REGGIO CALABRIA, 3 luglio 2014 - «Alfano ci ha detto che avrebbe portato 800 uomini, ne sono arrivati una ottantina». Lo ha detto il procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, nel corso della prima serata della rassegna Tabularasa 2014. «Dove prende - ha aggiunto - tutto questo personale di cui parla? Se qui non manda persone qualificate, per raggiungere il numero che fa? Trasferisce i ragazzi freschi di scuola perchè imparino il mestiere? La 'ndrangheta è una cosa seria, noi abbiamo bisogno di investigatori in grado di lavorare ad una informativa, ci servono le auto che non abbiamo e non grandi numeri. Non posso consentire a nessuno, chiunque sia, di raccontare storielle ai calabresi».
Il Piano nazionale contro la 'ndrangheta è stato presentato da Alfano e dal capo della polizia Alessandro Pansa il 23 aprile scorso e prevede interventi in Calabria ma anche in quelle regioni e in quei Paesi nel mondo in cui le 'ndrine hanno infiltrato l'economia legale e preso il controllo delle attività illegali; un uso massiccio della tecnologia per incrociare dati e informazioni. Tre i livelli in cui si articola il Piano. Il primo, quello più d'impatto, riguarda direttamente la Calabria e prevede l'invio di 800 uomini sul territorio tra poliziotti, carabinieri, finanzieri e guardie forestali per la ricerca dei latitanti, il controllo del territorio con una particolare attenzione alle infiltrazioni negli appalti e l'aggressione ai patrimoni. Si tratta, aveva detto Alfano, di 155 investigatori che devono essere trasferiti da altre sedi, di 355 uomini dei reparti prevenzione crimine di polizia e carabinieri e di altri 290 unità in via d'assegnazione, per contribuire sia alle indagini sia ai controlli. Il secondo livello riguarda invece l'azione su scala nazionale e secondo l'annuncio del Ministro si concentrerà su quelle regioni in cui le indagini hanno dimostrato il livello di infiltrazione anche nell'economia legale: vale a dire Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio. L'ultimo livello riguarda invece le proiezioni della 'ndrangheta all'estero. Il piano prevede la costituzione di 5 uffici di coordinamento regionali (New York per nord America, Brasile per sud America, Parigi per Europa occidentale, Bucarest per Europa orientale e Teheran per Asia e Africa) cui dovranno confluire le informazioni sui latitanti e sulle attività economiche criminali raccolte dalla rete di 50 esperti. Un altro aspetto del piano annunciato da Alfano riguarda la creazione di un sistema informatico interforze in cui far confluire tutte le informazioni raccolte dalle banche dati delle forze di polizia per sviluppare e indirizzare l'azione investigativa.
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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
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