Reggio
Calabria, 13.03.2014 - “Claudio
Serranò è un esempio per tanti, perché ha saputo fare dello sport e della crescita
professionale una unica bandiera, elementi integranti di un processo di formazione
che favorisce nuove opportunità nel quadro di una società che cambia ed evolve
a passo veloce”.
A dirlo, è il
vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò, nel corso dell’incontro nel quale la massima
assemblea legislativa calabrese e l’assessorato all’Agricoltura guidato da
Michele Trematerra (presente all’iniziativa insieme con il direttore generale
del Dipartimento Giuseppe Zimbalatti), hanno inteso premiare Claudio Serranò, che
proprio oggi si è laureato in Agraria e ha raggiunto in bici, sua grande
passione, il Dipartimento dell’Università Mediterranea, dove ha riabbracciato
amici e parenti. “Per questo traguardo - prosegue Nicolò- Claudio ha percorso
ben 1350 chilometri nell’arco di una settimana dalla Liguria alla Calabria, per
arrivare lì dove il sogno si ricongiunge con la realtà. Una bellissima sfida
personale che dimostra l’importanza della forza delle idee e del coraggio. Cultura
e conoscenza non possono essere disgiunti dalla pratica dello sport sano: è
questa la strada per alimentare l’entusiasmo alla conquista di nuovi spazi, educando
ad uno “stile di vita” e ad un insieme di rapporti che stimolino alla
“cittadinanza attiva”, ad un modo di pensare e di agire aperto al dialogo, al
confronto, all’accoglienza, al pluralismo”, conclude il vicepresidente.
“Per
Claudio è un bel giorno, ma lo è anche per noi che crediamo in chi riesce a gettare
il cuore oltre l’ostacolo, dimostrandosi capace di misurare le forze in più
campi della vita”, aggiunge Trematerra consegnando al protagonista dell’impresa
una targa con questa scritta: “A Claudio,
agro-ciclista d’eccezione, per avere
saputo coniugare la passione per il ciclismo, l’agricoltura, l’ambiente nel
giorno della sua “sudatissima” laurea”.
“Sono
di Cogoleto, dove abito; mi sono iscritto ad Agraria a Reggio Calabria perché
questa facoltà non esiste a Genova e perché, visitandola, mi è piaciuta -
spiega il ‘neolaureato ciclista’-. Da dipendente pubblico, ruolo che mi
permette di occuparmi della gestione e della manutenzione del verde, non è
stato facile conciliare lavoro, famiglia e studio; ma mi ero ripromesso questi due
traguardi insieme: laurearmi e raggiungere la sede dell’Università reggina a
suon di pedalate e non volevo mancare all’impegno assunto con me stesso”.

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