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EPIFANIA. Inedito del poeta islamico Nazhim Kalim Dakota Abshu sull'Epifania nel nuovo studio di Pierfranco Bruni




 

 

Centro studi ricerche "Francesco Grisi"

 

 

 

Inedito sull'Epifania del poeta convertitosi al cristianesimo Nazhim Kalim Dakota Abshu nel nuovo studio di Pierfranco Bruni dedicato allo scrittore nato a Tunisi nel 1900 e morto in Francia nel 1955

 

Pierfranco Bruni: "Un poemetto tra la religiosa visione dell'apparizione e il mistero della rivelazione"

 

Un inedito dedicato al giorno dell'Epifania è stato ritrovato nei "cartigli" del poeta Nazhim Kalim Dakota Abshu. Poeta e scrittore nato a Tunisi nel 1900 e morto in Francia (probabilmente a Nizza) nella notte di Natale del 1955. il suo viaggio letterario e umano è intrecciato tra esperienze religiose ed elementi antropologi. Il mistico che abbraccia il pensiero dei sufi e la fede cristiana è dentro il poeta. La sua parola sembra un teatro di emozioni e di suggestioni oniriche recitate da un profeta. Nazhim Kalim Dakota Abshu è nato da una famiglia di commercianti che praticava il mestiere di tessitori di tappeti.

Della sua vita si sa molto poco. Vissuto, con ogni probabilità, per i primi venti anni a Tunisi. Si e' formato alla scuola dei sufi, ma e' stato un autodidatta ed e' stato un grande lettore di testi cristiani occidentali e indiani. Ha studiato con attenzione la storia degli indiani d'America approfondendo il rapporto tra Occidente ed Oriente.

Lo studioso ufficiale degli scritti di Abshu è Pierfranco Bruni, il quale continua nelle sue ricerche sulle culture poetiche del Mediterraneo definendo dei percorsi e degli incontri in una visione in cui il Mediterraneo e' incontro e confronto anche di poeti e di poetiche, di modelli etnici e confronti antropologici. Ha già pubblicato per il Centro Studi e Ricerche "Francesco Grisi" un volume di poesie con un relativo saggio analitico.

"Un poeta, sottolinea Pierfranco Bruni, che ha scavato tra le sue eredità islamiche e nel Mediterraneo immenso ha trovato nel cristianesimo la voce profonda del suo misterioso viaggio. Tra le sue pagine ci sono indicazione e orizzonti ben definiti come il poemetto sull 'Epifania dal titolo 'Cantito della Grotta', che costituisce un riferimento significativo soprattutto tra gli inediti".

Abshu è il poeta, tra l'altro, che ha scritto versi come: ""La poesia è una grazia e non è mai una costruzione". "Se Cristo mi dicesse: 'ti perdonerò dei tuoi peccati',/ coprirei il suo viso di foglie di alloro/ e dimenticherei la sua voce".  "Non credo che Cristo avesse parole;/Cristo è semplicemente un gesto,/e danza tra i fuochi e la pioggia".

L'inedito sull'Epifania è un poemetto di cinque quartine e quattro terzine con la chiusa di sei distici.

 

 

 

 

 

Il Cantico della Grotta

 

"La magia dei Re

È giunta sulla voce della grotta

Con l'Oriente

Come canto.

 

La malinconia è un suono

Che non ha parole

Nel vento dei Sufi

Danzanti.

 

Cristo

Nella paglia il tuo respiro

Poi verrà la Croce

Ma sei anima.

 

Terra misteriosa

Epifania

Nell'apparizione

Di sguardi.

 

Il Cantico della Grotta

Ha il cuore di betulla

Nella parola pregante

Come onda di mare.

 

Epifania

Mistero

Grotta.

 

Cammineremo

Per restarti

Accanto.

 

Sino al giorno

Della Passione

Per vivere in Te.

 

Il mare di Tunisi

Ti regalo

Cristo nato in me.

 

Io nel Cantico della Grotta

Per ubbidienza

Del tuo essere nel Mondo.

 

Non ci saranno dubbi

Il forse si arrenderà.

 

Davanti alla grotta

Sono la magia dei Re.

 

Io che non ti appartenevo

Ora in preghiera con il dono del cuore.

 

Giorno verrà

Per perdermi e ritrovarmi in Te.

 

Ti offro la mia danza

Ascoltando il cielo.

 

Le stelle a  te

Mi hanno condotto".

 

 

 




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Luigi Palamara
Giornalista, Direttore Editoriale e Fondatore di MNews.IT
Cell.: +39 347 69 11 862

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