L’OSPEDALE “TIBERIO
EVOLI” DI MELITO PORTO SALVO TRA LE PRIORITA’ DEL COMITATO CIVICO “PRO
CONDOFURI”
Con un dibattito
organizzato per martedì 29 prosegue l’impegno del sodalizio condofurese a
favore del nosocomio melitese.
Non si arresta l’attività del Comitato civico “Pro Condofuri” mirata a contrastare il famigerato Piano aziendale della manager dell’Asp 5 di Reggio Calabria e della cieca politica regionale che vorrebbero il progressivo ridimensionamento – al ribasso – dell’Ospedale “T. Evoli” di Melito Porto Salvo. Dopo le recenti prese di posizione di movimenti, associazioni e forze sociali in genere, il Comitato civico guidato da Salvatore Tuscano, scende concretamente in campo ed in azione organizzando un incontro dibattito sul tema “Tiberio Evoli, quale futuro?”, che si svolgerà martedì 29 gennaio con inizio alle ore 18.00 presso l’auditorium del centro giovanile “p. V. Rempicci” di Condofuri Marina con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica mettendo al corrente l’utenza dell’ospedale melitese proveniente dal vastissimo e geograficamente complicato comprensorio dell’area grecanica e non solo, delle reali intenzioni di politici ed amministratori in merito al presidio ospedaliero di riferimento.
Lo
stesso Comitato civico aveva evidenziato in precedenti interventi il
progressivo svilimento e la continua depauperazione subiti, già da qualche
anno, dall’ospedale “Evoli”, vittima illustre tra tanti di una politica e di
una gestione cieche e sorde di fronte ad una realtà già difficile di per se:
decisioni assunte su un tavolo distante centinaia di chilometri, dove
l’obiettivo fondamentale è quello di far quadrare i bilanci a qualunque costo,
anche se ciò corrisponde alla lesione del diritto alla salute
costituzionalmente garantito.
Nessuno
dovrebbe e potrebbe permettersi il diritto di risolvere problemi ed anomalie di
anni di discutibile gestione dei soldi della collettività – esordisce Salvatore
Tuscano, presidente del comitato “Pro Condofuri” – sacrificando un ospedale che
da sempre e per tutti gli abitanti dei centri ricadenti nel comprensorio, dalla
nascita alla morte, è stato sempre un riferimento soprattutto nei frangenti
meno piacevoli della vita; non si può ignorare, nell’assunzione di tali
decisioni – prosegue Tuscano – il contesto che circonda la stessa struttura
ospedaliera, una rete viaria che neanche l’Africa ci invidia, un sistema di
trasporti meno efficiente delle diligenze del Far West in cui da decenni le ex
FFSS, oggi Trenitalia, brandiscono la scure del taglio dei cosiddetti “rami
secchi” ma soprattutto la morfologia del territorio stesso con centri abitati
per i cui abitanti già raggiungere la fascia costiera è un viaggio; mi
riferisco ai paesini ed alle frazioni di questi posti alle pendici
dell’Aspromonte, Fossato, Embrisi, Bagaladi, Roccaforte del Greco, Palizzi,
Pietrapennata e così via.
Il
dibattito organizzato dal “Pro Condofuri”, aperto a tutti, istituzioni e parti
in grado di rappresentare la gente comune ma soprattutto bambini e genitori,
vedrà alternarsi sul tavolo dei relatori intanto i Sindaci dell’Area,
professionisti ed esperti del settore e rappresentanti di Enti in genere ed
Associazioni, in una manifestazione che vuole essere propedeutica ad
un’assemblea plenaria che sarà organizzata e realizzata a breve a Melito Porto
Salvo: intendiamo così – continua Tuscano – dimostrare il nostro pieno appoggio
e fornire tutto il nostro sostegno al nascente Comitato “Mamme per un futuro”
sorto grazie alla determinazione di un gruppo di giovani madri preoccupate di
non poter garantire ai propri figli il diritto alla salute che verrebbe meno con la paventata
soppressione anche dell’ambulatorio di Pediatria insieme ad altri servizi non
meno importanti.
Metteremo
in atto tutte le forme di protesta, civili e consentite, – conclude Tuscano –
affinchè non siano sempre le fasce più deboli ed indifese a pagare le
conseguenze delle opinioni che generano conclusioni senza avere la più minima
cognizione del disagio vissuto quotidianamente, oggi più che mai, dal cittadino
comune che si ritrova in pericolo ed abbandonato a se stesso proprio da quelle
istituzioni alle quali, malgrado tutto, ancora fa riferimento.

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