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De Grazia: Legambiente: No all'archiviazione

Roma, 11 febbraio 2013
Caso De Grazia: la procura di Nocera Inferiore chiede l'archiviazione
Legambiente: "Il Gip respinga la richiesta.

Novità importanti grazie al lavoro della Commissione parlamentare sui rifiuti.

Acquisire agli atti la Relazione conclusiva e tutti gli allegati"
"Una scelta affrettata e assai discutibile che lascia francamente
sconcertati". Legambiente commenta così le notizie sulla decisione
assunta dal procuratore della Repubblica di Nocera Inferiore,
Giovanni Francesco Izzo, di non riaprire l'indagine sulla morte del
capitano di corvetta Natale De Grazia e di chiedere al Gip
l'archiviazione del caso.



"L'orientamento del procuratore Izzo, che ci auguriamo non venga
accolto dal Gip – dichiara Nuccio Barillà, della segreteria nazionale
di Legambiente – è stato espresso senza aver ancora ricevuto la
Relazione conclusiva della Commissione parlamentare d'inchiesta sul
ciclo dei rifiuti dedicata al caso De Grazia, approvata lo scorso 5
febbraio. Nella relazione, oltre al contenuto della perizia medico
legale (che smonta le conclusioni di morte naturale e avanza l'ipotesi
di una decesso causato da sostanze tossiche, anche se non più
accertabile), viene delineato, attraverso episodi precisi e
circostanze dettagliate, il clima di pressioni, di minacce e di
esposizione in cui operava il pool, di cui Natale De Grazia era il
motore investigativo, poi smembratosi dopo la sua morte. Allegata alla
relazione vi è tra l'altro una mole impressionante di documenti,
finalmente desecretati, che possono essere in ausilio nuovo e
importante al lavoro dei magistrati".

Il caso De Grazia, come si afferma nelle conclusioni della Relazione
parlamentare, è uno dei grandi misteri del Paese da chiarire.

"Per quanto difficile possa essere, dopo tanti anni – ha aggiunto
Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - è
dovere dello Stato tornare a indagare in modo approfondito, sulla base
di nuovi indizi, su quella tragica morte, sul contesto entro cui è
maturata e sui motivi che l'hanno ispirata, per tentare di giungere
finalmente alla verità. Ci auguriamo che il Giudice per le indagini
preliminari, a cui tocca pronunciarsi sul caso, rigetti la richiesta
d'archiviazione e disponga l'approfondimento delle indagini, a
cominciare dall'acquisizione della Relazione conclusiva sul caso De
Grazie e di tutti gli allegati. In questa vicenda pesano, secondo la
stessa Commissione, superficialità, inadeguatezze, errori che hanno
condizionato gli esiti della stessa perizia medico legale e che
richiedono oggi il massimo del rigore".

Per Legambiente, dopo l'esclusione della causa naturale del decesso
del capitano De Grazia, è arrivato anche il momento di riconoscere ai
suoi famigliari quanto previsto dalla legge 466 de 1990 per le
"vittime del dovere".


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