SCUOLA – Sentenza Corte di Giustizia europea precari, avvocato generale apre le porte
all’assunzione di oltre 100mila supplenti
Maciej Szpunar, si è espresso positivamente
sulle motivazioni che hanno portato l’Anief a ricorrere al giudice
sovranazionale per l’abuso di precariato adottato da troppi anni in Italia nei
confronti di chi ha svolto più di 36 mesi di servizio: secondo il legale Maciej
Szpunar, le cui motivazioni sono state pubblicate oggi, la modalità organizzativa tutta italiana di
assegnazione reiterata di supplenze su posti vacanti e disponibili al ruolo
“non può essere considerata come giustificata da ragioni obiettive”.
Marcello Pacifico (Anief-Confedir): l’ultima parola spetterà in autunno
alla Corte europea, ma lo Stato farebbe bene a prepararsi. Anche perché i
giudici del lavoro non potranno opporsi. E in caso di ulteriori rimandi
condannerebbero i contribuenti a pagare multe salatissime: fino a 4 miliardi di
euro.
Potrebbe avere i giorni
contati lo stato di precarietà dei 140mila supplenti della scuola italiana:
anche l’avvocato generale, Maciej Szpunar, si è espresso positivamente sulle
motivazioni che hanno portato l’Anief a ricorrere, prima di tutti, più di quattro anni fa, alla Corte di Giustizia europea per denunciare l’abuso
di precariato dello Stato italiano anche laddove i lavoratori, in particolare
docenti e Ata, abbiano superato i 36 mesi di servizio, in totale differimento
della direttiva comunitaria n.70 del 1999.
Nelle conclusioni dell’avvocato generale, pubblicate oggi, si ripercorre la lunga
vicenda giudiziaria, ormai giunta quasi al suo epilogo: Szpunar ricorda che il motivo del contendere è “una normativa nazionale, quale
quella oggetto del procedimento principale, che, da una parte, autorizza il
rinnovo di contratti a tempo determinato per provvedere alla copertura di posti
vacanti d’insegnamento e di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario
delle scuole pubbliche, in attesa dell’espletamento delle procedure concorsuali
per l’assunzione di personale di ruolo, senza che vi sia la benché minima
certezza sulla data in cui tali procedure si concluderanno”.
Secondo Szpunar, quindi, questa modalità tutta italiana viene adottata da diversi
anni “senza definire criteri obiettivi e trasparenti
che consentano di verificare se il rinnovo di tali contratti risponda
effettivamente ad un’esigenza reale e sia di natura tale da raggiungere
l’obiettivo perseguito e necessario a tal fine, e, dall’altra, non prevede
alcuna misura per prevenire e sanzionare il ricorso abusivo alla successione di
contratti di lavoro a tempo determinato nel settore scolastico”.
La conclusione per l’avvocato generale è quindi che
il modello organizzativo di assegnazione reiterata di supplenze su posti
vacanti e disponibili al ruolo “non può essere considerata come giustificata da
ragioni obiettive ai sensi della clausola 5, punto 1, lettera a), dell’accordo
quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura in
allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, relativa
all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato”. Szpunar sottolinea che è “ai
giudici del rinvio, tenuto conto delle considerazioni che precedono, che
spetterà valutare se ricorrano tali circostanze nell’ambito dei procedimenti
principali”.
Il giovane sindacato, che ha già ottenuto presso
diversi tribunali del lavoro sentenze positive in primo grado in tema di
stabilizzazione e/o risarcimenti danni, pienamente cosciente che l’esito finale
sul ricorso sovranazionale è ancora da definire, reputa la posizione dell’avvocato
generale davvero incoraggiante: “anche se l’ultima parola spetterà alla Corte
Giustizia europea – spiega Marcello Pacifico, presidente Anief e segretario
organizzativo Confedir – le indicazioni che arrivano oggi fanno crescere le
nostre speranze e quelle di migliaia di lavoratori della scuola che hanno
creduto nell’operato dell’Anief”.
Per almeno 125mila dei 140mila precari annuali
della scuola italiana, infatti, una pronuncia positiva della Corte europea obbligherebbe
tutti i giudici nazionali del lavoro ad esprimersi favorevolmente per
l’assunzione a tempo indeterminato dei supplenti con almeno 36 mesi di servizio
alle spalle, ad iniziare dai docenti abilitati. Anche su questo punto, sulla
non opposizione del giudice nazionale ad una sentenza proveniente da
Lussemburgo, si è espressa già chiaramente la Commissione Europea.
Secondo Pacifico “sulla questione precariato, per
il Governo e il Miur siamo alla resa dei conti: negli stessi giorni in cui
alcuni rappresentanti del Governo ammettono la volontà di eliminare le graduatorie d’istituto, con i quasi 500mila supplenti che vi
sono dentro, e nelle stesse ore in cui il ministro
dell’Economia Pier Carlo Padoan prefigura un “contratto unico con forme di tutela progressiva” e da Viale Trastevere non giungono
risposte alla richiesta formulata dall’Anief di immettere in ruolo 100mila docenti e 25mila Ata precari, dall’Europa arrivano
indicazioni che porteranno alla loro assunzione per altra via”.
“E lo Stato non potrà che darne seguito: altrimenti
incorrerebbe in sanzioni salatissime, fino a 4 miliardi di euro, qualora
continui a lasciare al palo così tanti dipendenti. Che poi andrebbero a carico
dei contribuenti. Aspettiamo, a questo punto, con sempre maggiori speranze, la
sentenza definitiva che salvo impedimenti – conclude il presidente Anief –
arriverà in autunno”.
Per approfondimenti:

Social Plugin