 31 gennaio 2014 torna in prestito al Genoa. Fa il suo esordio in campionato il 3 febbraio subentrando nel secondo tempo del derby con la Sampdoria perso dal Genoa 1 a 0.  Conclude la stagione con 10 presenze in rossoblù. Ritorno alla Lazio. Dopo la fine del prestito ritorna nuovamente alla Lazio, ma non viene convocato dal tecnico Stefano Pioli per il ritiro biancoceleste di Auronzo di Cadore (BL).Nazionale. Con le Nazionali giovanili ha vinto il Campionato europeo di calcio Under-21 2004 ed il bronzo olimpico ai successivi Giochi olimpici di Atene.”. 



Calcio italiano vergogna, vergogna, vergogna. Giuseppe Sculli, non è un mafioso; non è un delinquente. Ma una persona per bene. Lavoratore onesto, pulito e paga anche le tasse. Non merita questo vile, scandaloso comportamento, da censurare e condannare a tutto tondo. Ma non, perché vogliamo difendere nessuno. Gli Sculli, hanno fior di avvocati di grido, che non hanno nulla da invidiare ai principi del foro. Qui, vogliamo esprimere semplicemente la nostra opinione, alla quale, non abbiamo mai rinunciato in cinquant’anni di giornalismo. Nonostante le minacce di ogni tipo e specie; anche di morte. Ci sembra, che si stia esagerando con la Calabria, con i Calabresi; con i cittadini di Bruzzano e di Africo. Anche in questo caso. Questo sordido, cinico, barbaro e spietato gioco al massacro ha superato il segno e non lo tolleriamo. Questo è certo! Il sacerdote all’omelia recita…”In Paradiso ti accompagnino gli angeli, al tuo arrivo ti accolgano i martiri, e ti conducano nella santa Gerusalemme. Io sono la risurrezione e la vita.Chi crede in me anche se muore vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno. Celebrate il Signore, perché è buono; *perché eterna è la sua misericordia. Mi hanno circondato come api, †come fuoco che divampa tra le spine, *ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, *ma il Signore è stato mio aiuto. [Ant.]Mia forza e mio canto è il Signore, *egli è stato la mia salvezza”.

Domenico Salvatore

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6 Commenti

  1. Condoglianze a Giuseppe Sculli e famiglia da un tifoso della Lazio residente in Calabria.

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  2. Mi dispiace veramente..condoglianze a Beppe e alla sua famiglia.

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  3. Condoglianze alla famiglia sculli da un africoto

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  4. Peppe ha ricevuto le condoglianze in privato da tutto il mondo del calcio...La vergogna è stata dei media che non ne hanno fatto parola,mentre negli stessi giorni hanno fatto le condoglianze a DiNatale,il quale anche lui aveva perso il papà...Cmq noi tutti di Bruzzano siamo stati ficini a Peppe e alla sua famiglia...le polemiche lasciano il tempo che trovano...Sei di Bruzzano Zeffirio se...

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  5. Confuso per la quasi concomitanza del decesso dell'omonimo Ciccio Sculli, al quale ho dedicato un mio post, solo grazie a questo articolo ho conferma che ci ha lasciati anche Francesco Sculli, padre del noto calciatore di serie A Giuseppe, medagliato alle olimpiadi di Atene. Colgo l'occasione per esternare a Giuseppe, Carmelo (fratello di Ciccio nonché mio amico d'infanzia) e a tutta la famiglia Sculli le mie più sentite condoglianze, non senza esprimere la mia opinione su questo nostro grande compaesano, tecnico del Comune di Bruzzano Zeffirio, che senza dubbio merita di essere ricordato. Ciccio Sculli è stato certamente uno dei massimi protagonisti della vita sociale e politica di Bruzzano, ed in parte anche di altre località della fascia ionica reggina. Sebbene talvolta contrastato, ha profondamente amato il suo Paese ed i suoi compaesani, partecipando attivamente al dialogo politico e alle scelte tecniche di sviluppo di Bruzzano e delle aree limitrofe, mantenendo rapporti cordiali con i personaggi più in vista della zona. Tra i diversi meriti, il più importante è stato certamente quello di aver bene educato, assecondandone le inclinazioni ed il talento naturale, il giovane figlio Giuseppe, che ha onorato - ed onora - il paese di Bruzzano con la sua presenza nelle principali squadre di calcio italiane, cosa mai riuscita a chicchessia nella Locride (spero di non sbagliarmi). Tale circostanza dimostra che Francesco Sculli è stato "uomo equilibrato, nonché padre amorevole e di grande carattere". In occasione dei miei sporadici ritorni a Bruzzano, l'ho visto slanciarsi per primo - sempre elegante, gioviale e sorridente - verso di me, per salutarmi, abbracciarmi e chiedermi notizie della mia famiglia. Lo ricorderò sempre con grande affetto. Leopoldo Rodà - Latina

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