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Condofuri e quei processi flopp! Signor giudice, sono innocente: lo giuro sulla..."Parola d'onore"

Il processo" Konta Korion" alle cosche della 'ndrangheta della Vallata dell'Amendolea. Vince lo Stato per… 24 a 23 Nel mirino dei pp.mm. della DDA reggina, Antonio De Bernardo e Federico Perrone Capano, la cosca Rodà-Casile, che avrebbe condizionato, illecitamente, le attività del Comune di Condofuri, eseguite dagli agenti del Commissariato Condofuri e dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo. In mezzo, pure le 'ndrine Morabito-Bruzzaniti-Palamara di Africo, Maesano-Pangallo-Zavettieri di Roghudi-Roccaforte del Greco, Paviglianiti di San Lorenzo, Vadalà e Talia di Bova Marina. La soddisfazione degli avvocati, compreso Maurizio Punturieri del foro di Reggio Calabria. Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose, si è proceduto alle nuove elezioni comunali, che hanno premiato una nuova compagine amministrativa, diretta dall'avvocato Salvatore Mafrici. 
CONDOFURI (RC), SIGNOR GIUDICE, VOSTRA ECCELLENZA, VE LO GIURO SULLA …"PAROLA D'ONORE", CHE SONO INNOCENTE. CADE IL REATO DI ASSOCIAZIONE MAFIOSA
La stangata, nel processo ordinario, ha colpito severamente tuttavia, Giuseppe Poerio (condannato a 10 anni e 1/2 di reclusione), Ernesto Pòntari ( 10 anni di reclusione) Concetto Manti, Pietro Miceli e Filippo Rodà a 9 anni di reclusione). Interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. Sono stati condannati inoltre:Filippo Guglielmini 3 anni e sei mesi; Caterina Iriti 3 anni e sei mesi; Antonio Massimo Miceli 3 anni e sei mesi; Tommaso Miceli senior 3 anni;Tommaso Miceli junior 3 anni;Domenico Caridi 3 anni e quattro mesi; Francesco Timpano, 1 anni e sei mesi; Roberto Caratozzolo, 1 anni e sei mesi;  Gianfranco Aquino, Bruno Bertone, Pietro D'Aguì, Antonio Grasso, Antonio Rocco Ieropoli, Francesco Marzano, Giuseppe Scattareggia, Domenico Stelitano, Leone Violi, 1 anno di reclusione. Non doversi procedere per: Giuseppe Gurnari, Daniele Marcello Nucera, Francesco Pangallo, Calogero Terrana, Bruno Zappavigna, e Ferdinando Zappavigna; e Giuseppe Caruso, per sopravvenuto decesso. Assoluzione completa per: Giovanni Altomonte, Filippo Altomonte, Pietro Bertuca, Leone Caridi, Francesco Cataldo, Angelo Cosentino, Giovanni Gullì, Francesco Gurnari, Pio Legato, Vincenzo Marra, Carmelo Modafferi, Pasquale Modafferi, Antonio Nucera, Giuseppe Nucera, Leonardo Occhibelli,Tommaso Ollio, Giuseppe Perrone, Pietro Praticò, Barbara Rinaldo, Giacomo Scattareggia, Marco Siciliano, Massimo Siciliano, Claudio Sottile, e Demetrio Tripodi. Parti civili: il Ministero degl'Interni, la Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria ed il Comune di Condofuri. Soddisfazione degli avvocati Putortì, Mandalari, Gatto, Travia, Alvaro, Staropoli e Condello
 Domenico Salvatore
CONDOFURI (RC)-Il procuratore capo della repubblica di Reggio Calabria del tempo, Giuseppe Pignatone, nell'illustrare l'operazione Kontà Korion-Parola d'onore in parte eseguita dai carabinieri del Comando provinciale ed in parte dalla Polizia di Stato della Questura reggina (Squadra Mobile, diretta dal dottor Renato Cortese, rimase sorpreso e lo confessò candidamente, davanti alle telecamere mobili, al di là dei personaggi, dei contorni dell'indagine….Lo Statuto, le gerarchie,  la Maggiore, la Minore, le cariche, le doti, il battesimo, i kalashnikov, le bombe, la trattativa Stato-mafia  nel suo piccolo, che ha portato allo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, gli arresti, i processi in prima istanza ed in seconda.  Strada facendo tuttavia, il processo ha fatto flopp (in parte)! Si sta sgonfiando come pallone punto da uno spillo. I presunti mammasantissima sono già a casa da un pezzo. Così i picciotti e gli sgarristi. Ma non del tutto. C'è chi piange e chi ride. O almeno, piange con un occhio solo. Il p.m. della DDA Antonio Di Bernardo, a conclusione della sua requisitoria  aveva richiesto la condanna degl'imputati, una cinquantina in tutto, per un totale di circa duecentocinquanta anni di carcere.  18 anni di reclusione per Ernesto Pòntari, quattordici anni per Concetto Manti e dodici per Pietro Miceli e Filippo Rodà, ex assessore comunale, 9 anni di reclusione per Giuseppe Poerio e Antonio Nucera, otto anni per Filippo Altomonte, Giovanni Altomonte, Leone Caridi, Francesco Gurnari, Pasquale Modaffari, Carmelo Modaffari, Giuseppe Nucera, Tommaso Ollio e Claudio Sottile, 7 anni  per Domenico Caridi,  sei anni per Tommaso Miceli senior, 5 anni per Tommaso Miceli junior, per Bruno Bertone e Leonardo Occhibelli, 4 anni per Filippo Guglielmini, Caterina Iriti e Massimo Nucera 3 anni per Pietro D'Aguì, Pietro Praticò, Domenico Stelitano e Leone Violi. 

