Editors Choice

3/recent/post-list

Un Tripodi al curaro tiene botta a Progetto Polistena: «Noi abbiamo fatto della legalità la nostra bandiera!»

Polistena (Reggio Calabria) – Reclama con forza la trasparenza e la piena legalità dell’operato proprio e dell’amministrazione che dirige, Michele Tripodi, che controreplica alle accuse mosse dagli esponenti Salvino Galluzzo, Michele Spanò e Francesco Formica di Progetto Polistena, invitandoli, prima di tutto, a fare autocritica. E sempre sul caso Raineri, short list, gare d’appalto e commissione edilizia che rilancia il suo ragionamento, rispedendo al mittente ogni illazione e parallelamente cercando di sgombrare il campo alla regola del  sospetto ventilata dagli avversari. «Inizio col dire – esordisce Tripodi - che è proprio l’avvocato Galluzzo ad essere persona in netto conflitto d’interessi, stante la sua posizione di co-proprietario d’una testata giornalistica (Il Garantista, ndr), che certamente rimarca un problema etico-politico e di opportunità ora più chiaro anche per i cittadini. Come mai Progetto Polistena torna alla carica dopo l’ultimo manifesto del maggio 2013? Sarà forse in relazione agli sviluppi delle vicende giudiziarie che li riguardano?». Indigeste sarebbero, ragiona il sindaco visti i commenti, in primis, per Progetto Polistena le scelte concernenti la riorganizzazione degli uffici della macchina amministrativa e burocratica del Comune.«Noi – prosegue Tripodi – abbiamo  voluto la Ripartizione dei servizi gare e contratti, provveditorato e servizi legali, per curare le attività in materia di gare pubbliche, contratti ed acquisti di beni e servizi utilizzati in genere da tutte le strutture comunali, ed i servizi legali. Ma non l’avvocatura! Lo abbiamo fatto per rendere più trasparente le procedure, per aggiungere legalità con una sorta di SUA interna». Il punto dirimente sarebbe proprio questo, secondo Tripodi: la titolare dell’ufficio non dovrebbe occuparsi, in via esclusiva, della rappresentanza in giudizio del Comune, essendo stata chiamata per svolgere tutta una serie di compiti eterogenei, con anche la riservata facoltà di patrocinare. «Nel bando (immagine 1) per la scelta della figura del dirigente la ripartizione – afferma perentorio Tripodi – era richiesto di dover  possedere alcuni requisiti e tra questi l’abilitazione all’esercizio alla professione forense che la Raineri ha (immagine 2), e non l’iscrizione all’albo! Se avessimo voluto, visto che la legge ce lo consentiva, avremmo potuto modificare l’articolo 27 del regolamento, che tanto sta a cuore agli oppositori, con una semplice delibera di giunta, magari scindendo la ripartizione e creando anche il servizio avvocatura, ma non lo abbiamo fatto perché intanto non era nei obiettivi amministrativi – dice - e poi perché non era affatto necessario in quanto la Raineri ne è perfettamente compatibile. Per giunta, e per amore di verità, la dottoressa Raineri non l’ho neanche nominata personalmente, in quanto, ritenendo d’essere in situazione di conflitto di interessi (per via della concomitante candidatura dell’avvocato Lucia Carlino, sua parente, ndr) mi sono ritirato in buon’ordine lasciando la scelta al vice sindaco, Marco Policaro». E visionando il bando, in un passaggio si riporta: “Oltre al trattamento di cui sopra, competono al nominando Responsabile gli incentivi specifici previsti dalla legge e/o dal CCNL vigente, in relazione agli incarichi di patrocinio legale che saranno espletati” che Tripodi ha voluto chiarire così: «Se la Raineri avesse dovuto espletare, oltre al resto, anche gli incarichi di patrocinio legale l’avremmo dovuta retribuire, da come si può evincere, per tali prestazioni, a parte. Il fatto che per i motivi esposti non lo faccia, non percependo quindi emolumenti aggiuntivi dell’attività professionale, significa che peraltro questa amministrazione non l’ha affatto