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Scacco matto alla capolista Melito F., il Cinquefrondi muove e vince in quattro mosse

I padroni di casa sbagliano approccio e vanno sotto di due reti dopo mezz’ora di gioco. Ma poi, non sfruttano nemmeno la superiorità numerica. Sebbene, il Cinquefrondi abbia disputato un primo tempo assolutamente spettacolare per tecnica ed atletica. I padroni di casa, avrebbero potuto ribaltare dopo la concessione di un calcio di rigore e conseguente doppia ammonizione per l’allocco difensore,  ma Candito, lo ha sbagliato ancora una volta. La squadra pianigiana, padrona del campo, ha spadroneggiato; praticamente ha fatto quel che ha voluto. Quattro segnature, di pregevole fattura ma potevano essere otto o nove. Poi paga del risultato ha tirato i remi in barca e soprattutto ha regalato un’espulsione ingenua, su un piatto d’argento, guanti e livrea. Quando è uscito il panzer di Heinz Guderian-Attisano, l’E.T.di Cinquefrondi, le cose si sono  complicate
IL CINQUEFRONDI SBANCA MELITO E VOLA TRA METRI SOPRA IL CIELO, MA IL PAREGGIO NON AVREBBE FATTO GRIDARE ALLO SCANDALO
Nel secondo tempo, si è visto il vero Melito. Quello che tutti noi conosciamo; e si è giocati ad una porta. Trascinato da un Claudio Minicuci scatenato, difficilmente controllabile sulla fascia, autore di una doppietta splendida. In goal pure Tripodi, che ha disputato un grosso match. La difesa di cartapesta, ha sulla coscienza la sconfitta dei padroni di casa, che non si aspettavano un Cinquefrondi così pimpante, veloce, ambizioso, smanioso, dinamico, a tratti trascendentale. Ma le espulsioni “natalizie” e le ammonizioni assolutamente “gratuite”hanno gravato sul punteggio. Un signor arbitro, Gianluca Trunfio che ha dimostrato di avere la stoffa per arrivare molto in alto, ha consentito di assistere ad una grossa partita
Domenico Salvatore

MELITO PORTO SALVO-Terza sconfitta stagionale, di cui due in casa, a fronte delle cinque vittorie complessive. Un campionato equilibrato, dicono gli esperti; ma per noi è un “torneo strano” e misterioso. Proprio per questo affascinante ed emozionante. Qualche veterano di queste dimensioni, ha pure detto che a suo parere, il campionato di Seconda Categoria, sia il più bello di tutti. Mah! Su questo abbiamo le nostre riserve. Sicuramente, è tra i più interessanti ed autentici. Molto dipende dagli arbitri. L’Aia, Can o Car, se non altra definizione, negli ultimi anni ha proceduto ad un rinnovamento graduale e concreto, puntando su due fattori importanti: la velocità e la psicologìa. Sono uscite fior di “giacchette nere” con le p…Gente che non ha paura di niente. Arbitri, che sanno affrontare ambienti difficili, tifoserie piene di facinorosi e scellerati; dirigenti irresponsabili; allenatori che fomentano  comportamenti opinabili e così via. Proprio, come richiedono Marcello Nicchi, Massimo Cumbo, Stefano Archinà, Gino Idone. Come raccomanda Ninetto Zampaglione. Per i Don Abbondio od i Don Rodrigo, sarà dura mantenere lo status. Il repulisti sarà inesorabile. Oggi pomeriggio, abbiamo incontrato un direttore di gara veramente all’altezza della situazione. Pronto a sedare le risse; disponibile al dialogo con i dirigenti, i giocatori e la panchina; civile,  democratico e disponibile al confronto. Ma non fessacchiotto, allocco e gonzo. Tutt’altro. Casomai, fermo e deciso. Il rigore, quando c’è, lo dà senza battere ciglio. Il cartellino rosso pure.

Ed anche quello giallo, quando ci sono simulatori che gli tendono la trappola per indurlo in tentazione e farlo sbagliare. Si muove lungo l’asse maggiore del campo come una gazzella di Tomson, cuore di leone, grinta di tigre del Bengala, occhio di falco. Chiede rispetto per il regolamento e per la sua persona. Fa osservare la distanza di nove metri e rotti centimetri sui calci piazzati. Per i furbetti del quartierino, che fanno gli scaltri, ci sono cartellini a raffica. Ovviamente, la squadra che perde, non ci sta. Fa mille moine, smancerie e smorfie. Nitrisce e scalpita come un mustang dentro il korral. Fioccano i cartellini, come la neve a Madonna di Campiglio. Questa è la nostra opinione. Non pretendiamo che venga spacciata per verità assoluta….”La notte cade su di noi/ la pioggia cade su di noi /la gente non sorride più /vediamo un mondo vecchio che/ ci sta crollando addosso ormai.../ ma che colpa abbiamo noi? /Sarà una bella società /fondata sulla libertà /però spiegateci perché/ se non pensiamo come voi/ ci disprezzate... come mai?/ Ma che colpa abbiamo noi?/ ...”. La partita, si può sintetizzare o leggere dipinta sui volti dei due presidenti. Rocco De Pietro…”Sono partite che nascono così e non c’è niente da fare. Abbiamo giocato al pallone, meritavamo forze qual cosina in più, ma accettiamo la sconfitta. Onore al Cinquefrondi”.

