‘Ndrangheta - Operazione “INGANNO”. Arrestati pubblici amministratori e la responsabile di un’associazione antimafia.
'NDRANGHETA: 6 ARRESTI NEL REGGINO, ANCHE UNA NOTA ANTIMAFIA
Reggio Calabria 12 dicembre 2013 - I Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ex amministratori comunali ed imprenditori indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione aggravati avendo agito al fine di agevolare la 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale della 'locale" di San Luca.
Nel corso delle indagini sono emerse parallelamente responsabilità in condotte di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa) a carico di Rosy Canale, nota per il suo impegno antimafia come coordinatrice del 'Movimento delle donne di San Luca", associazione creata con finalità di sostegno sociale.
Le ordinanze - cinque in carcere e una agli arresti domiciliari - sono state emesse dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho. I particolari dell'operazione, denominata 'Inganno", saranno resi noti agli organi di informazione nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta questa mattina presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dal procuratore Cafiero de Raho e dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri.
'NDRANGHETA: ARRESTI NEL REGGINO; C'È EX SINDACO SAN LUCA - C'è anche l'ex sindaco di San Luca, l'avvocato Sebastiano Giorgi, tra le sei persone arrestate dai Carabinieri nell'ambito dell'operazione 'Ingannò condotta nel centro aspromontano. L'accusa nei confronti di Giorgi è di associazione per delinquere di tipo mafioso.
Nel corso della nottata, nella Locride, in Roma e Cosenza, militari del Gruppo Carabinieri di Locri, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Calabria” di Vibo Valentia e dei Comandi dell’Arma territorialmente competenti, stanno procedendo all’esecuzione di 6 Ordinanze di Custodia Cautelare (di cui 5 in carcere e 1 agli arresti domiciliari) emesse, il 4 dicembre 2013, dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia presso la Procura della Repubblica di Reggio Calabria nei confronti di altrettante persone (una delle quali già detenuta in regime di arresti domiciliari per altra causa) a vario titolo indagate per associazione per delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni con l’aggravante di cui all’art.7 L.203/1991 avendo agito al fine di agevolare l’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta nella sua articolazione territoriale della “locale” di San Luca.
Nel corso delle indagini sono emerse anche responsabilità in ordine a condotte di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa) a carico di Rosy Canale, nota per il suo impegno antimafia come coordinatrice del “Movimento delle donne di San Luca” .
L’operazione giunge quindi all’esito di un’indagine (convenzionalmente denominata “Inganno”) avviata nel 2009 e supportata da attività tecniche, che hanno consentito nel tempo:
- di accertare l’appartenenza all’associazione di tipo mafioso denominata ‘ndrangheta, segnatamente della “società” di San Luca, di ex amministratori pubblici del Comune, sciolto per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 17.05.2013; in particolare l’ex Sindaco del Comune di San Luca GIORGI Sebastiano e l’Assessore all’Ambiente MURDACA Francesco avrebbero favorito, con le proprie condotte amministrative, le cosche operanti sul territorio; analoga fattispecie viene contestata a COSMO Giuseppe, agli arresti domiciliari per altra causa, titolare dell’omonima impresa edile aggiudicatrice di rilevanti appalti pubblici quali la realizzazione della rete di metanizzazione del Comune di San Luca e l’appalto relativo ai “Percorsi di cultura e fede nel centro storico”;
- di documentare l’acquisizione del controllo e della gestione, da parte di STRANGIO Francesco alias Ciccio “Boutique”, ritenuto appartenente alla medesima “locale” di ‘ndrangheta, dell’area mercato del Comune di San Luca, e specificamente della zona di Polsi, nonché l’ostacolo al libero esercizio del voto in occasione delle consultazioni regionali del 2010, convogliando un gran numero di preferenze in cambio di future utilità;
- di contestare a NIRTA Antonio alias “Terribile” l’intestazione fittizia della ditta “Edil Trasporti”, attribuita fittiziamente ai figli al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale;
- di acclarare come parte dei finanziamenti elargiti dal Ministero della Gioventù, dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria, dall’Ufficio Territoriale del Governo di Reggio Calabria e dalla Fondazione “Enel Cuore”, da utilizzare per la gestione – da parte del “Movimento delle Donne di San Luca” – di un bene confiscato alla cosca Pelle alias “Gambazza” di San Luca destinato a ludoteca (inaugurata nel 2009 e poi mai entrata in funzione) siano state impiegate dalla fondatrice e presidente CANALE Rosa alias “Rosy”, per finalità esclusivamente private, tra cui l’acquisto di un’autovettura, di mobili e di arredamento per la propria abitazione, con grave nocumento per lo Stato, anche di natura patrimoniale derivante dal mancato sfruttamento del bene confiscato.
Ancora una volta un’attività investigativa è stata in grado di documentare i particolari del legame esistente tra l’operatività delle “cosche” e la politica locale. In particolare GIORGI Sebastiano è stato eletto Sindaco di San Luca con il consenso e l’appoggio della “Locale”, asservendo l’attività amministrativa ai voleri della criminalità organizzata soprattutto in materia di appalti e lavori pubblici, orientando i lavori di maggiore rilievo alle ‘ndrine più importanti, suddividendo poi le somme urgenze con le rimanenti.
