Reggio Calabria, 11 febbraio 2013
FENOMENI CARSICI E CINESIZZAZIONE DELL’EUROPA
La ricorrenza celebrata ieri per commemorare le
eroiche vittime dello sterminio concepito dalla furia omicida del regime
comunista del maresciallo Tito, assume una valenza assolutamente pregnante e di
indiscutibile attualità.
Oggi non si procede allo sterminio cruento, ma la
sopravvivenza delle persone è messa ugualmente a rischio dagli effetti della
crescente crisi internazionale e dalla inefficace azione di contrasto sin qui
messa in campo al più vario titolo.
In Occidente, nella Vecchia Europa, qualche idea, in
proposito, dovremmo averla maturata.
Si parla, infatti, non del tutto a
sproposito, di politiche finanziarie ed economiche sintetizzate dalla non
fantasiosa locuzione "nazismo finanziario" di recente conio, e con
essa si mira a commentare negativamente l’intransigente portata dei diktat
concepiti ed incentivati da potentati economici invisibili ai più, che sono i
destinatari di un fardello di tasse, prelievi e quant’altro gravosissimo da sopportare.
In questo quadro trovano spiegazione i fenomeni di
pietosi suicidi, di aziende chiuse come la speranza di
persone ritrovatesi improvvisamente senza più casa, lavoro,
addirittura affetti.
Nello stesso contesto si spiegano anche impensate presenze
in politica, , non a caso sponsorizzato da gruppi di potere che hanno conosciuto
solo i privilegi che i sacrifici degli Italiani hanno consentito alle più
grandi aziende del Paese, a partire dalla terra sabauda.
Ed in questo processo di palpabile degenerazione si
comprende, ma non si giustifica, l’eccesso di "presenza" dello Stato
nei rapporti con i cittadini, considerando non solo gli eccessi famelici
palesati dalla illiberale idolatria della tracciabilità, ma anche le drastiche
riduzione dei servizi concessi ai cittadini a causa degli indiscriminati tagli inferti
alle risorse da destinare agli enti territoriali, primi tra tutti i Comuni,
sempre più paralizzati dalla camicia di forza del patto di stabilità, al cui indirizzo,
oggi, sono rivolte le “democratiche” proteste del Presidente Errani, senza
voler far torto alla massima espressione dell’ANCI, l’uno e l’altro
colpevolmente ed ipocriticamente silenti nel momento in cui altrove si
distruggevano con palesi ed interessate mistificazioni le libere scelte operate
dalla mente e dal cuore della gente.
Ed allora, è il caso di interrogarsi se esistano differenze di tipo sostanziale con i vecchi modelli dittatoriali, attesa la percezione di sempre crescente distanza che i cittadini avvertono verso i soggetti dai quali nell'ultimo anno sono stati governati.
Il quadro sembra presentarsi sempre meno sfumato
agli occhi dell'osservatore, ed il clima appare quello, angosciante, del mors tua vita mea.
Le scelte, meglio: le autoritarie pretese, dei
governi del Nord Europa sacrificano la storia e l'identità degli europei
mediterranei: la grecità, l'italianità, l'essere ispanici sono valori forse già
definitivamente immolati sull’altare della cinesizzazione subita dall'economia continentale.
Quasi uno scudo a protezione della casta teutonica
alla quale disperatamente, dopo Sarkozy, disperatamente si aggrappa lo stesso
Hollande, che ha ben presto compreso in quale direzione stesse "girando il
mondo", sino a rendere, i suoi proclami anti-Merkel, solo uno sbiadito
ricordo della corsa verso l'Eliseo.
Insomma, "scelte" note anche alle nostre
latitudini, come insegnano la gestione Monti ed il recente tour berlinese di
Bersani.
“Scelte” che annichiliscono
la speranza di politiche dell'Europa organiche e strutturate in direzione
mediterranea, irrobustendo, non affondando, quelle protezioni, soprattutto di
tipo identitario e culturale, in assenza delle quali l'invasività asiatica ha
già avuto modo di manifestarsi a casa nostra in termini netti e decisi.
Ciò nonostante, oggi, come allora, assistiamo a
fenomeni "carsici".
Non è il caso, pur pertinente, di soffermarsi sulle
velleità di chi viene elettoralmente catapultato in casa nostra da apparati di
partito che nel tempo abbiamo conosciuto per distacco, prevenzione ed
autoreferenzialità: s’intende, invece, rammentare che qualche anno fa il
Professor Romano Prodi si recò in Cina, perchè nella veste di premier ottenesse
rispetto e protezione dell'economia italiana negativamente interessata dalla
disinvoltura con la quale si era già manifestata nel mercato l'aggressività
cinese.
A distanza di pochi anni si ritrova lo stesso
Professor Prodi consulente di Dagong, importante agenzia di rating cinese che
ha destato allarme in una recentissima relazione dei nostri servizi di
sicurezza a causa dell’acquisizione di significative realtà che fecero le
fortune dell’italica economia.
Sarà, questo, uno dei motivi per i quali Tabacci
candida Prodi al Quirinale?
Nel giorno in cui anche il Papa fa un passo
indietro, l’augurio è che non finisca come ai tempi della famosa seduta
spiritica del sequestro di Aldo Moro, e che i nostri territori sappiano
mantenere algida distanza da questa gente, non senza riaffermare con l’orgoglio
della gente del Sud un’identità troppo a lungo ignorata della quale, oggi come
non mai, il Paese necessita ha bisogno per riacquisire slancio e vitalità.
Avv.
Oreste Romeo
COORDINATORE PROVINCIALE
REGGIO CALABRIA
LISTA SCOPELLITI PRESIDENTE

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