Polistena – (Reggio Calabria) 02/09/2013 - Una festa dal titolo emblematico " Il coraggio del cambiamento" che la sezione polistenese del PDCI ha voluto interamente dedicare al compianto intellettuale di sinistra Pasquino Crupi, di recente scomparso. La crisi, il governo degli inciuci, la rassegnazione ma anche il disagio sociale e la costituzione come punto di riferimento. Argomenti molto cari al popolo della sinistra che non sono certo sfuggiti all'attenzione dei relatori presenti sul palco, con in testa schierata tutta la dinastia politica Tripodi.
E, di festa riuscita ha parlato la moderatrice Rosa Politanò mentre il segretario del circolo, Fabio Racobaldo, ha voluto ricordare che questa amministrazione ha «applicato la vera spending review, con una classe dirigente formata dal 90% di facce nuove che ha imposto alla vecchia l'inizio della differenziata della politica essendo stati bastonati dal dissenso dei cittadini. E ora per risorgere tentano la carta dell'inciucio». Ma poi le corde vibrano sulle tematiche locali quali imu, differenziata e lavori pubblici. «Finalmente i comunisti sono tornati alla guida della città di Polistena dopo aver ereditato, dalla disastrosa amministrazione Laruffa, solo debiti e spazzatura!». E' questo l'incipit con il quale il primo cittadino e dirigente comunista, Michele Tripodi, ha esordito parlando della città a conclusione della festa, tramutata quasi in un esorcismo contro il precedente sindaco ed il suo gruppo dirigente, a cui ha destinato una severa reprimenda pubblica. «Questi signori hanno ancora il coraggio di salire sui palchi e vomitare accuse contro di noi – ha aggiunto – mentre il cambiamento è evidente e sotto gli occhi di tutti. Ed hanno pure il coraggio di raccontare falsità sui debiti prodotti». Il verbo di un fiume in piena, inarrestabile, che si è abbattuto impetuosamente contro l'operato della gestione Laruffa. «Vi diffidiamo ad usare – ha proseguito Tripodi rivolgendosi agli ex amministratori – termini che non vi appartengono, come cambiamento.
I veri comunisti sono qui col popolo ed in mezzo al popolo, per raccogliere i bisogni della gente, perché noi abbiamo rotto con le clientele del passato in quanto non abbiamo scheletri nell'armadio e nessuno da favorire». Una stoccata, Michele Tripodi, l'ha pure riservata a Progetto Polistena di cui ha detto che «questa è un'associazione che ci è sistematicamente contro, per loro interessi» evidenziando tutto l'astio che – specie nell'ultimo anno e mezzo – si è sviluppato con l'attuale amministrazione comunale. Poi, tornando ancora su Laruffa ha rilanciato: «si è già candidato tre volte e pensa di farlo anche la quarta. E' questo il rinnovamento che propone ai cittadini?», ed ancora, «loro – i vecchi amministratori, ndr – pensano solo al potere e si lasciano trascinare dall'ansia, per cercare ammucchiate, perché non hanno né armi né argomenti. Questo è un film già visto. E poi, le ammucchiate non piacciono alla gente che ha testa».
Tripodi, concludendo il suo intervento, ha tirato dritto affermando che «noi difenderemo questa città dagli affaristi e dagli imbroglioni. Abbiamo già avviato una grande rivoluzione culturale per la città, che oggi è ben amministrata e ben rappresentata». E, per finire, il primo cittadino ha voluto rispolverare un vecchio adagio proprio di Pasquino Crupi, offrendolo al pubblico quale simmetrica metafora politica, chiosando che «l' asino, sulla via del ritorno a casa alla sera, inciampa sempre sulla stessa pietra…». Praticamente quella pietra che potrebbe essere considerata tombale sulla possibilità di rasserenare gli animi di una contesa politica che vede contrapporsi non solo due (o più) schieramenti, ma, soprattutto, due scuole di pensiero, che benché derivanti dalla medesima estrazione culturale, appaiono impregnate da valori conseguenziali evidentemente del tutto eterogenei. Giuseppe Campisi


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