I comportamenti attivi ed omissivi dell’amministrazione di San Luca sono nel frattempo emersi nell’attività di verifica da parte degli organi preposti venendo definitivamente sciolta per infiltrazione e condizionamento in costanza d’indagine il 17 maggio ultimo scorso.
In relazione al presidente del “Movimento delle donne di San Luca”, Rosy Canale, è emerso come i finanziamenti erogati per la gestione di attività di sostegno sociale venissero distratti a vantaggio dell’interessata per l’acquisto di beni trattenuti nella sua disponibilità: in particolare due autovetture, mobili, vestiti e viaggi.
Le indagini continueranno in direzione degli ulteriori accertamenti che dovranno fare luce sulle diverse tematiche trattate dall’indagine.
A breve il video
Reggio Calabria, 12 dicembre 2013
'NDRANGHETA: 6 ARRESTI NEL REGGINO, ANCHE UNA NOTA ANTIMAFIA
Reggio Calabria 12 dicembre 2013 - I Carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria hanno eseguito sei ordinanze di custodia cautelare nei confronti di ex amministratori comunali ed imprenditori indagati per associazione a delinquere di tipo mafioso, intestazione fittizia di beni e reati contro la pubblica amministrazione aggravati avendo agito al fine di agevolare la 'ndrangheta nella sua articolazione territoriale della 'locale" di San Luca.
Nel corso delle indagini sono emerse parallelamente responsabilità in condotte di truffa aggravata e peculato (non aggravate dalla condotta mafiosa) a carico di Rosy Canale, nota per il suo impegno antimafia come coordinatrice del 'Movimento delle donne di San Luca", associazione creata con finalità di sostegno sociale.
Le ordinanze - cinque in carcere e una agli arresti domiciliari - sono state emesse dal Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia (Dda) coordinata dal procuratore Federico Cafiero de Raho. I particolari dell'operazione, denominata 'Inganno", saranno resi noti agli organi di informazione nel corso di una conferenza stampa che sarà tenuta questa mattina presso il Comando provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria dal procuratore Cafiero de Raho e dal procuratore aggiunto Nicola Gratteri.
'NDRANGHETA: ARRESTI NEL REGGINO; C'È EX SINDACO SAN LUCA - C'è anche l'ex sindaco di San Luca, l'avvocato Sebastiano Giorgi, tra le sei persone arrestate dai Carabinieri nell'ambito dell'operazione 'Ingannò condotta nel centro aspromontano. L'accusa nei confronti di Giorgi è di associazione per delinquere di tipo mafioso.
PREMIO BORSELLINO, DOMANI BOLDRINI E NIERI PREMIANO VINCITORI EDIZIONE 2013
Sabato 7 dicembre 2013, in Campidoglio, a partire dalle ore 10.30, si terrà la cerimonia di premiazione del Premio Borsellino 2013. Un riconoscimento importante che verrà consegnato a numerose personalità che in diversi settori della nostra vita hanno contribuito, attraverso le loro idee, le lotte e le loro azioni, a combattere le mafie. La cerimonia della XVIII edizione del premio nazionale avrà luogo nella Sala della Protomoteca, dove oggi il sindaco di Roma Ignazio Marino, le parti sociali e le forze dell’ordine hanno siglato il Patto della Legalità. Alla cerimonia di domani parteciperanno la Presidente della Camera Laura Boldrini e il Vicesindaco di Roma Luigi Nieri che premieranno tante personalità. Per la sezione “Legalità”: Salvatore Calleri (Fondazione Antonino Caponnetto), Ciro Corona (Ass.ne [R]Esistenza – Scampia), Padre Maurizio Patriciello (Parroco di Caivano, Napoli) e Franco Roberti (Procuratore nazionale antimafia). Per la sezione “Giornalismo”: Giuseppe Lo Bianco (Il Fatto Quotidiano), Sandra Rizza (Il Fatto Quotidiano) e Giovanni Tizian (L’Espresso). Per la sezione “Cultura”: Rosy Canale (Attrice), Giulio Cavalli (Attore) e Salvo Palazzolo (Scrittore). Per la sezione “Sociale”: Luigi Cuomo (Nuova Quarto Calcio) e Luigina di Liegro (Fondazione “Di Liegro”).
La conclusione dell’edizione 2013 giunge al termine di un fitto calendario di eventi che quest’anno, per la prima volta, si è svolto interamente a Roma dove, dal 20 novembre all’8 dicembre, l’Expresso Teatro, l’associazione Società Civile e il Teatro La Scaletta, hanno portano in 10 scuole della Capitale le “Lezioni di Legalità”, con la messa in scena dello spettacolo “Caduti in nome di Paolo”, seguito con grande partecipazione da oltre 3000 studenti romani.






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