Rosario Cannatà:”Abbiamo incontrato una signora squadra che ci ha messo in difficoltà, soprattutto nella ripresa. Ma voglio dire un grosso “Grazie” ai ragazzi, per questa meravigliosa prova fuori casa, in una fossa dei leoni proverbiale”. Mister Domenico Tripodi, allontanato dalla panchina per un equivoco, non si ferma neppure a commentare la gara. Di tutt’altro umore è mister Michele Franco:” Eravamo consapevoli della forza della capolista, ma noi abbiamo il massimo rispetto per tutti gli avversari. Sia quando giochiamo in casa, che quando andiamo in trasferta. Sicuramente il Melito, era un banco di prova autorevole per saggiare le nostre ambizioni di classifica”. Euforico l’assessore allo sport Michele Raso:”Sono contento e soddisfatto, perché nasconderlo. Una vittoria strameritata sul campo. Ho visto una squadra motivata, viva, seria, combattiva su ogni palla, decisamente votata alla vittoria. Nel primo tempo, si è vista una sola squadra in campo. Che grinta! Che mordente! E si poteva fare di più sul piano delle marcature. L’Amministrazione Comunale, sensibile ai problemi dei giovani, del tempo libero e dello sport, farà la sua parte. A cominciare dal tappetino in erba sintetica, pronto per l’appalto da realizzarsi il più presto possibile. Con la finalità di garantire un luogo sano, dove possano trovare posto la legalità e la morale. Un ambiente a misura di ragazzo, dove poter dialogare e confrontarsi.

Dove imparare il rispetto delle regole, propedeutico allo sviluppo e conservazione della democrazia e della libertà. Fermo restando che il Melito, abbia disputato la sua onesta partita e costruito le palle-goal per ricercare il risultato favorevole”. Nino Zavettieri a bordo campo non le manda a dire:” Approccio sbagliato, squadra approssimativa, poca grinta. Era una partita da affrontare con il sangue agli occhi”.  Altro che tisana della nonna o camomilla di Cocco Bill. Ninetto Franco, accovacciato sui gradoni del Marosimone, mastica amaro e si fa rimbalzare l’amarezza per l’omaso, abomaso, reticulo e rumine propriamente detto. Mezzo secolo dopo, la Storia si ripete, con il Cinquefrondi ancora mattatore. I ragazzi della Via Paal di Cinquefrondi, guidati da…”Boka”, sono riusciti a sbancare il “Saverio Spinella”, al termine di un assedio degno di Forte Alamo. Franz Baccellieri nei panni di Davy Crockett, ha combattuto fino alla morte per la libertà e l'indipendenza del… Texas. Ma alla fine ha dovuto ammainare la bandiera. Come abbiamo detto e scritto svariate volte sui giornali cartacei, le partite sono fatte di episodi più o meno concatenati o scatenati…la partenza a razzo del Cinquefrondi. La difesa passiva del Melito, perennemente a caccia di farfalle sotto l’arco di Tito e quando va in barca, ma non dite…”perde”, incassa…tranquillamente quattro e financo cinque reti, davanti al pubblico amico.

Un primo tempo insapore, inodore ed incolore, peggio del Guttalax. Una frazione di gioco affrontata all’acqua di rosa. Ci voleva un concentrato di Petrus Boonekamp, Dom Bairo, Fernet Branca, Amaro Averne e Amaro18 Isolabella, per poterlo digerire. Altro che Bicarbon o Digerseltz.Se non, la Magnesia Bisurata Aromatic o come suggeriva Nicola Arigliano…Digestivo Antonetto. Gli hooligans ed gli skin-heads melitesi si sono intossicati il fegato per tutto quel maledetto primo tempo che non passava mai. Specialmente dopo il rigore fallito,che avrebbe potuto spalancare le porte del successo. La squadra ospite, era stata pure penalizzata con l’espulsione di Fenu, tradito dalla foga di voler fermare la trottola Minicuci; impossibile da francabollare, quando abbia la palla fra i piedi. Sembrava una slide di Wile Coyote e Beep Beep, se non di Tom e Jerry. Un altro episodio discutibile è l’espulsione di Calabrò. L’ombra del goleador della passata stagione. Ha sbagliato un paio di goal a pochi passi da Valenzise, davvero incredibili. Ma poi, ha fatto lo stuntman di Hollywood, sotto gli occhi dell’arbitro, che ovviamente non c’è cascato. Anzi lo ha sanzionato con il cartellino “leggero”. La scena madre è costata addirittura il cartellino pesante. Non sappiamo, se gli sia sfuggita qualche ‘parolina’ in libera uscita.

