Sulla spiaggia di Libera, diventata
un simbolo della legalità e della lotta al racket delle estorsioni, il padrone
di casa, il ristoratore Filippo Cogliandro, ha accolto con orgoglio l’ultimo
appuntamento del festival jazz diretto da Giovanni Laganà.
La ventitreesima edizione di
Ecojazz, il festival dedicato alla memoria del giudice Antonino Scopelliti e
delle vittime per la giustizia, ha scritto il suo ultimo capitolo in una location
ideale, simbolo della libertà dai soprusi e dai condizionamenti della malavita
organizzata, ovvero la spiaggia di Lazzaro, la prima di Libera, l’associazione
contro le mafie di Don Luigi Ciotti.
Fabrizio D’Alisera al sax,
Carmine Joanna alla fisarmonica, Alessandro Presti alla tromba e Stefano
Scarfone alla chitarra, hanno interpretato al meglio lo spirito di quest’ultimo
appuntamento, allietando il numeroso pubblico presente con le loro note in
libertà, lasciando notevole spazio al proprio estro artistico.
Il quartetto, che già aveva
suonato la sera precedente al Circolo Polimeni, ha offerto un mix di vari
generi musicali, spaziando dal blues al jazz, con qualche contaminazione di
musica etnica e popolare, sperimentando sonorità molto originali.
“Sono veramente soddisfatto –
afferma Fabrizio D’Alisera – perché l’entusiasmo del pubblico ci fornisce la
prova tangibile che il jazz non è un genere musicale di tipo elitario, come
purtroppo si tende a pensare, ma in realtà
è aperto a tutti coloro che vogliono ascoltare della buona musica”.
Alessandro Presti, siciliano di
Mistretta, trombettista, si dice “molto orgoglioso perché si è creata una
perfetta sinergia con gli artisti con i quali avevo già suonato la sera
precedente. Altro motivo di soddisfazione è che ho avuto la possibilità di
spaziare tra i vari generi musicali, cosa molto importante per me che sono
aperto a qualsiasi tipo di esperienza che possa generare una crescita sul piano
artistico”.
Alla fine del concerto, il
sindaco di Motta San Giovanni, Paolo Laganà, ha voluto esprimere il suo "ringraziamento
a Giovanni Laganà per la realizzazione del festival e per il messaggio di
legalità che viene lanciato in occasione di questa manifestazione”.
È toccato ovviamente a Giovanni
Laganà, direttore artistico di Ecojazz, tracciare un bilancio finale
dell’evento che è partito all’alba del 6 agosto dalla Rotondetta, sul lungomare
di Reggio Calabria, per concludersi al tramonto del 10 agosto sulla spiaggio di
Lazzaro.
“L’entusiasmo del numeroso
pubblico presente – sostiene Laganà - è la dimostrazione che è stato colto in
pieno lo spirito dell’iniziativa, grazie anche a Filippo Cogliandro che, con il
suo coraggio, ha reso libera questa spiaggia dai condizionamenti malavitosi. La
nostra associazione, la Art Blakey, attraverso Ecojazz festival - continua il direttore artistico – vuole
inserirsi in questo contesto di ricerca e difesa della legalità, cercando di
valorizzare i simboli ed i luoghi che meglio ne fanno cogliere l’importanza,
attraverso la proposta di musica suonata da grandi artisti. L’ottimo riscontro
di pubblico – conclude Laganà - e la sua continuità nel tempo, visto che siamo
giunti alla ventitreesima edizione, ci rendono particolarmente felici ed entusiasti
di questa esperienza che speriamo possa
rappresentare un buon viatico per la valorizzazione delle numerose risorse
naturali presenti nell’area dello Stretto”.
Reggio Calabria, 11 agosto 2014
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