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Pedemontana della Piana, Raffa rassicura: «Presto il via agli appalti». E Cascarano avverte: «Lo svincolo a Cinquefrondi, senza passi indietro»

Cinquefrondi (Reggio Calabria), 25/07/2013 - L’intervento del presidente Raffa a Cinquefrondi presso la mediateca comunale “Creazzo” per discutere della Pedemontana e più specificamente del tratto lotto di collegamento tra Cinquefrondi-S.Giorgio Morgeto, è stato il momento per rendicontare circa il futuro prossimo di una infrastruttura praticamente ferma da circa 20 anni in ragione di un contenzioso che, in un domino di responsabilità, ha visto la pubblica amministrazione infilarsi da capo a piedi nei gineprai giudiziari e pagarne pesantemente dazio.

Raffa è stato chiaro: «questa è un opera di ingegneria sociale e non solo di ingegneria civile, poiché restituisce ad una fascia importante di territorio provinciale il diritto alla mobilità che finora è stato limitato se non addirittura negato in zone che particolarmente soffrono lo sviluppo» ed ancora, «specialmente in un momento in cui soggetti come Anas, Alitalia e Ferrovie non prestano la giusta attenzione alla mobilità de i cittadini della provincia» ecco l’impegno per «velocizzare l’iter di competenza per accelerare il più possibile l’appalto dell’opera» che ha già incamerato i pareri approvativi mancando solo la VIA regionale, che dovrebbe arrivare a breve per permettere di appaltare il progetto dal costo relativo di 21,40 mnl/€ entro fine anno, ma soprattutto per non perdere i finanziamenti ministeriali già stanziati dall’allora governo Prodi per le opere di viabilità secondaria (circa 16 mln/€, a cui appunto si aggiungono circa 3 mln/€ di fondi residui dell'appalto iniziale ed 1,7 mln/€ di fondi del bilancio provinciale).

Opera che – val bene ricordarlo – in tutta la sua ampiezza consta di circa 35 km di tracciato, interessa una quindicina di comuni del comprensorio pianigiano e che dovrebbe impegnare una somma complessiva di 252,2 milioni di € (praticamente in media 7,20 mln€ a km). Ed il tratto cinquefrondese è risultato particolarmente travagliato con una storia tutta italiana, per come raccontato in maniera piuttosto prolissa dall’ing. Condò, pianificatore dell’opera, fatta di una progettazione di fine anni ’80, l’avvio nel 1992 e lo stop nel 1993 con relative controversie che hanno visto contrapporsi interessi privati a quelli pubblici con quest’ultimi, peraltro come detto, risultati soggiacenti in sede giudiziaria. Dopo di che il nulla, il vuoto assoluto. Piloni cabrati al cielo a rimiarar le stelle, alla stregua di caduche colonne greche, ed a certificare l’insipienza degli amministratori che non hanno saputo, allora per ora, valorizzare una infrastruttura chiave non solo per i comuni attraversati. E di tanto ha riferito Giancarlo Raso che ha parlato senza mezzi termini di «gente che su questa incompiuta ci ha speculato» lasciando strascichi controversi soprattutto con gli espropriati, i quali ancora attendono d’essere liquidati per intero, facendosi promotore per l’attivazione di tutte le procedure necessarie alla risoluzione delle recriminazioni dichiarandosi pronti - come amministrazione comunale - a ricorrere anche «all’aiuto della magistratura, perché chi ha sbagliato deve pagare».

Di «situazioni paradossali» che hanno minato il territorio sia sotto il profilo infrastrutturale che economico ha discusso anche l’assessore al ramo Maurizio Bellocco auspicando che tutti i vincoli burocratici che bloccano la ripresa dei lavori possano dirsi superati, grazie alla sinergia comune-provincia, cosicché in tempi celeri si possa procedere al definitivo avvio degli appalti. E piuttosto battagliero è parso anche il sindaco Marco Cascarano riverberando causticamente di dover «dare un giudizio politico negativo al contesto stesso dell’opera, poiché con la sua realizzazione per tempo si poteva garantire già da oltre 20 anni lo sviluppo del territorio» e nel contempo volendo porre l’accento su come per torti altrui «oggi consegniamo opere vecchie, progettate dalle precedenti classi dirigenti, i cui ritardi ne rivelano solo la vergogna politica».

Ma di più ha fatto lanciando un monito riguardo il progetto: «noi vogliamo lo svincolo a Cinquefrondi. Non accetteremo di pagare più di quanto abbiamo pagato e non faremo sconti a qualche collega sindaco – ha tuonato - facendo passi indietro». Parole che sembravano indirizzate al convitato di pietra, il sindaco di Polistena, mentre in sala erano anche presenti i sindaci di Terranova Sappo Minulio, Foti, e di San Giorgio Morgeto, Cleri. E dunque, chi ha orecchi per intendere… Giuseppe Campisi

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