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Ospedale di Melito, le proteste vanno bene ma poi bisogna misurarsi con i "Tavoli Massicci" ed i piani di rientro, se non con Scopelliti


Melito Porto Salvo la manifestazione di protesta si è svolta nella massima compostezza ed ordine. La Polizia di Stato di Condofuri diretta dal vicequestore aggiunto Filippo Leonardo e i Carabinieri della Compagnia di Melito, diretta dal capitano Gennaro Cascone, in sinergìa con il Comando Polizia Municipale, diretta dal capitano Onofrio Laganà hanno organizzato un servizio davvero efficace e funzionale. Non si lamentano feriti, né incidenti di sorta
TANTA GENTE ALLA MANIFESTAZIONE DI STAMANI IN DIFESA DELL’OSPEDALE, CONSEGNATE LE FASCE TRICOLORI IN SEGNO DI PROTESTA
In testa al corteo, il segretario regionale del sindacato USB, Aurelio Monte ed i sindaci di Roghudi, Melito, Condofuri, Bova, Brancaleone e Palizzi (sei su tredici). Mancavano anche gli studenti delle scuole di Melito e dintorni.  Il corteo, era partito da via del Fortino e seguendo la via Nazionale ed il Corso Garibaldi, ha terminato la sua corsa davanti alla stazione. Il Corso era semideserto
Domenico Salvatore



MELITO PORTO SALVO (Reggio Calabria 8 febbraio 2013 - “L’ospedale non si tocca…L’ospedale non si tocca…L’ospedale non si tocca, gridava, sbracciandosi il sindacalista di lungo corso, Aurelio Monte al megafono. Ma nessuno gli faceva eco. Nemmeno le giovani generazioni. I gonfaloni dei Comuni, non corrispondevano tutti alla fascia tricolore dei sindaci. Solo sei su tredici della cosiddetta Area Grecanica. Non siamo riusciti a fotografare nemmeno un ministro o sottosegretario, un senatore od un deputato. Figurarsi consiglieri ed assessori regionali; consiglieri ed assessori provinciali o governatori e presidenti. Ma quando mai?!?!? Ci può stare. Non sono mai venuti in questi anni, a perorare la causa dell’ospedale e degli altri uffici perduti; se non persi. Nessunissima sorpresa che non abbiano mosso un dito. Sono impegnati nella campagna elettorale. Quelli, che hanno sibilato la disobbedienza civile, la consegna delle schede elettorali., il blocco stradale e ferroviario, se non Palazzo Foti, Palazzo San Giorgio, Palazzo Tommaso Campanella, non solo non faranno niente di tutto ciò, ma, schiavi del potere, servi del sistema, andranno regolarmente a votare. Basta attendere un paio di settimane ancora per vedere coi propri occhi, la messe di voti che incasseranno i “lanzichenecchi”. Salvo poi, secondo un malcostume consolidato, sparire dalla circolazione, per altri cinque anni. Abbiamo fotografato il corteo dall’alto per “pesare, misurare e calibrare la portata della manifestazione. Affinchè i soliti noti non ci vengano a raccontare favole e leggende metropolitane.

Diciamo subito che ci fosse più gente nelle precedenti, in partenza dall’ospedale.
Anche quelle fotografate. Ci dispiace per la scarsa sensibilità della gente. Ma non sarebbe meglio dire, la scarsa coscienza morale del popolo? Da parecchie settimane  molti enti, associazioni e persone giuridiche, giornali cartacei ed on line, avevano preparato l’evento. Assemblee, convegni, meeting, tavole rotonde se non altro. Ma chi si aspettava tre-quattro mila e perfino cinque è rimasto con un palmo di naso. Forse, quattro o cinquecento ad essere ottimisti. Stavolta diversamente dalle altre, siamo andati a sentire la gente da vicino. Ma non a mo’ d’intervista. Anzi. In forma discorsiva. Studenti anzitutto, ma poi anche commercianti, lavoratori, operai, pensionati, disoccupati, casalinghe, sportivi e così via. Il tempo c’era. Infatti alle 9,30, in via del Fortino non c’erano più di ‘quattro gatti’, che poi sono diventati cinque e sei, strada facendo. Una signora avanti con gli anni sibila…Se volete fate pure il mio nome.

