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Pensieri festivi di un antico esperto di campagne elettorali

Come è bella la campagna elettorale durante le feste di Natale. Non avevamo mai fatto questa esperienza e non potevamo saperlo. I messaggi politici giungono più pacati e più chiari perche i nostri giorno sono più domestici e meno affannati; l’atmosfera è quasi ovattata ed il festoso ritrovarsi assieme diventa una occasione di  informazioni e di giudizi fra persone vere e non fra marionette televisive. Comunque il tema dominante delle feste è stato: per chi voteremo?  .
Io sono un vecchio arnese rottamato, esperto in campagne elettorale. Fui prestato da Mattei a Dossetti per la campagna di Bologna, feci per un Fanfani scettico ed efficiente il primo sondaggio elettorale della storia italiana, e dopo feci altre tre campagne elettorali per la Spes (senza contare le mie nove personali). Ecco le mie impressioni.

Bersani parte bene a causa delle primarie dove ha dato la prova di una grande pazienza e pacatezza. Va bene così: deve puntare sulla affidabilità che è cosa diversa dal carisma.
Deve solo dare una calmata ai suoi sostenitori che hanno troppa voglia di accapigliarsi. Deve spiegare loro che non sono stati loro a battere Matteo Renzi e non devono pavoneggiarsi di questa vittoria perché Renzi li avrebbe stracciati, come un giorno li straccerà. Non devono neanche vantarsi di aver battuto Renzi nelle “parlmentarie” dove hanno votato un terzo di quelli che avevano votato nelle primarie. Se il loro disegno è quello di ridurre l’elettorato per restare soli, pochi ma buoni, e meglio che cambino mestiere. (In una mia invettiva precedente ho usato una parola più forte, ma molti “account” hanno respinto il messaggio per quella parola ineducata e quindi questa volta non la adopero).  Inoltre sarebbe utile recuperare le simpatie  che Renzi riscuoteva con un atteggiamento più generoso, più sportivo, meno rancoroso verso Renzi che da parte sua ha accettato una sconfitta ( che non era una sconfitta, ma un prodigio) con signorilità e con un discorso fra i più belli di questi anni molto scarsi
Bersani ha attaccato Monti in termini moderati e va bene così. Deve ricordare che il partito democratico ha sofferto molto per le misure severe di Monti, ma non deve scordare che il vero sostenitore di Monti è stato proprio lui, considerando bene e giustamente, che Monti era la fine per Berlusconi. Parigi val bene una messa. E di Monti, sia lui sia l’Italia, avranno comunque ancora bisogno.
Anche qui Bersani farà bene a controllare i suoi , a cominciare da Fassina, ricordando loro che il vero nemico è Berlusconi e non Monti, che Berlusconi non è ancora sconfitto e che non sarebbe male che Monti facesse il pieno dei voti di centro di cui Berlusconi si era impadronito. C’è una certa fretta a considerarsi già vincitori che va severamente combattuta, ricordando Ochetto.
Monti è un professore ed è bene che resti tale. Questa è una immagine positiva e Monti non la deve assolutamente cambiare. Se qualcuno lo consigliasse ad essere più “ televisivo” come fa Berlusconi, con la scusa che Berlusconi è un bravo comunicatore sbaglierebbe. La cipria va bene per gli attori, ma non per i professori. Professore, per favore, resti professore. Gli permetterei solo un po’ di umorismo, ma inglese. Contro di lui comincerà a funzionare la macchina del fango, che già ha diffuso sul web notizie sulle sue pensioni o sui suoi legami con le banche. Basta sottolineare la fiducia che hanno in lui i severi censori del Nord che non perdonano nulla agli italiani. Se ci fosse anche solo un capello sbagliato sulla sua giacca il “Financial” o lo “Spiegel” lo avrebbe già messo in copertina. La calunnia è una forma di provincialismo.
Il debole di Monti sono le sue truppe. Casini è indispensabile perché ha una rete, alimentata da un generoso finanziamento pubblico,  che oggi è necessaria,. Ma lo consiglierei a non tentare di rubare la scena al Professore. Sarebbe un suicidio. Se, con la sua rete, avesse avuto la furbizia di fare le primarie aperte a tutte le associazioni del mondo cattolico ed della società democratica, si sarebbe liberato dal difficile compito di fare le liste   e si sarebbe fatto perdonare per il peccato del “porcellum”. Anche lui apra le porte e non metta veti. La fortuna di Monti (ed anche la sua) ci sarà se in molti troveranno le porte aperte. Ricordino l’evangelico: Non occupate i primi posti della tavola in modo che non venga il padrone a dirvi: fatevi da parte.
