Cinquefrondi (Reggio Calabria) - «Il grosso limite del sindaco Cascarano è quello di non entrare volutamente nel merito delle questioni ma di limitarsi all’annuncio populistico, al netto degli approfondimenti necessari». A parlare, caustico, è il consigliere provinciale di minoranza,Giuseppe Longo, che piccato dalle sferzate del sindaco, anch’egli non ci sta a recitare il ruolo di convitato di pietra al tavolo della politica del fare e chiamato in causa, ha voluto replicare, quantomeno per la parte di competenza, alle considerazioni pubbliche del primo cittadino cinquefrondese sui temi caldi del campo sportivo, musicale e sulla strada della discordia, ovvero, quel viale Sandro Pertini figlio conteso dalle tante paternità politiche. «Il sindaco – ha riferito - s’è guardato bene dal chiarire ai cittadini che per adeguare il Cimino la spesa necessaria sarebbe stata di soli circa 40 mila euro, una somma reperibilissima ovunque, magari semplicemente bussando alle porte della Provincia per un contributo, ma che avrebbe garantito non solo che le misure rimanessero quelle originarie, che non si tarpassero le ali ai sogni di crescita sportiva ad una intera comunità che, in conseguenza di risultati sportivi speriamo sempre migliori, un giorno potrebbe ritrovarsi a disputare le gare casalinghe altrove, ma anche di ricorrere ad altri interventi di adeguamento futuri, con gli inevitabili aggravi di costi conseguenti».
Altra pietra dello scandalo, il liceo musicale, su cui Longo ha voluto offrire contezza di dati certi, rimarcando come «solo ora il dato è stato ufficializzato e solo ora il musicale di Cinquefrondi ha la reale copertura finanziaria per i 2 milioni di euro che mancanti rispetto ai 2,5 milioni necessari alla sua realizzazione» e ciò grazie all’approvazione (anche col suo voto, ndr) del bilancio di previsione provinciale del piano delle opere pubbliche avvenuto nel consiglio del 28/7 nel quale «su mia richiesta già protocollata giorno 8/5/2014 sono stati reperiti dai fondi di bilancio dell’ente i 2 milioni di euro senza i quali l’opera non si sarebbe mai potuta definitivamente appaltare e realizzare» e questo perché, ha spiegato Longo, il procedimento trattava di un appalto integrato con uno stanziamento “reale” della Provincia di 500 mila euro ed uno “virtuale” di ulteriori 2 milioni da reperirsi, a gara d’appalto, tramite l’accensione di un apposito mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti che per ben 2 volte pare sia stato rifiutato allo stesso ente in quanto, ha chiarito l’esponente di Sinistra in Movimento, il progetto presentato era semplicemente un “preliminare” contenente un impegno figurativo limitato al progettuale, carente quindi, di copertura finanziaria.
Dunque, della realizzazione dell’opera – che, ad appalto avvenuto, dovrebbe compiersi nel giro di 2-3 anni - si sarebbe avuta certezza solo pochi giorni fa, e più esattamente un giorno dopo il comizio in piazza di Cascarano, mentre «ancora oggi gli studenti e docenti sono costretti ad una sede inadeguata per la quale il Comune ha speso di sole utenze, in un anno e mezzo, circa 20 mila euro di soldi pubblici dei cittadini, non potendo godere di alcun contributo provinciale, come invece poteva, in quanto la sede non è stata riconosciuta dalla Provincia per l’inspiegabile ostinazione degli amministratori di non volere concertare, con tutti i rappresentanti istituzionali, un’altra sede valida ed alternativa, e ce ne sarebbero state, eccome – sbotta nel suo discorrere Longo - per ridare non solo dignità ad una situazione precaria ma anche per risparmiare il danaro dei cinquefrondesi!». Ma l’asso Giuseppe Longo lo ha calato sul tanto dibattuto rifacimento del viale Pertini. Perché, per mettere una pietra tombale sulle polemiche, ha pensato di esibire documento pubblico contenente il protocollo d’intesa firmato tra Comune e Provincia l’8 maggio 2013. Un documento fondamentale per dirimere tanto la questione dell’impegno finanziario (lo ricordiamo 587.000 euro, ndr) quanto dei vincoli assunti dal Comune a fronte di un progetto dall’importo complessivo di 987.000 euro. «Su questo, Cascarano ha fatto un errore grave ed imperdonabile in termini di scelta politico-amministrativa – ha tuonato Longo – ed oggi sono io a rivendicare le sue dimissioni, come aveva promesso, perché come si evince chiaramente è stato lui a non fidarsi delle promesse politiche del suo compagno di partito (il presidente Raffa, ndr), spingendo inspiegabilmente affinché il Comune sborsasse 587.000 euro per un’opera che poteva essere interamente finanziata dalla Provincia, anche se a tranche!». Ma cosa contiene il protocollo d’intesa – che riportiamo in favore dei lettori, in forma integrale – stipulato tra Comune e Provincia? Tante informazioni. Intanto che l’intervento ha ad oggetto lavori per la “Messa in sicurezza e arredo urbano di Viale Sandro Pertini lungo la SP 4”, una delle più importanti arterie di viabilità civili e commerciali del paese, ripartito per la somma di 350 mila euro più altri “eventuali” 50 mila a carico della Provincia e la restante parte a carico, appunto, del Comune che si è attivato in tal senso - a propria richiesta - quale “soggetto attuatore” col fine di “velocizzare le procedure d’appalto dell’opera” e su cui graverà “ogni attività e responsabilità dalla fase di validazione ed approvazione del progetto esecutivo a quella di esecuzione materiale e collaudo dei lavori” non distinguendo, in effetti, la quota parte imputabile alla strada e quella da destinare alle opere di completamento (illuminazione, raccolta acque, arredo urbano, etc..). «E’ possibile, dunque, che le opere collaterali costino più della stessa opera principale che è la strada – si domanda Longo – come ha specificamente riferito in più occasioni Cascarano, posto che l’impegno trentennale del Comune era peraltro non richiesto?». A dire il vero le carte, rivelano come sia stato – in effetti – il Comune a volersi occupare direttamente di tutte le fasi del procedimento, anche liberando dagli impegni più gravosi l’ente intermedio anzi peraltro ponendolo in situazione di vantaggio relativo, avendo quest’ultimo la facoltà di riserbo su controlli, verifiche e varianti fino al collaudo. «Ma c’è di più - afferma rincarando la dose Longo. Il Comune si è esposto paradossalmente non solo finanziariamente in maniera inutile, creando, a mio avviso, persino un precedente dannoso, ma ha addirittura sottoscritto l’impegno, al termine dei lavori, di avviare le procedure per l’acquisizione della proprietà del tratto di strada interessato, aggiungendo solo costi futuri al bilancio comunale». Quindi la sarcastica conclusione: «Allora, mi chiedo: non sarebbe stato più opportuno impiegare un mutuo, se proprio si doveva fare, per realizzare appieno altre opere necessarie o magari mancanti alla città, piuttosto che immobilizzarlo per trent’anni in un progetto che, per giunta, ottiene alla Provincia i massimi vantaggi?».
Giuseppe Campisi

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