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Ma il 2014 sarà un anno sabatico in attesa della ripresa? Credere è possibile, ma nient'affatto scontato

MA QUESTO PAESE, NONOSTANTE LE MILLE CONTRADDIZIONI, ANCORA CE LA PUÓ FARE
Domenico Salvatore

Melito di Porto Salvo (Reggio Calabria) 1 gennaio 2014 - Eccoci nuovamente, amici lettori sovrani, al consueto appuntamento con gli auguri di Capodanno. Altra cosa, sono quelli, pur graditi e necessari, di Natale; che comunque servono; per rinsaldare i vincoli dell'amore, dell'amicizia, della famiglia e del sociale. Non è un gesto automatico vuoto e fatuo, se non meccanicistico. Vuole essere invece, l'auspicio di un Anno Nuovo, in tutti i sensi. Ricorderete, amici lettori sovrani, le promesse dei politici, che non sempre sono da marinaio... La crisi durerà almeno sino al 2013. E poi?...Ci sarà la ripresa graduale. La diffidenza e lo scetticismo fanno capolino, qui e là, ma ancora resiste la credibilità in Giorgio Napolitano. In Enrico Letta. Nello Stato. Nel Governo. Nel politically correct. Ce la faremo? Ai posteri l'ardua sentenza. Tra poche ore, come da tradizione (ecco la rivincita di quest'atavico uso e costume, che ha resistito al canto delle sirene di tutte le sordine e le soffitte) si leveranno in alto i calici per brindare al nuovo anno. Le 'batterie' di fuochi d'artificio, nonostante i controlli ferrei delle forze di polizia, in modo particolare della Guardia di Finanza, ben nascoste da qualche parte,verranno tirate fuori e sistemate nel buio della notte, in mezzo alle strade. In attesa del din-don-dan dell'orologio della torre. Revival irrinunciabile per salutare il nuovo anno che verrà. I bambini che osassero avvicinarsi, sospinti dalla naturale curiosità, se non dal desiderio di conoscere e di sapere, si beccherebbero quattro sculacciate e due  scapaccioni; companatico delle lenticchie con le cicciole, portatrici di fortuna e soldi; ma a Natale: pesce stocco e cavolfiore, petrali, crespellata mista, torrone, panettone e frittole. 

La tradizione, fatta di usi e costumi, che affondano le radici nei secoli, è diventata la panacea di tutti i mali. La gente oberata dalle tasse, non sa più che santo pregare; che pesci pigliare e vi si tuffa dentro, in full immersion. La cronaca asettica ed impersonale, ci offre uno spaccato terribile della crisi più nera dal dopoguerra ad oggi. Lo scenario è fibrillante. Gente che si suicida, dopo aver sterminato la propria famiglia, perché quando il cervello "sballa", va a ruota libera e senza briglie. Ma anche persone che non riescono materialmente ad onorare le 'uscite o spese'. A pagare tasse e balzelli, bolle, bollette, fatture e polizze. A mantenere il tenore di vita di prima della crisi economica; reale od artificiosa che sia. Non va più, allo sportello della Posta o della Banca. Non va più, nemmeno dal commercialista. Semplicemente "evade"per non ammazzarsi. Questa 'mossa' non è indolore, ovviamente. Comporta tutta una serie di ritorsioni burocratiche, che calpestano la dignità. C'è, chi finisce nelle mani degli strozzini o usurai e comunque, in assenza di pace, serenità e tranquillità, ha finito di vivere, perché i "cravattari", sono gente senza cuore. Se non paghi, interessi e cifre da capestro, prima ti vessano, ti torturano, ti tormentano, ti massacrano e poi ti uccidono. 

Salutiamo come di consueto, tutti i nostri lettori sovrani dislocati ai quattro cantoni. Compresi i nostri collaboratori ed inserzionisti. Intanto i disabili, gli orfani, le vedove, le donne-madri, i disoccupati, gli ammalati ed i carcerati. Poi, tutte le altre categorie al di sotto ed al di sopra del così detto ceto medio. Ma, esiste ancora? Infine il resto, perché un saluto ed un augurio, non si negano a nessuno."Pace e bene fratelli" diceva Padre Mariano. 

Un saluto speciale va a Bruna Italia Massara, Antonella, Luigi Palamara, che stanno mandando avanti "questa baracca". Tra mille, mille e mille ancora, difficoltà. A parte le trappole, gl'inganni, le falsità, i trabocchetti, le imboscate, i tradimenti, le insidie ed i tranelli; non solo dei pendagli da forca, avanzi delle patrie galere e feccia della suburra, ma anche di gente, (solo apparentemente), così detta per bene, che s'azzarda a mostrare il volto di agnellino, per nascondere il vero viso, quello del lupo rapace. Forza e coraggio! E ce ne vuole tanto per continuare a lottare in questa terra di frontiera, sempre in prima linea, dove il diritto è un optional. Editori-coraggio dalla faccia pulita ed onesta, che da sette anni combattono su tutti i fronti per assicurare ai lettori sovrani, veri ed autentici padroni del giornale, la gioia di usufruire di una testata libera, autonoma ed indipendente. 

Siamo riconoscenti e grati e li ringraziamo per la loro fiducia. Lo spazio politico, viene distribuito equamente, in  perfetto equilibrio, a sinistra, al centro ed a destra. Spazio sufficiente, se non vitale, hanno ricevuto pure: enti, associazioni, volontariato e persone giuridiche. Non solo per gl'ideali di giustizia, legalità, onestà, rettitudine morale, libertà, democrazia, tutela e salvaguardia della Carta Costituzionale. Una testata giornalistica, che abbia come imperativo categorico la ricerca della verità, come ideale supremo, dopo Dio, dev'essere, anche il gendarme della politica. Deve controllare, verificare, vigilare, esaminare, accertare, ispezionare, indagare, analizzare ed investigare. Compatibilmente con il rispetto per la privacy. Nel pieno rispetto per i diritti degli altri e della dignità umana. Noi ci proviamo da quasi mezzo secolo. Nonostante le moine, le sdolcinature e le svenevolezze,  dei nuovi negrieri, che vorrebbero metterci la museruola, ridurci in schiavitù e trascinarci per il guinzaglio, come il cagnolino da passeggio. Battaglie di civiltà, che si possono vincere solamente con il consenso, la concordia, il beneplacito ed il sostegno del cittadino libero onesto e consapevole; del lettore sovrano. Dunque, l'augurio di un anno di pace, salute, prosperità e di ripresa economica, per uscire fuori dal tunnel della crisi.  

Il direttore

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