Polistena (Reggio Calabria) – Nell’ambito della rassegna della 14a “Stagione Antimafia” perorata e sostenuta dal Comune di Polistena si è voluto trattare il caso Alpi-Hrovatin ma anche le verità sulla presenza delle scorie radioattive nella Piana di Gioia Tauro. Hanno preso parte al dibattito il sindaco della città, Michele Tripodi ed Alfonso Russi, autore del libro d’inchiesta, “Infami”. Assente a causa di un lieve malore, il giornalista Claudio Cordova. E’ stato il sindaco, introducendo i lavori, a resocontare degli avvenimenti desecretati contenuti in atti parlamentari concernenti l’affondamento e l’interramento in Calabria di rifiuti tossici e radioattivi per mano della criminalità organizzata di cui Ilaria Alpi ebbe sentore nel contesto d’una apposita inchiesta giornalistica – pagata a prezzo della vita - che stava conducendo assieme al collega operatore Miran Hrovatin i cui risvolti intrecciarono, evidentemente, destini e manovre oscure ed indicibili di più nazioni e di più faccendieri.
Russi ha avallato queste certezze di traffici illeciti riflettendo sulla mancanza all’appello di decine e decine di tonnellate di rifiuti frutto non solo della produzione industriale italiana ma anche (ed in qualche caso, esclusivamente) di quella internazionale. «Ci sono due soli modi – ha chiarito Russi - per smaltire questo tipo di rifiuti: spenderci tanti soldi per effettuare il corretto trattamento oppure affidarsi ai traffici illeciti in mano alle mafie».
Un libro, il suo, frutto di 20 storie di ordinaria antimafia dal quale è stato tratto uno spettacolo teatrale rappresentato alla fine dell’incontro tenuto nella cornice di Villa Italia, dalla compagnia umbra “La società dello spettacolo” in collaborazione con la comunità “Progetto Sud” di don Giacomo Panizza. A margine dell’evento è stato consegnato dall’amministrazione comunale e da don Pino Demasi, referente di Libera per la Piana, un riconoscimento all’ispettore di Polizia Giovanni Simone in trasferimento a Lecce, per i 24 anni di servizio svolti presso il Commissariato di Polistena dove si è profuso per l’affermazione della legalità e dei diritti in favore dei cittadini. L’ispettore Simone ha voluto ricordare, non senza commozione, gli anni trascorsi a Polistena: «Questa città è potuta crescere e svilupparsi – ha riferito - anche grazie al buon lavoro svolto dal Commissariato. I numeri parlano per noi. Qui mi sono trovato davvero bene facendo amicizia con tanta brava gente con cui mi sono integrato al meglio ed a cui spero, quantomeno, d’aver lasciato un buon ricordo. D’altra parte mi sento e sono molto legato a questa città per tanti motivi, non solo professionali». Presente alla manifestazione anche l’imprenditore reggino Tiberio Bentivoglio, vittima della mafia, che intervenendo ha voluto portare la sua testimonianza in materia di contrasto alla criminalità organizzata: «Gente che denuncia come me, corre il rischio di vivere un isolamento terribile. Lo stesso che io vivo da 22 anni, allorquando il mafioso del quartiere è venuto a bussare alla mia porta ed io l’ho denunciato. Ma la mia rabbia non è verso i mafiosi. Semmai verso quella società civile – ha chiarito Bentivoglio – ancora non abbastanza responsabile. Ma proprio come società civile dovremmo iniziare noi ad isolare loro».
Giuseppe Campisi

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