Riceviamo e pubblichiamo:
Gentili Signori,
la presente per informare la collettività tutta e soprattutto le Amministrazioni - in primis quelle locali della città di Reggio Calabria governata da Commissari Straordinari - che, come imprenditore che opera da 50 anni in varie attività, non mi sono mai trovato ad affrontare un periodo peggiore di questo.
Sono letteralmente "strozzato" dalle tasse che mi vedo arrivare costantemente e che non mi permettono più di mandare avanti nessuna delle attività del mio gruppo "Sirio".
A breve, quindi, sarò costretto a chiudere queste ultime (anche se a malincuore visto che vorrà dire licenziare i miei dipendenti) non avendo altra scelta, non avendo nessun'altra alternativa che mi possa consentire di lasciare in forza le persone che lavorano presso queste ditte e società.
La decisione è drastica ma necessaria ed ancor più dolorosa, se si considera che la mia struttura era tra le più frequentate della città, per la convenienza delle tariffe e per l'ambiente familiare che in essa si trovava. Attualmente sta andando alla deriva, con due/tre camere occupate a settimana, vuoi per la crisi ma anche per il degrado, la sporcizia e l'abbandono che nella città regnano sovrani e che allontanano il turismo, che tanto si proclama.
I governi annunciano una ripresa, un ribasso delle tasse, delle agevolazioni che a tutt'oggi non ci sono, come non c'è nessuna concreta iniziativa che favorisca l'apertura di un benché minimo spiraglio in questa grandissima crisi che ci ha colpiti e che ci tiene attanagliati senza poter far nulla.
Sono stanco di lottare, io che non mi sono mai arreso di fronte ai numerosi problemi che la gestione di un Gruppo comporta, io che ho avuto sempre il coraggio di optare per delle scelte magari sconvenienti per un imprenditore, ma che potessero consentirmi di continuare a lavorare assieme ai miei dipendenti.
Cosa dovrò dire a queste persone che mi seguono e lavorano per me da anni, decenni, da una vita? Che qualcuno mi dia risposte concrete, fornisca (a me e a tutti coloro che si trovano nella mia stessa situazione) gli strumenti concreti e realmente validi per non essere posto nella umiliante condizione di guardare negli occhi i miei dipendenti e dire che non potranno più mantenere le loro famiglie, che non potranno più contare sull'appoggio di un titolare che sta cercando, in tutti i modi e con ogni mezzo, di fare valere i diritti sacrosanti riconosciuti ad ogni cittadino come persona e come lavoratore che, nonostante tutto, mantiene questa Italia, mantiene questa Regione, mantiene questa città di Reggio Calabria.
Spero che qualcuno prenda in considerazione questo mio ulteriore appello, questo mio modo di essere al fianco dei cittadini, dei lavoratori, degli imprenditori che si adoperano giorno per giorno per "salvare" la loro condizione economico-sociale da un disastro imminente, da una catastrofe sociale che, inutile negarlo, pian piano si sta avvicinando sempre di più colpendo noi poveri "contribuenti", noi esasperati "imprenditori".
Questo anche e soprattutto per evitare che si ripetano atti di disperazione, già posti in essere da molti imprenditori, da molti contribuenti giunti allo stremo delle loro forze, viste le innumerevoli delusioni degli ultimi tempi per la mancata considerazione verso i loro (i nostri) sacrifici di una vita; gesti che rimarranno per sempre impressi nella mente e nelle coscienze di ognuno di noi, ma che spero facciano riflettere i nostri amministratori e governatori.
E' urgente e necessario che le istituzioni locali, Regione, Provincia e Comune, avviino un tavolo di concertazione con una delegazione di tutte le parti coinvolte - imprenditori, commercianti, famiglie, disoccupati - per conoscere i drammi di ognuno, perché è solo non rimanendo dietro una scrivania che si apprendono le loro tragedie; è urgente e necessario imprimere una sterzata per deviare il corso degli eventi che stanno seppellendo un'intera città e, mentre stiamo adesso sostenendo il massimo e anche oltre il consentito dalla legge in termini di tributi locali, è impellente che le cose cambino direzione, che noi reggini, che stiamo pagando un prezzo troppo alto per colpe non nostre, usufruiamo di vantaggi che ci consentano di rialzare la testa, di non buttare alle ortiche decenni di sacrifici, di non vedere i nostri giovani che emigrano in cerca di fortuna. Abbiamo la necessità di pagare tasse più basse per incrementare il potere d'acquisto del singolo e solo pagando tributi equi, e non veri e propri salassi, si può ricominciare a dare lavoro; servono sgravi sui contributi previdenziali, leggi speciali in materia di occupazione, servizi efficienti che rendano vivibile la città agli occhi dei residenti e dei visitatori che, oggi, rilevano solo degrado e tristezza.
Mi viene in mente un sacerdote che esercitava il suo ministero in una parrocchia di paese e il suo unico compito era di celebrare messa e confessare i parrocchiani, ma non si sentiva soddisfatto di sé; fu così che scese in strada a sentire gli umori ed i problemi dei suoi concittadini, toccando con mano il disagio di ognuno e cominciando ad aiutarli concretamente, come si conviene al suo ruolo. Ecco, è proprio questo che le istituzioni locali dovrebbero fare, toccare con mano il disagio, la sofferenza e la tristezza della città di Reggio Calabria e dei reggini.
Chi ritiene di pensarla come me, chi si sente stanco ed oppresso dagli eventi, chi è del parere che è solo il confronto con le istituzioni a poter dare una risposta concreta ai problemi della città, si faccia avanti, ed ancora un invito ai governanti locali a "sentire" veramente il disagio che serpeggia tra noi, la tristezza negli occhi dei reggini, che ormai sta diventando un popolo di zombie.
Cordiali saluti
Giuseppe Granato
Titolare Hotel Residence Sirio
Rappresentante Gruppo Sirio
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 338 10 30 287
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