avvantaggiata. Anzi…». Dunque per il sindaco tutto sarebbe una bolla di sapone, un caso artatamente costruito per generare scompiglio e creare confusione e pregiudizio nei cittadini. «Carmela Raineri, persona capace e qualificata, non solo s’è dimessa (con possibilità d’essere riassunta, ndr) da vincitrice di concorso pubblico dell’Agenzia delle Entrate di Milano per venire qui, ma lo ha fatto sapendo che si sarebbe trattato di un impiego part- time, fiduciario e quindi legato alla durata del mandato del sindaco! Questa di Progetto Polistena altro non è che una polemica sessista contro l’unica dirigente donna del Comune!» Tutto, quindi, svolto nel pieno rispetto delle regole assicura il sindaco, che rimarca anche l’economicità della scelta compiuta: «La dottoressa Raineri ha fatto risparmiare parecchi soldi alle casse comunali e quindi ai cittadini. Con questo risparmio è lei stessa a pagarsi lo stipendio: è bene ricordare che fino al 2011 le spese legali per contenziosi dell’ente  ammontavano a mediamente 100.000 euro l’anno. Adesso a 50.000! Sarebbe stato impensabile, oltre ogni ragionevolezza, che ella potesse occuparsi aggiuntivamente anche del patrocinio per conto del Comune, vista la mole di lavoro, rapportata alla mezza giornata di impiego». Alla contestazione mossa circa il perché della mancata iscrizione tanto all’albo professionale, quanto alla sezione speciale ed i corrispondenti tentativi andati a vuoto, il sindaco non si scompone: «Noi giudichiamo irrilevante – conferma il sindaco - che la Raineri sia o meno iscritta all’albo. Perché, vedete, anche se avessimo chiamato un’altra persona, fosse stata anche iscritta, la situazione d’impiego alla fine, sarebbe stata sempre la medesima ed il bando pienamente rispettato». Per ciò che concerne le short list e le cooperative sociali Tripodi ha rimarcato la predilezione verso gli operatori del terzo settore circa l’affidamento di servizi ricadenti nella sfera del sociale «per un principio di solidarietà – ha affermato – ma anche per una sorta di continuità politica coi valori della sinistra» spiegando che non solo con la presente amministrazione hanno lavorato cooperative del territorio, ma anche di fuori e che tutto questo clamore sollevato da Progetto Polistena rivela solo «un accanimento giudiziario contro le cooperative polistenesi e quindi contro gli stessi lavoratori di Polistena». Sulle short list: «Noi siamo veri comunisti – ribadisce Michele Tripodi - ed abbiamo fatto della legalità la nostra bandiera. Teniamo alla dignità del lavoratore prima di tutto e, diversamente da quanto avveniva prima, le liste servono per indicare con chiarezza le situazioni di disoccupazione. Tutti sappiamo bene che l’interezza degli iscritti non potranno essere mai impiegati attivamente ma la predisposizione di una lista apposita serve solo ad offrire, liberamente, un’opportunità dove far attingere i richiedenti lavoratori, qualora ve ne fosse la necessità, ma stavolta tutelando, ex ante, i lavoratori con tutte le garanzie di legge e senza sorprese». Poi, sulla commissione edilizia: «Il Consiglio di Stato ha emanato un parere ma, per quanto significativo, tale rimane e non è legge dello Stato. Noi – chiosa - abbiamo riattivato il precedente regolamento della commissione edilizia del 2005, composta prevalentemente da validi tecnici professionisti, attraverso la revoca di una vecchia ordinanza, così come peraltro preannunciato in campagna elettorale nell’ambito dell’esposizione del nostro programma. D’altra parte il Testo Unico per l’Edilizia la prevede. Non è stata affatto una sorpresa. Riteniamo che la cosa pubblica debba essere amministrata per conto di tutti i cittadini e non di una parte. E forse – conclude - il fatto di esprimere riserve su propositi di costruzioni selvagge e stravolgenti, magari nel centro storico, ha potuto far storcere il naso a qualcuno…».      

 
Giuseppe Campisi