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Preso in Olanda il latitante di 'ndrangheta NIRTA Francesco.



REGGIO CALABRIA. Catturato in Olanda il latitante Francesco Nirta

REGGIO CALABRIA. Catturato in Olanda il pericolosissimo ricercato della ‘ndrangheta Francesco Nirta, 39 anni, inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità (ex “elenco dei 30”), stilato dal ministero dell’Interno. L’importante risultato è il frutto di laboriose ed accurate investigazioni coordinate dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e di una incessante cooperazione internazionale tra la Polizia di Stato italiana e quella olandese, tramite le rete organizzativa dell’Interpol. Francesco Nirta, figlio di Giuseppe classe ‘40, alias “’U Versu”, “capobastone” dell’omonima famiglia, è stato sorpreso nel pomeriggio di ieri, intorno alle ore 14, a Nieuwegwin, cittadina olandese sita nel distretto di Utrecht, distante circa 50 chilometri da Amsterdam, mentre si trovava all’interno di un appartamento assieme ad altre quattro persone, fra cui Denis Pasqualone, 28 anni, di Anoia, tutti tratti in arresto. La localizzazione del ricercato è stata possibile solo grazie a prolungati servizi di osservazione e pedinamento svolti in piena collaborazione tra la Squadra Mobile di Reggio Calabria, il Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, la Squadra Mobile di Milano e un apposito team investigativo allestito dal collaterale organo di Polizia del luogo specializzato nella ricerca di latitanti. Non appena raccolti una serie di consistenti elementi che facevano ritenere probabile la presenza del latitante all’interno dell’appartamento di Nieuwegwin, è stato predisposto un blitz con l’impiego di numerosi uomini e mezzi che ha sortito gli esiti sperati da lungo tempo. Nel corso dell’operazione di polizia è stato sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente del tipo cocaina pari a 40 kg.

Francesco Nirta
Francesco Nirta balzò agli “onori delle cronache” già nel febbraio del 1998, quando venne tratto in arresto a Pisa, nell’ambito dell’operazione “Trina”, poiché trovato in possesso di circa 10 kg di cocaina, fatti per i quali è stato condannato in via definitiva a sette anni di reclusione. Successivamente, nel 2007, è stato colpito dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale reggina (operazione “Fehida I”), scaturita dalle indagini successive alla “Strage di Natale”, avvenuta a San Luca il 25 dicembre 2006, nel cortile dell’abitazione dello stesso Nirta. Come si ricorderà, in tale episodio delittuoso, i killer della ‘ndrina dei Pelle - Vottari freddarono, a colpi di micidiali armi da fuoco, la cognata Maria Strangio, classe 1973 e ferirono ben quattro persone, tra cui un bambino di tenera età Domenico Strangio, lo stesso Francesco Nirta e il fratello Giovanni Luca. Le indagini avviate a seguito del grave fatto consentivano di acclarare pesanti responsabilità penali a carico Francesco Nirta, il quale, in data 12 luglio 2011, veniva condannato, in primo grado, alla pena dell’ergastolo per associazione di tipo mafioso, omicidio aggravato e detenzione e porto in luogo pubblico di armi comuni da sparo. In particolare, l’odierno arrestato è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di Bruno Pizzata, affiliato alla cosca Vottari - Pelle - Romeo (fatto avvenuto a Casignana, il 4 gennaio 2007), perché agendo con premeditazione e per motivi abietti di vendetta e supremazia mafiosa, in concorso morale e materiale col padre, il fratello Giovanni Luca ed il cognato Sebastiano Romeo, esplodeva all’indirizzo della vittima numerosissimi colpi di arma da fuoco che lo attingevano alla regione occipitale del capo ed alla schiena. Dal 30 agosto 2007, il citato provvedimento giudiziario emesso nei confronti di Nirta aveva ricevuto l’estensione delle ricerche in campo internazionale. L’azione di contrasto della Polstato e della magistratura è stata sempre puntuale nei confronti dei latitanti della cosca di San Luca. Due dei più efferati killer, Giuseppe Nirtae Giovanni Strangio, vennero arrestati, sempre in Olanda, il primo nel novembre 2008 nella città di Amstelweeng ed il secondo, assieme al cognato latitante Francesco Romeo, a Diem nel marzo 2009. Da ultimo, il 20 aprile di quest’anno la Squadra Mobile di Reggio Calabria e quella di Alessandria, con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, aveva assestato un altro colpo durissimo alla citata cosca di ‘ndrangheta, localizzando, a Castelnuovo Scrivia (AL), Sebastiano Strangio, 38 anni, appartenente alla omonima famiglia di San Luca, fratello di Maria, uccisa nella “Strage di Natale”. Francesco Nirta, l’ultimo latitante sfuggito all’operazione “Fehida I”, verrà estradato in Italia non appena ultimate le relative procedure internazionali curate dall’Autorità giudiziaria. I particolari sulla cattura sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa, tenutasi presso la sala “Nicola Calipari” della Questura, cui hanno partecipato il procuratore capo Federico Cafiero de Rhao, il questore Guido Nicolò Longo, il procuratore aggiunto Nicola Gratteri, il direttore del Servizio centrale operativo Raffaele Grassi, il capo della squadra mobile reggina Gennaro Semeraro, il direttore della Sezione criminalità organizzata dello Sco Andrea Grassi, dal dirigente della catturandi dell’Interpol Giampiero Messinese, il dirigente della Sezione criminalità organizzata della Squadra mobile Francesco Rattà.

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