Di sicuro non riceverà alcun Oscar per il miglior attore non protagonista. Peggio ancora, la seconda espulsione di Guido Gullì, sempre per doppia ammonizione. Il tiro della domenica del tornante di fascia destra, Legato, da quarantacinque metri, ha strappato l’applauso scrosciante a scena aperta e standing ovation come si fa a Manchester e Liverpool. Nella circostanza, l’’uomoragno locale era in vacanza a Copacabana o Miami Beach se non ad Acapulco…Wini wini wini wini /wana wana wana wana/ Tahiti tamurè/….Legato si veste di matador e lo infilza come pollo allo spiedo… Renato Carosone gli avrebbe detto…”Te fatto 'a giacchettella corta, corta,/'o cazunciello astritto/e 'o ricciulillo 'nfronte./Te ride 'a gente areto e nun te 'mporta,/ti senti un Marlon Brando/che a spasso se ne va/per le vie di Santafè,/per le strade di "Ollivud"/e 'a 'nnammurata toia nun te vò cchiù!.../Oh! Torero!.../E levatillo 'a capo stu sombrero,/nun si' spagnuolo e nun su' caballero.../Sti nacchere tu nun 'e saie sunà/
e sti nacchere tu che ne 'a fa?... Belle 'e mammà!.../
Torero!/Cu' sti basette a' sud americano, /cu' 'nu sicario avana e 'a cammesella 'e picchè!.../Torero!.../Torero!.../Olè!.../…” Momenti di souspence al 18 del primo tempo. Lo scatenato Iannizzi, indossa il costume di Nembo Kid e svolazza sul settore di destra, sgusciando come un’anguilla delle Valli di Comacchio. Iron-man Baccellieri gli rovina addosso e lo stritola, ma oramai il pallone beffardo e velenoso, s’imbuca nel pertugio a filo d’erba, appena smanacciato dal portiere di casa.

L’inizio della fine per il Melito. L’estrema sinistra cinquefrondese ha fatto venire il mal di mare, alla difesa locale, se non di fegato; e ci vorrebbe altro, che la fitoterapia e le tisane di cardo mariano, carciofo o tarassaco, se non il pieno di Eparema per guarire . Mentre sugli spalti teen-agers e soupporters rischiavano la tachicardia e l’aritmia. Roba da far saltare il tappo della valvola mitralica.. Ma avete visto quante emozioni, brividi, sussulti, palpitazioni? Dieci ammoniti, tre espulsi, sette reti, rigori falliti, parate magiche dei portieri, reti mancate, paperissima. Una partita da cineteca. Per tanto tempo il Cinquefrondi ha dovuto indossare i panni di cenerentola, sprofondata nel pantano dell’isolamento e dell’anonimato; ma ora vuol diventare principessa e far schiattare di rabbia Anastasia e Genoveffa. Maestoso Cinquefrondi con Valenzise, Gallo, Carrera, Mafrici, Cutrì e Fenu insuperabili. Almeno nel primo tempo., Una signora squadra. Favoloso, quanto Biancaneve. Ogni giorno Brunilde interrogava il suo specchio malefico…”Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame? E la risposta era sempre la stessa…Biancaneve, mia regina. Ogni mattina interrogava lo specchio magico. L’equipe di mister Michele Franco hanno faticato come i Sette Nani.

Ma alla fine l’impresa è simile a quella degli Argonauti. E come Giasone è tornato sulle rive dello Sciarapotamo con il vello doro tra le mani. Il Melito ha tentato di spendere la carta della superiorità numerica ed ha pressato con terzini, mediani ed attaccanti per buona parte della ripresa, quando il coccodrillo si è ritirato nella palude del Marosimone ed ignorando il suo verso…”il coccodrillo come fa/ non c'è nessuno che lo sa/ si dice mangi troppo/ non metta mai il cappotto/ che con i denti punga/ che molto spesso pianga/ però quand' è tranquillo come fa sto coccodrillo?.../ il coccodrillo come fa/ non c'è nessuno che lo sa/ si arrabbia ma non strilla/ sorseggia camomilla/ e mezzo addormentato se ne va./ “. Altro episodio determinante, l’uscita di scena del centrocampista Peppe Pulitanò, dalla cabina di regìa, che comunque , assicurava dinamismo e ordine, ha messo in crisi il Melito? Forse. Problemi del trainer; ma al Cinquefrondi non interessa e risponde come Reth Butler a Rossella O’Hara, in ‘Via col vento’…”Francamente me ne infischio” . Melito e Cinquefrondi, a voler fare uno speed flash back hanno attraversato il momento top, a turn-over. La felicità va e viene. Tutto sta, nel saperla conquistare e difendere. Orietta berti dice che…”oggi la tocchi domani non si sa/ti svegli un bel mattino con il sole/e il pomeriggio il sole non c'e' piu'/a questo mondo tutto va su e giu'/e nell'amore me lo insegni tu/oggi mi lasci domani sei con me/e' un altalena il nostro amor…/.

