“LA BEFANA VIEN DI NOTTE CON LA SCARPE TUTTE ROTTE CON LE TOPPE ALLA SOTTANA VIVA VIVA LA BEFANA”
Pietro Parisi
Palizzi – “Repetita iuvant”. Il vecchio saggio latino ben si adatta agli anziani ospiti della Casa d’accoglienza “Sebastiano Pezzimenti” ai quali, dopo gli auguri natalizi, sono anche arrivati i regali della Befana. La struttura, che insiste nel vecchio borgo medievale di Palizzi, convenzionata con la Regione, ospita dodici anziani: persone sole o non autosufficienti, amorevolmente assistite e curate da personale professionalmente preparato. Tutta la comunità, nella serata di domenica, comprese le autorità religiose (il parroco don Leone Stelitano), civili (il sindaco Sandro Autolitano) e militari (il maresciallo Stefano Maraglino), s’è stretta attorno agli anziani ospiti della Casa. Un regalo, un sorriso, una parola, una stretta di mano, assieme all’allegria sprigionata dal karaoke e del piano bar, hanno fatto trascorrere agli anziani un’altra serata diversa dalle solite. Non più soli, non più soltanto tra loro, ma in compagnia di parenti e amici con cui stare assieme. Già, perché è proprio la solitudine, la mancanza di interlocutori e di una conversazione con l”altro”, che portano tristezza e non solo.
L’anziano italiano è il più depresso d’Europa, lo rivela uno studio dell’Italian Longitudinal Study on Aging (Ilsa) del Cnr, Sezione invecchiamento dell’università di Padova. La depressione porta facilmente all’infarto, anche se la persona conduce una vita sana (niente fumo, buona alimentazione, movimento); questo aspetto riguarda principalmente gli uomini. Ad essere più depresse sono le donne (58%), specie se vedove, mentre gli uomini toccano il 34%. I motivi principali di questo “status” sono l’incapacità di gestire il tempo libero e di ricreare una vita una volta andati in pensione, le malattie, la perdita del ruolo centrale all’interno della famiglia e, talvolta purtroppo, l’abbandono totale degli stessi familiari. A proposito di questi due ultimi aspetti, c’è il caso di A., ospite simpatico della Casa e padre di due figli che, ci ha confidato, non vede da anni. Proprio per questi motivi, le visite dovrebbero essere più ricorrenti (lo hanno ribadito nei loro interventi di saluto il sindaco Autolitano e il parroco Don Leone). Vale comunque la pena, per comprendere meglio le “fasi” dell’invecchiamento, ricordare alcuni aspetti.
L’invecchiamento è assai personale e non prescinde dalla stessa personalità, dalle esperienze e dallo stile di vita degli individui. La vecchia è stata da sempre legata alla saggezza. E’ sufficiente ricordare Catone e Seneca che, parlando di questo periodo della vita, non gli davano una valenza negativa, anzi sottolineavano l’importanza di coltivare interessi, attività che avrebbe dato frutti meravigliosi. Gli studi recenti si collegano, in qualche modo, a quanto sostenevano gli antichi: molte ricerche hanno, infatti, evidenziato che le persone anziane, motivate a farlo, possono mantenere la loro efficienza psichica, alimentando la mente. Per curare la depressione senile, è necessario, prima d’intervenire a livello farmacologico, analizzare l’ambiente in cui la persona vive: per evitare che s’innesti un circolo depressivo è importante che l’anziano sia circondato da affetto e relazioni. Bisogna prendere atto che Casa “Sebastiano Pezzimenti” è una piccola oasi di ricovero per gli anziani, se si pensa che, in Italia, a differenza di quanto avviene in Europa, non ci sono progetti o strutture in grado di coinvolgere in modo continuo ed efficace gli anziani. E allora? Non lasciamoli soli!
Pietro Parisi


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