RCS: 800 ESUBERI E 10 PERIODICI DA VENDERE O CHIUDERE ++
SEDE CORSERA E GAZZETTA DA SPOSTARE IN VIA RIZZOLI -
MILANO, 11 febbraio 2013 - L'ad di Rcs Pietro Scott Jovane e il capo del personale hanno annunciato al Cae (Comitato aziendale europeo) 800 esuberi di cui 600 in Italia tra personale giornalistico e non. Il gruppo intende vendere o chiudere 10 testate di Rcs Periodici e spostare in via Rizzoli le sedi del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport.
MILANO, 11 febbraio 2013 - L'ad di Rcs Pietro Scott Jovane e il capo del personale hanno annunciato al Cae (Comitato aziendale europeo) 800 esuberi di cui 600 in Italia tra personale giornalistico e non. Il gruppo intende vendere o chiudere 10 testate di Rcs Periodici e spostare in via Rizzoli le sedi del Corriere della Sera e della Gazzetta dello Sport.
RCS: CAE, GRANDE PREOCCUPAZIONE, IN PIANO FORTI CRITICITÀ
640 TAGLI ITALIA,160 SPAGNA DOPO PESANTI INTERVENTI GIÀ ATTUATI - MILANO, 11 FEB - Il Comitato aziendale europeo di
Rcs Mediagroup esprime in una nota «grande preoccupazione di
fronte alle ipotesi contenute nel piano triennale presentato
oggi dall'amministratore delegato Pietro Scott Jovane».
«Si tratta - afferma il Cae - di un piano che prevede un
drastico ridimensionamento degli organici e del costo del lavoro
in Italia come in Spagna e un allarmante sacrificio di asset,
testate e patrimonio storico del gruppo, a fronte di prospettive
di sviluppo molto accelerato sulle iniziative digitali e
sull'integrazione tra piattaforme tradizionali e innovative di
informazione».
I rappresentanti sindacali dei dipendenti Rcs sottolineano
come «aspetti di forte criticità» il fatto che i tagli
prospettati, pari a 800 lavoratori, di cui 640 in Italia e 160
in Spagna, vanno a sommarsi ai pesanti interventi già attuati
negli anni passati, soprattutto in Spagna, dove solo nel 2012 si
sono persi circa 350 posti di lavoro, con un evidente pericolo
per il mantenimento della qualità dell'offerta editoriale oltre
che un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro«.
»Il piano si regge su un equilibrio finanziario ancora
soggetto a numerose incognite - afferma poi il Cae -, poichè si
basa anche su un aumento di capitale da parte degli azionisti
non definito negli importi, nelle modalità e nelle finalità«.
»Le prospettive di sviluppo del fatturato di gruppo - viene
poi spiegato -, affidate in larghissima parte alle attività
collegate al digitale, sono tutte da verificare nella loro
realizzazione concreta, e ancora indeterminati sono gli ambiti
di intervento degli investimenti industriali previsti«.
»Il Cae - conclude l'organismo - apprezza comunque il metodo
di trasparenza nella comunicazione da parte dei vertici di
gruppo, che precede e prelude all'avvio di tavoli di
negoziazione, e l'apertura verso un obiettivo di ricerca di
soluzioni di gestione condivise tra azienda e organismi
sindacali«.
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