Tanto queste cose le ho messe nero su bianco nelle sedi legali. Mica, mi sono dimenticata dei funzionari corrotti ad ogni livello, dei quali, ho fatto nome, cognome, indirizzo, stato civile, residenza e cittadinanza. Scripta manent, verba volant. Non mi risulta, che la magistratura abbia mosso un dito. Collusi anche loro, come le cronache ci vanno a segnalare ogni tanto. Di quelli, che nel mare magnum, “pizzicano” con le mani sulla marmellata. Sono arrivati a dire che fossi pazza. Intanto facevano e disfacevano a loro uso e consume, se non imagine e somiglianza. E non è, che un aspetto dell’intricata matassa. I risultati sono sotto I vostri occhi.” Un gruppo di studenti a turn over…”Ế giusto che l’ospedale di Melito sopravviva…La salute è un bene supremo garantito per legge…noi siamo qui abusive, domani, dovremo presentare regolare giustificazione al preside…abbiamo un cattivo concetto della politica, pessimo dei politici…ad alcuni medici e paramedici, non gliene frega niente del destino dell’ospedale….

Ci son medici seri, competenti, preparati, che onorano il camice; altri disonesti, che tradiscono il giuramento di Ippocrate…la gente è confusa, stordita, annientata. Più in là un commerciante…tenere abbassata la serranda? Non se ne parla nemmeno, magari entra il cliente giusto; chi mi paga le tasse? Luce, acqua, telefono, spazzatura, Imu, tarsu, IVA, il commercialista, la ragioniera-cassiera, l’affitto e così via?…Un disoccupato del Viale Garibaldi…almeno ci lascino la salute…un pensionato…che c’azzecca Melito con Locri? Una casalinga…Non voglio andare con Reggio, sto bene a casa mia…Un paio di universitari quasi in coro…Da questo Stato ci attendiamo risposte concrete. Scopelliti ci restituisca il maltolto. Un habitué del Viale… l’Ospedale di Melito non può morire, ma se ci piluccano i Reparti, un po’ alla volta… Ed Aurelio Monte, riprendendo il pallino del corteo in mano…Vogliamo che l’ospedale rimanga; non solo, ma vogliamo che venga rilanciato. Sul palco sono saliti Zavettieri, Autolitano, Moio, Casile, Sapone ed il sindaco di Melito, che ha fatto il…riassunto delle puntate precedent. Per loro fortuna, ci sono ancora in giro allocchi, gonzi e creduloni e mammalucchi disposti a berla.

Da sotto il palco un signore di mezza età insinua…”Ma che siete venuti a fa?”, Scopelliti vi dava il Centro di Traumatologia e l’avete sdegnosamente rifiutato, in nome del punto nascite, che non era difendibile. Zavettieri Agostino si è lamentato della scarsa attenzione ottenuta presso le sedi competent. Frecciatine velenose sono state indirizzate verso la Squillacioti ed altri menager ugualmente responsabili, se non di più. I sindaci non hanno più argomenti per convincere e persuadere Scopelliti e nemmeno la gente, accorsa sì, ma in numero davvero risibile, rispetto aslla spettative. Un’anziana coi capoelli cabuti srilla:difenderemo il “Tiberio Evoli” coi denti e con le unghie. Dal parco, sono stati fatti gli elogi al vecchio nosocomio (oltre cento anni)ed a quei medici, che hanno salvato tante vite umane. Ed altre cose già dette e sentite. Qualcheduno sbraita all’indirizzo di Scopelliti e della Squillacioti… “Bugiardi! Restituiteci, almeno due o tre strutture complesse”, come avete fatto con il Papa Giovanni XXIII° di Gioia Tauro, visto che l’ospedale di Melito è stato riclassificato “Ospedale Generale”. Lacrime di coccodrillo. L’appuntamento è per la prossima protesta di piazza.

Magari dopo le elezioni politiche e prima di quelle regionali, provinciali e comunali. “Altro giro, altra corsa, prego signori, si accomodi in carrozza”. Tanto a pagare è sempre… Pantalone! Il diritto alla salute invocato con I cartelloni e gli striscioni. Lo garantisce la Carta Costituzionale. Almeno sulla carta. Può bastare, no? L’Area Grecanica? Machissenefrega! Zero consiglieri od assessori provinciali; zero consiglieri od assessor regionali; zero ministri o sottosgretari; zero europarlamentari. Sarà così anche alle politiche 2013? Speriamo, di essere smentiti. Davvero, un comprensorio abbandonato dagli uomini se non da Dio. In balia delle onde e di se stesso. Città e paesi dormitorio. Città e paesi, serbatoi di voti. Sottomessi, schiavizzati, asserviti, subordinati. Non siamo d’accordo con i pessimilogi che lo definiscono un “paese di pecoroni”. Ma nemmeno con gl’irriducibili ottimisti che continuano a prediligere, preferire e vedere il colore…”rosa”. Uno striscione, opportunamente titolava…”Melito svegliati”! Le proteste di piazza, vanno bene per rivendicare i diritti sacrosanti ed inviolabili, ma poi, bisogna misurarsi con i tavoli” Massicci” ed i Piani di rientro. Se non con il governatore della Calabria ed il menager “giocherellone”lche naviga a lume di naso Domenico Salvatore







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