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ROMA. SI CHIUDONO CON SUCCESSO CELEBRAZIONI PASCOLI CON MOSTRA BELLE EPOQUE E SAGGIO DI BRUNI E CAVALLO

 

 

 

 

 

 

 

Si chiudono le celebrazioni per il Centenario della morte di Pascoli con la mostra di immagini della Belle – Epoque (in corso) e con il saggio di Pierfranco Bruni e Marilena Cavallo "Nel mare di Calipso" dedicato al poeta

Una mostra e un saggio nell'alchimia greca ed orientale di Pascoli

 

 

 

 

 

 

Giovanni Pascoli alla fine delle celebrazioni per il Centenario della morte (1912 – 2012) si propone con una mostra di manifesti della Belle – Epoque, ben "classificati" attraverso un incontro tra il colore, le parole, le figure e il volto del poeta. Su tutti compare il verso: "Che è bella, tutta bella;/cioè sarebbe…". A Palazzo Sora, Roma, in corso sino al 2 marzo 2013, data in cui si presenterà l'ultima fase del Progetto Pascoli.

Uno straordinario gioco di metafore che si incontra con il colore e quindi con le figure di un'epoca nella quale Pascoli ha lanciato le sue sfide, i suoi segni onirici, il suo modello poetico che si apre al Novecento.

Dopo convegni, incontri, seminari, pubblicazioni (per il vero poche: importante nel continuare costantemente a suscitare interesse e attenzione è "Nel mare di Calipso". La dissolvenza omerica e l'alchimia mediterranea in Giovanni Pascoli", Pellegrini editore, elaborato all'interno del Progetto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali "Pascoli e i linguaggi antropologici e letterari", scritto da Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni, che ha visto tre edizioni con una edizione arricchita di capitoli aggiuntivi e presentazioni in diverse città italiane) restano un documento molto suggestivo i manifesti Belle – Epoque, riprodotti per l'occasione del Centenario del poeta, realizzati dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori.

Tra gli artisti che creano una lettura nella contestualizzazione pascoliana ci sono Novellini con "Poemi italici (1913), Bompard con "Il Resto del Carlino" (1907), Honich con "Zeppelin" (1913), Sterner con "Fur Moderne Literature, (1903), Mazza con "Scienza per tutti", (1909), che fa da sopracoperta al saggio di Marilena Cavallo e Pierfranco Bruni "Nel mare di Calipso", Dudovich con "Gazzetta dell'Emilia", (1904), Gamba con "Celebre Compagnia Lillipuziana (1903).

Artisti che intrecciano visioni e dimensioni pittoriche sempre nel segno di una temporalità in cui il verso si intrecciava tra la vita e la geografia dei sogni. Dalle stagioni ai fiori, dall'eros alla lettura, dai salotti  agli sguardi di donne che sembrano avere negli occhi la magia, dalla saggezza ai viaggi verso terre della speranza, dalle lettrici al poeta che sembra guardarsi allo specchio.

Un Pascoli omaggiato oltre la parola stessa ma vitale nelle rappresentazioni che creano, parole e raffigurazioni, un immaginario in cui il poeta riunisce il sublime all'estetica, la malinconia alla nobiltà delle nostalgie e riducono il senso del perduto e della caducità. Attraverso la riproduzione di queste immagini si ritrova un Pascoli fortemente ancorato ad un passaggio epocale che è quello tra l'Ottocento e il Novecento e ad una linea letteraria che è quella tra Romanticismo tardo e Futurismo e tra Simbolismo ed Ermetismo.

La modernità del Pascoli sembra catturata da queste immagini in modo singolare. Lo proiettano oltre la sua stessa temperie rendendo la sua parola punto centrale di un Novecento tutto da riscoprire nel nome di un concetto che sarà modello esemplare in arte e in poesia: la bellezza.

"Che è bella, tutta bella…". Ha il suono di una cadenza nell'intreccio di un vocabolario che è fatto di linguaggio, di scrittura, di colore, di musica. Quattro movimenti - momenti che fanno della poesia di Pascoli uno scavo che va oltre la storia e queste immagini riprodotte ci conducono a comprendere non solo un poeta ma alcuni ritagli di epoca che è stata definita Belle – Epoque. E Pascoli resta un incontro inevitabile.

 

 

 




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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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