Un discorso diverso per Fini. Anche per lui vale il consiglio di non apparire troppo protagonista, ma sarebbe necessario che questa nuova formazione facesse un gesto di orgoglio per Fini, che è stato troppo maltrattato per i suoi meriti ( e troppo poco per le sue colpe). La lapidazione di Fini va presentata per quel che è : un complotto ( non a caso uso un termine berlusconiano ) per uccidere un avversario. Ed il metodo Boffa è più feroce del metodo Matteotti.
E veniamo a quelli di Todi sui quali riversammo speranze e preghiere e che furono il primo grande sostegno gratuito a Monti. (Ben tre ministri). Spero che qualcuno riesca a renderli visibili. Sarebbe triste se si nascondessero o non si presentassero per malintesa umiltà. (Maria fu scelta per la sua umiltà, ma sotto la croce c’era. Chiedo perdono per l’accostamento sacrilego).
Berlusconi è pericoloso. Riesce a dire oggi l’esatto contrario di quello che ha detto ieri e questo non scandalizza nessuno ed è ritenuto normale, perfino dai suoi più acerrimi disistimatori. Questo, dicono, perché è un comunicatore. No. parlandone “sine ira”, ci troviamo di fronte ad una sindrome. Berlusconi crede fermamente in quello che dice ed è sincero quando nega di aver detto il contrario il giorno prima. In quel momento è convinto che sia effettivamente così. Le maestre elementari conoscono questa sindrome in alcuni bambini bugiardi e pieni di fantasia. Sono pericolosissimi perche riescono a convincere perfino i giudici a condannare cose che non sono mai successe perche i bambini sono convinti che, quello che hanno immaginato, sia vero.
Berlusconi ha avuto ragione a voler essere lui a scendere in campo. Le mezze verità dette da Alfano apparivano false, mentre ora, il vero di oggi ed il suo contrario di domani, in bocca a Berlusconi, sono convincenti.
Lui si è realmente convinto che ha avuto a che fare con la nipote di Mubarak, che è stato vittima di un complotto ordito dalla Merkel, che lo spread è stato inventato per danneggiarlo, che lui è stato il più grande statista da quando è nata l’Italia, vittima della sinistra e dei comunisti. Il suo slogan, quello che ripeterà nella campagna elettorale, sarà che il mediocre Monti è la ruota di scorta del comunista Bersani, a sua volta prigioniero del catastrofico Vendola.  La forza di Berlusconi è che lui é fermamente convinto che le cose stanno così, per cui i suoi accenti saranno convincenti ed appariranno veritieri a tutti quelli che vorrebbero che le cose stessero veramente così. Quelli che sperano che tutto si possa rimediare uscendo dall’euro e liberandosi dalla dittatura europea. Una cosa trattiene ancora il suo vecchio elettorato dal ridare a lui la fiducia: un certo disagio per i suoi comportamenti poco puritani. Ma egli è certo che supererà anche questo ostacolo, convincendoli che Monti è molto peggio di lui.
A questo punto se fossi un consulente elettorale consigliere di non distrarsi, di non accettare provocazioni, di evitare la discussione sugli argomenti marginali, di ignorare gli slogan degli avversari, restando fermi sul “perfezionamento della necessaria Unità europea” e sulla “salvezza di una Italia unita” , sulla modulazione dell’Agenda Monti con l’Agenda Bersani (che, dice Scalfari non sono poi molto diverse), in un governo di larga intesa di centro sinistra, come auspica Napolitano
E il Presidente del Consiglio? No problem: lo sceglierà Napolitano, per la gioia di Ingroia.
Alla fine di questo panorama io constato che la battaglia si combatterà sul corpo di Monti. Nel discreditare Monti, Berlusconi avrà come alleati Di Pietro, Vendola, Ingroia, Grillo, la Lega e la C. G. I. L. Berlusconi è il fruitore finale di un fronte variegato  e contradditorio, che non potrà mai essere una maggioranza politica, ma che potrebbe essere benissimo una maggioranza numerica. In questo caso il risultato  elettorale potrebbe essere una sofferta maggioranza di Bersani - Monti alla Camera e nessuna maggioranza al Senato. In pratica la vittoria di Berlusconi.
Bartolo Ciccardini ( travestito da Babbo Natale)
3 Gennaio 2013
P.S. Ho sempre pensato che la estrema sinistra , i compagni che sbagliano, non avrebbe avuto alcuno scrupolo nel favorire la destra, per danneggiare la sinistra democratica ed impedire il suo accordo con un centro democratico. Come fecero nel 1922 favorendo il fascismo, come fecero con Prodi, favorendo Berlusconi. Della serie “non abbiamo imparato nulla dalla nostre sventure”, immancabile arriva da Ingroia l’invito a Grillo per unire le loro forze. Non potevo aspettarmi prova più inconfutabili a quanto ho scritto poc’anzi.

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