Il provvedimento è stato emesso in data 07.02.2013 dall'Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Termini Imerese, dovendo il predetto espiare la pena di anni 5 di reclusione a seguito della sentenza emessa nell'aprile del 2011 dal Tribunale Ordinario di Termini Imerese, confermata dalla Corte d'Appello di Palermo – Sezione 3^ e divenuta definitiva in data 06.02.2013 a seguito della decisione della Suprema Corte di Cassazione con cui veniva rigettato il ricorso presentato da GRAZIANO Carmelo.
I fatti risalgono alla data del 17.03.2009, quando GRAZIANO Carmelo veniva stato tratto in arresto, unitamente ad altre 14 persone, ritenute responsabili a vario titolo di appartenere al mandamento mafioso di "Trabia e alle famiglie mafiose di Termini Imerese, Caccamo e Sciara", in esecuzione di ordine di carcerazione emesso dal G.I.P. del Tribunale di Palermo, su richiesta della D.D.A. del capoluogo siciliano, nell'ambito dell'operazione denominata convenzionalmente "Camaleonte 2" condotta dalla Compagnia Carabinieri di Termini Imerese.
La predetta operazione, naturale seguito investigativo della precedente operazione "Camaleonte", che nel giugno del 2007 aveva invece permesso di eseguire n. 9 provvedimenti di fermo di indiziato di delitto nei confronti degli allora vertici di "Cosa Nostra" di Termini Imerese, Trabia e Caccamo, ritenuti responsabili dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione e favoreggiamento personale, aveva consentito di individuare ed azzerare i vertici del Mandamento mafioso di Trabia, disarticolando le famiglie di Trabia, Caccamo, Sciara e Termini Imerese, in un territorio effervescente e storicamente strategico per "Cosa Nostra", poiché vera e propria "cerniera" tra le provincie di Palermo, Agrigento e Caltanissetta e storicamente noto come "la Svizzera di Cosa Nostra" .
Nell'ambito dell'operazione del marzo del 2009, "Camaleonte 2", il GRAZIANO Carmelo era risultato colpevole di avere, in concorso con altri (IANNOLINO Fabrizio, PIRRONE Liborio e LO IACONO Paolo), procurato, nel territorio del Comune di Termini Imerese, tra la fine del 2004 e i primi mesi del 2006, a se stesso, ai correi ed all'organizzazione "Cosa Nostra" un ingiusto profitto attraverso le c.d. "messe a posto", ossia le richieste di "pizzo" ad attività imprenditoriali della zona. Nello specifico l'azione del GRAZIANO Carmelo e dei correi avrebbe agevolato l'attività dell'organizzazione mafiosa denominata "Cosa Nostra" e sarebbe stata posta in essere avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416-bis del codice penale, pertanto attraverso la minaccia derivante dalla forza intimidatrice del vincolo associativo esercitata nei confronti del titolare di un'attività edile che stava svolgendo i lavori per la realizzazione di 100 alloggi popolari a Termini Imerese.
In ragione dei capi d'accusa a suo carico, la posizione di GRAZIANO Carmelo veniva allora stralciata e presso il Tribunale di Termini Imerese veniva instaurato nei suoi confronti un'ulteriore procedimento penale, conclusosi il 20.04.2011 con la sentenza di condanna in primo grado, avverso la quale veniva opposto dapprima ricorso alla Corte d'Appello di Palermo e successivamente alla Suprema Corte di Cassazione, che lo rigettava rendendo definitiva la sentenza del 2011 e quindi disponendo nuovamente la carcerazione per il GRAZIANO Carmelo che nel frattempo stava scontando, per motivi di salute, la pena detentiva presso la propria abitazione.
L'arrestato è stato associato presso la Casa Circondariale "Cavallacci" di Termini Imerese a disposizione dell'Autorità Giudiziaria mandante.
Palermo, 09 febbraio 2013
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Luigi Palamara
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