Per reati di natura mafiosa turbativa d'asta; anche l'attività di taglieggiamento nei confronti dei commercianti del paese, nonché l'infiltrazione all'interno delle ditte, soprattutto con riferimento al settore del movimento terra: 2 anni e 6 mesi di reclusione per: Antonio Grasso, Giovanni Gullì, Giuseppe Gurnari, Rocco Antonio Ieropoli, Pio Ligato, Vincenzo Marra, Francesco Marzano, Daniele Marcello Nucera, Francesco Pangallo, Giuseppe Perrone, Barbara Rinaldo, Giacomo Scattareggia, Bruno Zappavigna ed Ernesto Zappavigna, Giuseppe Scattareggia, Gianfranco Aquino, Pietro Bertuca, Roberto Caratozzolo, Francesco Cataldo, Angelo Cosentino, Piero Ferrari, Marco Siciliano, Massimo Siciliano, Calogero Terragana, Francesco Timpano, Michele Timpano, Demetrio Tripodi. La Corte presieduta da Olga Tarzia. Ha inflitto condanne che per la soddisfazione dei legali di fiducia e dei clienti stessi, ma anche dei parenti, amici e conoscenti, non sono arrivate nemmeno al secolo. Sono stati bravi gli avvocati a smontare, se non a sgretolare il castello delle accuse? Ha vinto il diritto e l'innocenza? 

Le indagini presentavano qualche crepa? O sono intervenute nuove disposizioni di legge? Il Gup Tommasina Cotroneo, il 2 ottobre 2011, aveva avuto la mano pesante nell'altro troncone, il processo col rito abbreviato…Francesco Bruzzese 10 anni (16 anni); Concetto Bruno Candito 9 anni 4 mesi (20 anni); Domenico Foti 8 anni e 8 mesi (12 anni); Carmelo Manti 8 anni (14 anni); Lorenzo Fascì 7 anni e 4 mesi (12 anni); Giorgio Macrì 7 anni e 4 mesi (10 anni); Maurizio Iaria 7 anni e 8 mesi (14 anni); Daniele Filippo Poerio 7 anni (14 anni); Antonino Altomonte  6 anni (8 anni) (9 anni); Pietro Casili 6 anni e 8 mesi (9 anni); Antonino Casili 6 anni e 8 mesi; Filippo Antonio Poerio 6 anni (8 anni); Carmelo Modaffari 6 anni (8 anni); Raffaele Nucera 6 anni (8 anni); Pietro Poerio 6 anni (8 anni); Leo Romeo 6 anni (8 anni); Vincenzo Stilo 6 anni (8 anni); Giuseppe Vitale 6 anni (8 anni); Francesco Ollio 6 anni (8 anni); Pasquale Caridi 2 anni e 4 mesi e 300 euro di multa (10 anni); Francesco Frisina 6 mesi e 400 euro (1 anno 2 mesi e 600 euro di multa); Giuseppe Frisina 6 mesi e 400 euro (1 anno 2 mesi e 600 euro di multa), Assolti: Valter Tedesco (4 anni), Rocco Guerrisi (1 anno 2 mesi e 600 euro di multa), Salvatore Lo Prete (1 anno 2 mesi e 600 euro di multa), Domenico Romeo (1 anno 2 mesi e 600 euro di multa) e Leone Modaffari (8 anni). Tre operazioni ('Konta Korion, Parola d'onore ed Eldorado') o quattro…"Alta tensione, Cartaruga", per dimostrare che la 'ndrangheta a Condofuri c'è e sia operativa. Ma gl'imputati non la pensano così. Gli avvocati? 

A prescindere, devono difendere e patrocinare. Devono stare con i diritti degl'indagati; sottostare al diritto. Un imperativo categorico, al quale, non possono sottrarsi per loro stessa scelta di vita. A Condofuri, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per mafia, sono state ristabilite le garanzie costituzionali. A palazzo "San Domenico" è tornato un altro sindaco. L'avvocato, Salvatore Mafrici e la sua giovane, dinamica e variegata amministrazione. La società civile? C'è e si muove. Associazionismo, volontariato, la Chiesa, la scuola. Ma la DDA, non ha mai abbassato la guardia. Nemmeno i Carabinieri, la Polizia di Stato, la Dia e la Guardia di Finanza. Non soltanto con i sequestri e la confisca di ingenti patrimoni economici, beni mobili ed immobili: ville, palazzi, centri commerciali, appartamenti, corposi conti in banca ed alla posta, miliardi di euri nelle banche estere, parchi macchine e motociclette, yacht, panfili, roba griffata, vacanze extralusso nei paradisi artificiali…  ma con arresti, processi e condanne.  Benchè non sia tutto oro quello che luce. Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere. A volte, ci sono i… fiaschi ed i granchi. Bisogna ammetterlo, sia pure malvolentieri ed a denti stretti; ed avere il coraggio civile e morale di passare all'incasso del "rospo". Tuttavia, non può essere sempre e comunque lo Stato a  cavare le castagne dal fuoco con la "zampa di gatto"; questo è lapalissiano. .Domenico Salvatore
 

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