I pianigiani, hanno conquistato sul campo con un poker. Capitolo a parte la reincarnazione di Karl Heinz Rummenigge e Ruud Gullit, che oggi vestono i panni del mezzosinistro Attisano. Un’ira di Dio a tutto campo. Una furia. L’incredibile Hulk. Nel finale Bruno Mafrici, rischia Principato; ma il mulino a vento di Pentidattilo, non fa in tempo a carburare. Un qualche merito ce l’avrà avuto pure Batman-Valenzise che ha salvato capra e cavali con almeno tre o quattro parate da campione nel finale thrilling e mozzafiato. Un rush finale da seguire con il defibrillatore a portata di taschino. Il Tarzan pianigiano è volato sulle liane meglio di Johnny Weissmuller. Va detto pure, che il generoso arrembaggio dei locali, non sia stato premiato stavolta dal pareggio, che onestamente ci stava tutto. E senza le due espulsioni regalate per Natale, si poteva pensare addirittura al ribaltone. Ma questo, è il senno del poi, chiaramente. Titolo d’inverno addio? Pare di dì. Anche perché domenica il Melito riposerà. Bene! Avrà tutto il tempo per meditare e riflettere su questa partita da vincere che invece si è persa, a dir poco rocambolesca; ed era davvero importante nell’economia del campionato. Il Cinquefrondi, si sta proponendo come la squadra rivelazione e certamente nel prosieguo, dirà la sua. Difesa arcigna, centrocampo che sa filtrare palloni ghiotti, attacco micidiale che segna fuori casa addirittura un bottino di quattro goal, ma soprattutto il ritrovato entusiasmo, euforia, e la voglia di vincere, se non la consapevolezza della sua forza, autorizzano l’ottimismo. Cannatà e Franco fanno i pompieri e gettano acqua sul fuoco degli entusiasmi. Ma per ora, se la godono tutta. Certo che giocare fuori casa con quest’autorevolezza, personalità e carattere, vuol dire fare il pieno di fiducia ed autostima. Domenico Salvatore



Il tabellino di Dosa
Melito-Cinquefrondi 3-4/ 8 dicembre 2010
Melito: Ritorto 6, Tripodi 7, Ielo 6, Baccellieri 6, Gullì 6, Candito 6, Verduci 6, Pulitanò 6, Iamonte 6, Zaccone 6, Minicuci7
In panchina Claudio Candito, Errigo, Laganà, Pizzi
Sostituzioni Calabrò, Pansera, Principato
Allenatore, Domenico Tripodi 6
Presidente,Rocco De Pietro 7
Cinquefrondi: Valenzise 7, Gallo 8, Carrera 8, Mafrici 8, Cutrì 8, Fenu 8, Ligato 9, Cuzzillo 9, Muratore 9, Attisano 10, Iannizzi  7
In panchina: Oppedisano, Megna, Pagano
Sostituzioni Pronestì, Ieraci, Ferrandello
Allenatore, Michele Franco 10
Presidente, Rosario Cannatà 10
Marcatori: 20 p.t. Iannizzi (C), 30 p.t. Ligato ( C),15 s.t. Minicuci (M),18 s.t. Pronestì (C ), 30 s.t. Oppedisano (C ), 34 s.t. Tripodi (M), al 38 s.t. Minicuci (M)

Arbitro, Gianluca Trunfio di Reggio Calabria, 10
Note:ammoniti: Tripodi, Ielo, Baccellieri, Gullì e Calabrò per il Melito; Gallo, Cutrì, Fenu, Cuzzillo e Attisano per il Cinquefrondi. Espulsi: Calabrò e Gullì per il Melito; Fenu per il Cinquefrondi. Angoli 7-6, punizioni 18-15, rimesse laterali 23-18




















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2 Commenti

  1. Meraviglioso articolo scritto da un Signore giornalista,o meglio da un poeta della carta stampata...complimenti davvero,emozionante !!!

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  2. Un articolo di queste proporzioni e con tale dialettica l'amata Rosea se lo sogna la notte. Complimenti

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